LEGGI
BENI IN PERICOLO
INTERVENTI E RECENSIONI
RASSEGNA STAMPA
COMUNICATI DELLE ASSOCIAZIONI
EVENTI
BIBLIOGRAFIA
STORIA e FORMAZIONE del CODICE DEI BENI CULTURALI E DEL PAESAGGIO
LINK
CHI SIAMO: REDAZIONE DI PATRIMONIOSOS
BACHECA DELLE TESI
per ricevere aggiornamenti sul sito inserisci il tuo indirizzo e-mail
patrimonio sos
in difesa dei beni culturali e ambientali

stampa Versione stampabile

I mille volti del restauro
Francesca Bonazzoli
Corriere della Sera 22/4/2018

Conservare o reintegrare? il dibattito continua da secoli

Quando si parla di unopera restaurata, invariabilmente tutti i media ricorrono alla stessa frase: riportata allantico splendore. È una formula tanto comoda per i pigri di mente quanto assurda. Basterebbe infatti riflettere sul fatto che si parla di materie organiche come il marmo, la tempera, lolio, la cera, la chiara duovo, il legno, per capire che il processo di tornare allantico splendore è impossibile a meno di non possedere una bacchetta magica o lelisir di lunga vita.

Giorgio Bonsanti, massima autorità del settore, avverte che tali miracoli non esistono: Nessun restauro è da considerare definitivamente risolutivo. La finalità del restauro è piuttosto di estendere il più possibile i periodi intermedi fra un intervento e quello successivo.

Ma cè un altro motivo per cui la frase dovrebbe essere vietata e chi la usa condannato a seguire un corso di chimica: il motivo, lo ha spiegato bene Hanna Jedrzejewska nel suo Principi di restauro, è che non esiste il restauro perché il lavoro del restauratore è una continua sequenza di interpretazioni, che guida decisioni e modo di procedere. Ci può essere un restauro di conservazione, uno estetico, e un altro di semplice manutenzione; si può decidere di togliere o di reintegrare. Proprio per questo oggi siamo giunti allidea che un buon restauro debba avere come criterio la reversibilità, da eseguire nel rispetto del testo originale e addirittura degli interventi passati che spesso hanno finito per diventare tuttuno con loggetto.

Lesempio più celebre, a riguardo, si è posto alla fine del Novecento con il Giudizio Universale di Michelangelo: bisognava rimuovere le braghe fatte dipingere sopra le pudenda dei dannati e dei risorti subito dopo la morte del maestro, oppure bisognava mantenerle perché nei secoli sono entrate a far parte dellimmagine, riprodotta da generazioni di copisti? Alla fine si è optato per conservare solo quelle cinquecentesche.

Un altro esempio di cambio di gusto sono gli affreschi: fra gli anni 50 e 60 la pratica di staccarli dai muri ha conosciuto il picco di popolarità in Italia. Se ne faceva uso non solo per motivi di tutela, ma anche con lo scopo di portare i dipinti alle mostre che proprio allepoca cominciavano a diventare di massa. Un simile atteggiamento oggi non è più tollerato, ma quelli erano anni, in cui la storia dellarte si era addirittura appassionata alle pratiche da orologiaio: riteneva cioè normale smontare strato su strato una pittura fino ad andare a trovare la sinopia sottostante, considerando la filologia più importante del dipinto stesso. Ogni restauro è dunque sempre lespressione dello spirito del tempo e del gusto.

Nel XVI secolo Giorgio Vasari aveva unidea completamente diversa dalla nostra su come recuperare le statue antiche e scriveva: Hanno molta più grazia queste anticaglie in questa maniera restaurate che non hanno que tronchi imperfetti e le membra senza capo o difettose e manche.

Al contrario, nel secondo Novecento è prevalsa quella che Alessandro Conti chiamava la visione igienistica del restauro, che assumeva cioè come un dovere la rimozione degli interventi precedenti, quali integrazioni e ridipinture, e cancellare le testimonianze della storia dellopera darte.

Oggi, di nuovo, ci confrontiamo con un diverso problema dovuto al fatto che siamo abituati a guardare le immagini attraverso gli schermi dove ci appaiono luminose e piatte, senza ombre e sfumature. Abbiamo perso la percezione tattile delle materie, di crettature, rugosità, ingiallimenti delle vernici, e questo comporta che spesso si proceda a puliture che eliminano tutto quanto si frappone a una lettura della pittura come colore e non come materia.

