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Appello-denuncia: La rigenerazione, poco urbana, del Piano Casa di Zingaretti


Urbanistica. Il Piano casa del 2009 di Berlusconi, adottato dalla giunta Polverini, ripreso e prorogato dallattuale governo del Lazio. Deroga ai piani regolatori e cemento a volontà

Un delitto perfetto che le consegna agli interessi del settore privato. La parola magica che consente tale operazione si chiama Rigenerazione urbana, sotto la quale si maschera una vera e propria aggressione speculativa ai danni dei maggiori centri italiani: da Roma, a Firenze, a Venezia, fino ai comuni dellEmilia Romagna.

E sufficiente considerare degradati edifici o pezzi di città per abbatterli e sostituirli con costruzioni nuove di zecca, facendo guadagnare rendite ingiustificate a proprietari e costruttori.

Un capolavoro semantico e politico perché allespressione rigenerazione urbana, o semplicemente rigenerazione, è facile attribuire un significato positivo: di rinascita, di valorizzazione di quanto è obsoleto, di rinnovamento. Invece si tratta di tuttaltro, anzi del contrario.

Con lalibi della limitazione di consumo di suolo, si ricorre a una parola dordine utile ad acquistare facili consensi, una parola grimaldello con la quale si decreta, in realtà, la morte dellurbanistica e del governo del territorio. Oggi la rigenerazione rimbalza dalla legge della Regione Lazio a quella dellEmilia Romagna, un tempo manuale esemplare di pianificazione urbanistica in tutta lEuropa (Piano Cervellati per il centro storico di Bologna).

Fra le pieghe della rigenerazione urbana si nascondono pratiche assai diverse tra loro: opere di demolizione e ricostruzione di singoli edifici (con annesso premio di cubatura) fino a interventi che riguardano aree dismesse e abbandonate, che è possibile realizzare anche con un semplice accordo tra privati e Comune in deroga agli strumenti urbanistici vigenti; giustificando tali procedure per forzare la presunta rigidità degli strumenti urbanistici e rilanciare il settore delledilizia per far ripartire il Paese.

Comè possibile che questa vera e propria delegittimazione di tutte le regole urbanistiche stia dilagando da una parte allaltra nel nostro paese?

Lespressione rigenerazione urbana viene introdotta nellambito del Piano Casa, più precisamente nella Intesa tra Stato e Regioni dellaprile 2009, in pieno governo Berlusconi. Dopo il quale era compito delle Regioni emanare proprie leggi per dare corso allaccordo.

Nella Regione Lazio il centro destra di Renata Polverini peggiora il testo ampliando le possibilità di intervento dei privati già previste dallIntesa Stato-Regioni. Zingaretti recupera il berlusconiano Piano Casa della Polverini (a parte la modifica di alcuni articoli a rischio di incostituzionalità che vengono abrogati) e lo proroga fino al giugno 2017.

Non solo, sempre nel 2017, lo trasforma nella legge sostitutiva Norme per la rigenerazione urbana e il recupero edilizio. Dunque, in deroga alle previsioni degli strumenti urbanistici e dei regolamenti edilizi comunali vigenti o adottati, sono consentiti interventi di sostituzione edilizia con demolizione e ricostruzione, con ampliamento della volumetria o della superficie utile esistente.

Cosa è successo dal 2009 al 2017 e ancora oggi?

Per i provvedimenti in itinere (quanti? nessuno lo sa) i cittadini non potranno porre alcuna obiezione né alle demolizioni/ricostruzioni né agli aumenti di cubatura favoriti dal Piano Casa e neppure ai cambi di destinazione duso dei privati in possesso dei requisiti previsti.

Non dappertutto naturalmente, ma solo in quelle aree che non sono soggette a tutela da parte del Piano Territoriale Paesaggistico Regionale, e i Villini del quartiere Coppedé di Roma un capolavoro architettonico del Liberty italiano non lo sono. Così sempre i Villini non sono soggetti a tutela dal Piano Regolatore.

Sembrerebbe un paradosso ma non lo è. In sintesi la manomissione dei Villini è stata resa possibile dal Piano Casa della giunta Polverini ed è continuato con quello di Zingaretti. E non sappiamo ancora quante altre demolizioni previste sconvolgeranno il tessuto della Capitale, come ha denunciato anche lAssociazione Carte in Regola.

Ancora una volta tocchiamo con mano come i così detti governi di centro-sinistra, a livello locale-regionale quanto a livello centrale, perseguano obiettivi che poco hanno a che fare con linteresse collettivo, ma ricerchino genericamente consensi senza una visione generale, in questo caso senza unidea di città.

Roma e il Lazio sono un laboratorio ideale anche per capire perché gli elettori abbandonino quel fronte politico.

Mentre occorrerebbe mettere mano alle tante degradate periferie e rigenerarle, anche sotto il profilo sociale, la giunta Zingaretti lascia mani libere alla speculazione che abbatte i villini Liberty. Come faceva Vito Ciancimino negli anni 60, nel centro storico di Palermo.

Enzo Scandurra, Piero Bevilacqua, Velio Abati, Ilaria Agostini, Alberto Asor Rosa,Carla Maria Amici, Anna Angelucci, Giuseppe Aragno, Giovanni Attili, Massimo Baldacci, Alessandro Bianchi, Franco Blandi, Vittorio Boarini, Ilaria Boniburini, Paola Bonora, Roberto Budini Gattai, Giovanni Carosotti, Antonio Castronovi, Carlo Cellamare, Giancarlo Consonni, Vezio De Lucia,Lidia Decandia, Piero Di Siena, Tiziana Drago, Paolo Favilli, Alfonso Gambardella, Maria Pia Guermandi, Rossella Latempa, Cristina Lavinio, Walter Lorenzoni, Laura Marchetti, Ignazio Masulli, Tomaso Montanari, Gaia Pallottino, Tonino Perna, Eddy Salzano, Battista Sangineto, Salvatore Settis, Francesco Santopolo, Lucinia Speciale, Graziella Tonon, Francesco Trane, Gianni Vacchelli, Luigi Vavalà, Alberto Ziparo



https://ilmanifesto.it/la-rigenerazione-poco-urbana-del-piano-casa-di-zingaretti/


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