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Castagneto Carducci. Invidia e tutela le opposte ragioni dei protagonisti
Manolo Morandini
http://iltirreno.gelocal.it/cecina/cronaca/2018/04/05/news/invidia-e-tutela-le-opposte-ragioni-dei-p

Non ci sono vincoli di natura paesaggistica, quelle tettoie e capanne sulla spiaggia di Castagneto Carducci sono abusive e vanno demolite. Una ventina di strutture a sud dei Pianetti. Trentaquattro lungo i 3 chilometri di litorale dalla foce del Seggio verso Marina di Bibbona. Il soprintendente Andrea Muzzi della Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Pisa e Livorno non ha dubbi e va alla sostanza della vicenda. Questi oggetti non possono assolutamente essere tutelati, anzi la zona deve essere libera da qualsiasi costruzione e intervento dice . Tra laltro dalle foto che ho ricevuto dal Comune ci sono addirittura indicazioni numeriche come se fossero un riferimento di proprietà o pertinenza. Conservarle e tutelarle sarebbe contro tutte le evidenze di legge. E conclude: Tutto è partito da un no della Soprintendenza nel 2002. Poi cè stata un po di confusione, ma la cosa importante è lapprovazione del Piano paesaggistico della Regione Toscana che sottolinea di nuovo limportanza di queste zone e la necessità che siano libere da installazioni.

Le ordinanze del Comune di Castagneto Carducci che per 16 anni sono finite in un cassetto, sospese negli effetti, in attesa di mettere un punto alla vicenda, vengono rispolverate. Ci sono 90 giorni per fare pulizia e restituire al litorale laspetto originario. Sedici anni per tornare al punto di partenza. Casette e tettoie fatte di pali in legno naturale con tetti di scopa per anni sono state al centro di una querelle giudiziaria tra Comune e chi ne rivendicava la proprietà e luso esclusivo. Tutto ha inizio nel 2002 con lavvio del procedimento per la redazione del Piano spiaggia. Quel piano partiva dallo stato di fatto, individuando ciò che sulla spiaggia insisteva legittimamente, con concessioni e autorizzazioni. Casette e tettoie, a norma del Codice della navigazione, erano state costruite abusivamente sul Demanio. È una storia dove non ci sono vincitori e vinti ha detto la sindaca di Castagneto Carducci Sandra Scarpellini . Il Comune deve garantire la legittimità dei propri atti. Che quelle opere fossero abusive chiaro.

Chi le frequenta. Questa cosa è stata montata per accontentare gli invidiosi perché è una roba veramente da ignoranti che non vedono al di là del proprio naso e magari giustificano le speculazioni edilizie che hanno rovinato dei posti bellissimi. Comè successo a Marina di Bibbona, San Vincenzo, Follonica. Sottolinea Sibilla della Gherardesca. Il rapporto della sua famiglia con questa terra è millenario. E lei, che è presidente del Fai per la Toscana, non si sottrae: Qui si è preferito preservare lanima del luogo invece di speculare. Che aggiunge: Capanne su una spiaggia profondissima, fatte con dei pali di legno e delle coperture di scopa, semplicissime e che raccontano la storia di chi ha vissuto lì. Fanno parte del paesaggio. Proprio non capisco. Forse vorrebbero farci una spiaggia con la musica e gli ombrelloni? .

A nord del Seggio sono cinque le proprietà interessate: Citai Spa (10 capanne e 10 tettoie), Catalpa Sas (11 tettoie), Fratelli Antinori (1 tettoia), Lawley (1 capanna), Zileri Dal Verme e Spalletti Trivelli (1 capanna). A sud dei Pianetti, fino al confine con San Vincenzo, si fa tutto più confuso. Nessuno ha rivendicato o difeso la titolarità di queste strutture. Alcune sono cadenti, ma altre mostrano i segni di manutenzioni recenti.

Sibilla della Gherardesca riavvolge il filo della storia. Prima cè stato un architetto della Soprintendenza che ha detto che dovevano rimanere lì e facevano parte della storia del paesaggio. Adesso è stato rimpiazzato da chi la pensa alla rovescia. Gli Antinori e gli Incisa della Rocchetta hanno dato lavoro al territorio, come mio nonno con il Cantiere navale. Persone che non hanno danneggiato questo posto ma lo hanno fatto conoscere e apprezzare da tante persone. Non vedo perché tutto questo livore se non per linvidia di gente che non ha capito che il paesaggio va preservato e rispettato. Che è un bene fondamentale per attrarre turisti.

Chi si è battuto. La vicenda dei capanni sulla spiaggia è una di quelle occasioni in cui è in ballo la credibilità delle istituzioni e la loro capacità di tutelare linteresse generale e il bene comune, senza per questo venir meno al rispetto della proprietà privata. È quanto afferma Angelo Ferrara a nome del circolo Legambiente Costa Etrusca. È vero che i capanni sono lì da tempo, ma certamente non nella forma e con le caratteristiche di quando vi furono costruiti, altrimenti gli eventi naturali difficilmente li avrebbero fatti arrivare fino ad oggi integri prosegue . Ciò vuol dire che oggi non abbiamo resti di edifici storici sulla spiaggia, da tutelare come testimonianza di un passato e in quanto tali non mantenuti e utilizzati a fini turistico-commerciali. Non sono infatti solo integri, ma intensamente utilizzati dai turisti che affittano le case retrostanti le dune. In sostanza sono dei veri e propri servizi di spiaggia, che non crediamo siano certo offerti gratis. E conclude: Le ordinanze di demolizione nascono da unimpostazione culturale e politica che ristabilisce
il principio del rispetto delle leggi uguali per tutti e dellindisponibilità del bene pubblico a scopi economici privati, se non dietro regolare concessione. Per i capanni in questione non vi è mai stata alcuna concessione o richiesta in tal senso.



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