Quante volte scriveva già Roberto Longhi dopo la energica pulitura di un pannello primitivo ho sentito sussurrare, e da uomini di gusto aggiornatissimo: Ma comerano moderni quegli antichi! Non sembra Matisse? O, dopo il lavaggio drastico di un Tiziano: Ma guardi come fa Manet, come fa Gauguin!.

Ma il restauro non è lequivalente di una chirurgia plastica che altera i connotati: è il rispetto del lavoro praticato sulla materia organica dal tempo grande scultore. La verità, come daltronde ci ha insegnato Marguerite Yourcenar, è che Dal giorno in cui una statua è terminata, comincia, in un certo senso, la sua vita.   



news

20-05-2018
Rassegna Stampa aggiornata al giorno 20 maggio 2018

19-05-2018
Sul contratto M5S - Lega vi segnaliamo...

17-05-2018
Cultura e Turismo: due punti della bozza Di Maio - Salvini

15-05-2018
Sulla Santa Bibiana di Bernini: intervento di Enzo Borsellino

13-05-2018
Premio Francovich 2018 per il miglior museo/parco archeologico relativo al periodo medievale

04-05-2018
Nella sezione "Interventi e recensioni" abbiamo pubblicato un contributo di Franco Pedrotti sul depuratore della piana di Pescasseroli: una sconfitta del protezionismo italiano

01-05-2018
Archistorie: rassegna di films sull'architettura dell'Associazione Silvia Dell'Orso

30-04-2018
Nella sezione "Interventi e recensioni", abbiamo pubblicato un contributo di Vittorio Emiliani: Appena 11 giardinieri per Villa Borghese. Ma l'erba "privata" non è meglio

26-04-2018
Roma. Il nuovo prato di piazza di Spagna non regge, il concorso ippico migra al Galoppatoio

21-04-2018
Anna Somers Cocks lascia The Art Newspaper. Intervista su "Il Giornale dell'Arte"

04-04-2018
VIII edizione del Premio Silvia Dell'Orso: il bando (scadenza 30/9/2018)

29-03-2018
Comitato per la Bellezza: A Palazzo Nardini chiedono già affitti altissimi ai negozi

25-03-2018
Lettera aperta di Archeologi Pubblico Impiego - MiBACT ai Soprintendenti ABAP

25-03-2018
A Foggia dal 5 aprile rassegna Dialoghi di Archeologia

23-03-2018
Comitato per la Bellezza e Osservatorio Roma: Tre richieste fondamentali per salvare Villa Borghese e Piazza di Siena

17-03-2018
Comunicato ANAI sul tema delle riproduzioni fotografiche libere

16-03-2018
Podcast episode 23: The death of Venice?

14-03-2018
SETTIS ed EMILIANI: Le ruspe su alcuni villini di Roma

20-02-2018
Documento del Coordinamento delle Società Storiche a proposito della libera riproduzione in archivi e biblioteche

14-02-2018
Consulta Universitaria Nazionale per la Storia dell'Arte e la Società Italiana di Storia della Critica d'Arte manifestano la loro piena solidarietà a Christian Greco

14-02-2018
NOTA DEL COMITATO SCIENTIFICO DEL MUSEO EGIZIO

09-02-2018
Italia '900. Settima edizione di Visioni d'Arte organizzata dall'Associazione Culturale Silvia Dell'Orso

09-02-2018
Lettera di API (Archeologi Pubblico Impiego) MiBACT al Ministro sulla Scuola del Patrimonio

23-01-2018
Museo Egizio, solidarietà dal Consiglio Superiore dei beni culturali

19-01-2018
La Dea di Morgantina in tournée? Una lettera dell'archeologo Malcolm Bell con una nota di Pier Giovanni Guzzo

11-01-2018
Firenze, il David di Michelangelo "vestito" dalle proiezioni di Felice Limosani

09-01-2018
E' on line il bando il bando di selezione allievi del Corso "Scuola del Patrimonio"

09-01-2018
Lettera dei vincitori e degli idonei del concorso 500 Mibact

07-01-2018
Un intervento di Guzzo. Tutela e valorizzazione: unite o separate?

27-12-2017
Lettera ANAI a Franceschini sulla mancata entrata in servizio funzionari archivisti MiBACT

Archivio news