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Roma, Villa Paolina: il Comune deciso a bloccare la demolizione
di PAOLO BOCCACCI
08 aprile 2018 LA REPUBBLICA

Contro lo stop i costruttori della Cam sono pronti a presentare ricorso al Tar: "Abbiamo già tutti i permessi previsti"


Per ora la notizia è ufficiosa, ma è solo questione di tempo. L'assessorato all'Urbanistica del Campidoglio guidato dall'assessore Luca Montuori è intenzionato a non concedere il permesso a demolire villa Paolina, l'ex convento di suore dell'inizio degli anni Venti di largo XXI Aprile, per costruire al suo posto, con le norme del Piano Casa regionale e un aumento di cubatura, un palazzo moderno di otto piani più due interrati a parcheggi. E la società costruttrice, la Cam, si prepara ad un ricorso al Tar e a una lunga battaglia legale.

Da parte della giunta Raggi sarebbe il primo segnale per dare un alt allo scempio dei villini del primo Novecento, che, con più di cinquecento richieste in tutta la città, è diventato un vero e proprio caso urbanistico, su cui è intervenuto il Mibact annunciando vincoli. E si stanno moltiplicando le riunioni in assessorato per raccogliere tutti gli elementi contrari al progetto, tra cui le norme sulle variazioni di densità abitativa.

La Cam dopo l'acquisto lo aveva presentato il 30 maggio ricorrendo al Piano Casa, la legge scaduta il 30 giugno e sostituita da quella per la Rigenerazione Urbana approvata sempre dalla Pisana. Il nuovo palazzo prevedeva sei appartamenti di lusso a piano, grandi due o tre camere e soggiorno, e poi un solo altro, di prestigio, all'ultimo, con due terrazze e vista su Roma.

"Non possiamo che ricorrere al Tar - afferma l'amministratore della Cam, Angelo Marinelli - Abbiamo già ottenuto tutti i permessi. Tra cui due nulla osta dalla Soprintendenza, uno dal Consiglio regionale del Mibact, che ha comunicato che la villa, che non rientra nella Carta delle Qualità, "non riveste l'importante interesse artistico e storico richiesto dalla norma di tutela. E un altro dalla soprintendenza di Francesco Prosperetti, che obbliga, in caso di scavo, a sondaggi archeologici preventivi. Ma rimarrebbe intatto il diritto a demolire e ricostruire. Non solo. Avevamo anche avuto il nulla osta della Regione".

In precedenza Marinelli si era detto disposto " a cambiare il progetto secondo le indicazioni che ci verranno date dal Campidoglio". E in realtà era allo studio un secondo piano che avrebbe abbassato l'edificio ad un'altezza
simile a quella di villa Paolina, circa 19 metri invece dei 30 attuali.

Mentre la minisindaca dem del II Municipio Francesca Del Bello aveva scritto al Campidoglio comunicando "le perplessità che riguardano il completo stravolgimento dello scenario architettonico di un luogo della Città Storica che dovrebbe essere tutelato". Sempre contro il progetto si erano schierati i Comitati di piazza Bologna e dei palazzi Federici, proprio di fronte a largo XXI Aprile



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