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Uffizi. Cosa si vede e cosa si perdescegliendo la scorciatoia
Chiara Dino
Corriere Fiorentino 4/4/2018

Ci saranno i big del Rinascimento, ma non Caravaggio

Non sarà certo una scelta facile quella che si porrà ai visitatori degli Uffizi quando, da metà aprile, avranno la possibilità di uscire dalla Porta di Ponente, quella dal lato della Loggia dei Lanzi, oltre che da quella convenzionale, su piazza dei Castellani: si tratterà di decidere se scendere dopo aver visitato solo il secondo piano della galleria o imboccare la strada che porta giù al primo piano, attraversando 600 metri in più, che valgono dei capi dopera.

È pur vero, però, che unabbuffata di opere darte non sempre rende le nostre visite migliori qualitativamente. Il troppo a volte stroppia e il rischio è quello di uscire con un gran confusione. Comunque sia per sapere cosa si perde scegliendo il giro breve o cosa si guadagna optando per quello lungo ecco di seguito una sorta di mappa del museo.
Percorso breve

Al secondo piano, è da qui che inizia la visita, si possono vedere la galleria delle statue e le sale dei primitivi con Giotto e Cimabue il Trecento senese con Simone Martini e quello fiorentino. E ancora il primo Rinascimento con Masaccio e Masolino e Piero della Francesca, Filippo Lippi, Gentile da Fabriano e il Beato Angelico e poi Paolo Uccello il Pollaiolo e la superstar Botticelli. A seguire la Tribuna, poi le salette affrescate, Mantegna, Antonello da Messina il Ghirlandaio, Filippino Lippi, Luca Signorelli, i marmi romani e laltra superstar, Michelangelo a cui seguono la sala della Niobe, Cranach e Dürer. Entro lautunno arriveranno i tre Leonardo e i capi dopera di Raffaello.
Percorso lungo

Chi sceglierà il giro per intero e dunque, finito il secondo piano, tenterà limpresa del primo, vedrà molti altri capolavori. Giù cè esposta tutta la Collezione Contini Bonacossi recentemente inaugurata, il Manierismo italiano, Tiziano, Leonardo e Raffaello ma questi ultimi due sino a settembre, visto che è in fieri il loro trasferimento al secondo piano. E ancora tutta la sezione dedicata a Caravaggio e ai caravaggeschi anche questa recentemente inaugurata nel nuovo allestimento. Un percorso questo secondo, che però può essere anche visto in un altro momento per evitare un surplus di informazioni. La scelta toccherà a ogni singolo visitatore ma sicuramente chi si muoverà per coprire solamente il primo percorso concorrerà a rendere meno lungo il suo tempo di permanenza al museo e più corte le file. Se funzionerà lo vedremo alla prova dei fatti. Entro un paio di settimane, quando il piano diventerà realtà.



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