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Sgarbi boccia Verona capitale della cultura. Città già forte
Matteo Sorio
Corriere di Verona 5/4/2018

Verona. Unoccasione da lasciar perdere, tutto inutile, senza senso. Il critico Vittorio Sgarbi boccia la candidatura di Verona a capitale della cultura 2021: Verona può e deve essere capitale della cultura senza bisogno di mettersi in concorso, non so, con Casale Monferrato o Valdobbiadene. A Verona basta essere se stessa.

Il critico darte Sgarbi va controcorrente: È un concorso pensato male, meglio rinunciarci

VERONA. Sì, il sindaco Federico Sboarina (parole fresche) ritiene che sia una grande chance, unoccasione forse unica e irripetibile. E daltronde, prima ancora, a novembre, a favore di quelloccasione, cera stato lappello degli intellettuali, con il docente di Diritto internazionale dellAmbiente allUniversità di Verona, Luciano Butti, a metterci la prima firma insieme al direttore del dipartimento di Culture e Civiltà, Gian Paolo Romagnani, il professore di storia medievale Gian Maria Varanini, la vicedirettrice del Conservatorio DallAbaco, Laura Och, il prefetto della Biblioteca Capitolare, monsignor Bruno Fasani, e la direttrice delle Gallerie dellAccademia di Venezia (ex direttrice dei musei civici di Verona), Paola Marini.

Eppure, cè anche chi ritiene che la candidatura di Verona a Capitale italiana della cultura per il 2021 sia tuttaltro che una pista su cui insistere. Parliamo del critico darte Vittorio Sgarbi, lui che durante lultima campagna elettorale per le comunali a Verona era passato dalla città per sostenere la candidatura di Sboarina e il cui parere negativo nasce anche in virtù di quellenorme flusso turistico registrato fra Pasqua e Pasquetta che, secondo Sboarina, rappresenterebbe al contrario un ulteriore, buon viatico alla candidatura della città: Il flusso turistico registrato da Verona per Pasqua e Pasquetta cè stato proprio per quello che Verona è in sé - dice Sgarbi - ossia una città meravigliosa, molto simile a comè sempre stata e quindi capace di farti respirare la propria storia, una città che offre molte occasioni culturali, lArena, Romeo e Giulietta, belle mostre, iniziative importanti, e poi la vicinanza del lago di Garda. Sgarbi, insomma, si schiera apertamente: Suggerisco al sindaco Sboarina di rinunciare. Il gesto più intelligente che possa fare è dire: Noi siamo già Verona. Sarebbe il segnale di una città forte che non ha certo bisogno di essere capitale della cultura. In soldoni, quella candidatura sarebbe unoccasione da lasciar perdere, tutto inutile, senza senso. E il motivo, secondo Sgarbi, è semplice: Un conto è se fosse il ministero che sceglie Verona, un atto di nomina, e allora uno accetta. Ma Verona può e deve essere capitale della cultura senza bisogno di mettersi in concorso, non so, con Casale Monferrato o Valdobbiadene. A Verona basta essere se stessa. Candidarsi a capitale della cultura è quasi un insulto: come il ricco che pretende i tram gratis. Questo concorso potrebbe essere pensato per città sotto i 100mila abitanti, città piccole con problemi di turismo, in quel caso sì che avrebbe senso. Invece così si creano contrapposizioni ridicole. Sembra folle, ad esempio, pensare che Venezia perse da Matera alla corsa per Capitale europea della cultura: però Matera se non altro ne aveva bisogno.

Il pensiero di Sgarbi va allora nella direzione opposta a quella degli intellettuali che avevano firmato la lettera aperta a supporto della candidatura. Lettera cui erano seguiti ulteriori sproni a favore del progetto. Vedi quello del già citato professor Varanini, secondo il quale la candidatura e persino leventuale vittoria non sarebbero dei punti darrivo, ma uno strumento. Qualcosa che ci consenta di ripensare il sistema culturale cittadino, che sappia valorizzare i lati meno conosciuti, penso alle mura magistrali e che sappia far collaborare diverse realtà, coinvolgendo quelle economiche in un processo di mecenatismo.

È proprio il fatto di concorrere, però, secondo Sgarbi, a stonare con Verona: Se ti candidi poi potrebbe vincere Catanzaro, per dire. Il rischio di farsi sbeffeggiare è troppo alto. E quel milione di euro che ti arriva se vinci, Verona lo può trovare in un altro modo. Abbiamo già visto, con Ravenna ad esempio, che il titolo di capitale della cultura in certi casi è un premio di consolazione. Un titolo di cui succede che non si accorga nessuno. Ripeto - conclude Sgarbi - che Verona è patrimonio dellUnesco, una città meravigliosa, e non ha bisogno di candidarsi a capitale della cultura italiana.



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