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Unesco, l'alpinismo candidato a diventare uno dei tesori immateriali dell'umanità
30 marzo 2018 la repubblica


La proposta multinazionale è stata sottoscritta da Italia, Francia e Svizzera e avrà come punto focale il Monte Bianco. La decisione nel 2019

Ci sono il canto polifonico georgiano e il teatro sanscrito, l'opera dei pupi siciliani e il ballo reale cambogiano. Dall'anno prossimo potrebbe entrare nella lista del patrimonio culturale immateriale dell'Unesco anche l'alpinismo. I suoi valori, le conoscenze tecniche, le vicende delle montagne diventeranno parte della storia dell'uomo, se la candidatura di Italia, Francia e Svizzera sarà accolta.

Parte da questi tre Paesi la proposta, perché il punto focale della pratica alpinistica è stato identificato nel Monte Bianco, dove l'alpinismo è nato l'8 agosto 1786 con la prima salita di Paccard e Balmat. Per l'Italia i due proponenti sono il Museo Nazionale della Montagna di Torino e il Comune di Courmayeur, c'è Chamonix e il Caf, il club alpino francese, per la Francia, mentre dalla Svizzera si sono mossi svariati enti legati ai cantoni.

L'annuncio è stato dato dal ministero dei Beni culturali sul proprio sito e la candidatura arriva a pochi giorni dalla proposta italiana, condivisa da Austria e Grecia, di inserire nella stessa lista la transumanza.

A livello nazionale, la candidatura è stata coordinata dall'Ufficio Unesco del segretariato generale del Mibact che ha seguito il processo istruttorio tecnico di negoziazione e di relazioni internazionali ed accompagnato l'iter della proposta fino a Parigi. La valutazione e il verdetto dell'Unesco sono attesi per l'anno prossimo.

La delegazione dell'Ufficio Unesco del Mibact ha partecipato, il 26 marzo nella capitale francese, alla firma del dossier da parte delle rappresentanze permanenti presso l'Unesco dei tre paesi coinvolti. "La promozione della candidatura multinazionale - si legge in una nota del ministero - ha rappresentato per il Mibact la volontà di perseguire politiche culturali di accrescimento della cooperazione internazionale e di dialogo interculturale".

Secondo quanto scritto nel dossier, la pratica dell'alpinismo, rappresentato dalle comunità del Clup Alpino Italiano (Cai) e dal Collegio Nazionale delle Guide Alpine (Cnagai), "è espressione di saperi e tecniche, valori di solidarietà e aiuto reciproco e di competenze specifiche. La sua visibilità in quanto patrimonio culturale immateriale contribuisce ad approfondire e diffondere la conoscenza ambientale e degli ecosistemi, anche nel rispetto delle specificità culturali locali dei territori, coniugando l'importanza di salvaguardare in maniera integrata e sostenibile aspetti del patrimonio naturale con quelli tradizionalmente trasmessi dalle comunità".

Nella storia italiana l'alpinismo è una disciplina che ha
espresso pagine straordinarie e una serie di protagonisti - da Tita Piaz a Cassin, da Bonatti a Messner - che hanno raggiunto vette di enorme popolarità.



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