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Milano. Task force Duomo
Federica Cavadini
Corriere della Sera - Milano 1/4/2018

Cinquanta specialisti del Politecnico curano marmi e vetrate
Tecnologie e sistemi innovativi per prevedere gli interventi

Sono allertati anche quando ci sono i concertoni sulla piazza con i bassi che fanno vibrare le vetrate. E dopo le giornate ventose misurano le sollecitazioni sui marmi. Controllano leffetto dei treni della metropolitana come il passaggio dei visitatori sui pavimenti. O le variazioni di colore delle pietre per linquinamento. E stanno completando un modello digitale con i dati dellintero edificio da utilizzare come una cartella clinica per diagnosi e cure. Sono i superspecialisti che aggiustano il Duomo: cinquanta uomini e donne scelti del Politecnico chiamati a proteggere la cattedrale. Seguono e affiancano i tecnici della Veneranda Fabbrica e sono impegnati fra cantieri e ricerca, allinterno della basilica come nei laboratori delluniversità.

Nella cabina di regia cè larchitetto e ingegnere Stefano Della Torre che presenta la sua squadra come un back office di altissima qualità. Abbiamo almeno dieci gruppi di lavoro con docenti e ricercatori di più dipartimenti spiega . Chi è impegnato sulle vetrate, chi sui calcoli per i ponteggi, chi sul microclima. È un lavoro imponente perché come sappiamo il Duomo è un cantiere perenne dove manutenzione e restauri sono iniziati prima ancora che fosse completato.

Racconta dei lavori in corso e mostra il ponteggio montato allinterno del tiburio per un restauro: In questo caso assistiamo il cantiere. La Fabbrica ha uno staff interno con un centinaio di tecnici, fra ingegneri, geometri, scultori e operai specializzati. Il gruppo del Politecnico entra in campo nei casi più complessi, spiega il professore. Ed è stato chiamato anche per sperimentare nuove tecnologie nel monitoraggio dello stato di salute del Duomo. Eseguiamo un check up semestrale per verificare ogni minima variazione: misuriamo le accelerazioni che la fabbrica subisce per il vento, per la metropolitana, per i concerti e dopo i sismi. Per queste rilevazioni, indispensabili per la sicurezza strutturale aggiunge , abbiamo posizionato sensori allinterno e allesterno, sulle catene tese tra i piloni come sulle guglie.

Controlli continui e prevenzione, così il Politecnico si prende cura del Duomo. Come nella medicina predittiva, puntiamo a individuare segni premonitori in modo da poter anticipare gli interventi, dice Della Torre sottolineando come la collaborazione con luniversità sia iniziata almeno dagli anni 70 e dal 2015 lateneo ha firmato un accordo con la Fabbrica e ha creato una task force dedicata.

Così dagli interventi spot siamo passati alla conservazione programmata, ogni attività è coordinata e pianificata, spiega. I monitoraggi sono eseguiti con tecnologie innovative e con metodi tradizionali. Per gli studi sul microclima abbiamo utilizzato un sistema mobile di rilevamento con un pallone aerostatico. E presto saremo in grado di dare indicazioni anche sullorario in cui aprire porte e finestroni per il ricambio daria. Che è il sistema sostenibile di raffreddamento della cattedrale precisa il professore . Funziona da 600 anni e non prevediamo di utilizzare impianti, anche perché il pavimento del Duomo non si tocca.

Una missione per ogni gruppo di lavoro. Se gli ingegneri chimici verificano quanto si anneriscono pietre e sculture, gli specialisti del dipartimento di Meccanica registrano le vibrazioni sulle vetrate: Abbiamo monitorato alcuni concerti, si riconosce persino il crescendo della Carmen di Bizet. Anche se a preoccuparci di più sono gli ultrabassi dei concerti in piazza della musica pop .

Poi loperazione del Duomo digitale. Sarà la prima cattedrale ad avere un modello tridimensionale. Basterà cliccare su ogni singolo elemento per avere accesso ai dati disponibili, da sezioni, profili e materiali fino allo storico di tutti gli interventi eseguiti, di manutenzione e restauro, spiega il professore. E racconta del progetto, coordinato dalla professoressa Cristiana Achille, con una prima parte già completata, il modello della guglia maggiore, avviato nel 2009 e concluso in tempo per permettere anche di realizzare la copia della scultura della Madonnina esposta allExpo e poi spostata nella cattedrale.

Abbiamo il modello tridimensionale concio per concio che può essere utilizzato per le attività nella fase di cantiere, a partire dalla pulitura, spiega larchitetto-ingegnere. E adesso il rilievo continua su ogni parte delledificio: Sarà ultimato entro la fine del triennio. Faremo del Duomo la cattedrale più moderna del mondo.



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