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Bergamo. Il palazzo riscoperto
Fabio Paravisi
Corriere della Sera - Bergamo 22/4/2018

Restauro finito, riapre al pubblico dopo 50 anni la dimora di Vittorio Polli e Anna Maria Stoppani per eventi benefici e mostre: si inizia col Tiepolo

Fuori è un anonimo portone verde con un arco in arenaria, affacciato sullultimo tratto di discesa di via San Giacomo. Dietro è scaloni e cortili e affreschi e sale e verande scavate nella roccia e ripidi gradini verso il cuore di Città Alta e un giardino con una spettacolare vista su tutto ciò che si stende sotto le Mura. Benvenuti a Palazzo Polli Stoppani, siete fra i pochi ad entrarci nellultimo mezzo secolo. Almeno fra coloro che non facevano parte della famiglia di Vincenzo Polli, figlio del fondatore della Manifattura della Valle Brembana.

Nei loro ultimi anni lui e la moglie Anna Maria Stoppati, ormai molto anziani, si erano ritirati a vivere in poche stanze al secondo piano, e il resto del palazzo era stato in parte abbandonato. Polli è morto nel 2008 a 98 anni e la moglie lo ha seguito nel 2011 a 96. Nel testamento hanno disposto che palazzo e sostanze confluissero in una fondazione benefica a impronta fortemente cattolica e locale, con lintento primario di rendere al territorio bergamasco le ricchezze che questo ha dato alle rispettive famiglie.

Lasciato Zogno dove erano ancora attive centinaia di telai della Manifattura, la coppia si era prima trasferita alla Rotonda dei Mille, acquistando nel 1957 il palazzo di Città Alta, costruito nel Cinquecento, rimaneggiato nel Settecento e ormai ridotto a poco più di un magazzino. Lo avevano affidato alla cure delluomo che ha reinventato Città Alta, larchitetto Sandro Angelini, e infine si erano trasferiti nella nuova dimora nel 1961.

Il visitatore che varca il portone viene accolto da un sole in rame dorato con tecnica a foglia doro su disegno dello stesso Angelini, appeso su quella che era una fontana medievale. E che ora è una parete di roccia, rivelando da subito la particolarità del palazzo. Quella di essere appoggiato alla nuda roccia di Città Alta, che affiora con una certa prepotenza anche nella veranda del secondo piano e nella corte del primo. Dove invece si apre una fontana con il cartello Ottima cosa è lacqua circondata sui tre lati da dieci colonne di pietra serena.

Ogni piano si stende su 400 metri quadrati. Quello a livello della corte sarà riservato agli uffici della Fondazione, presieduta dallavvocato Daniele Turani con consiglieri Vincenzo Rau come consulente economico e Francesco Gavazzeni, nipote dei Polli (oltre che del maestro Gianandrea) come rappresentante della famiglia.

Il piano superiore, che apre saloni dai soffitti coperti da affreschi settecenteschi o nuovi con i quattro elementi, sarà dedicato alle mostre. Dal 1 dicembre al 24 marzo, per esempio, ospiterà Lincanto svelato con sessanta opere dal Cinquecento allOttocento fra le quali due Tiepolo della Fondazione Cariplo e uno, forse due Baschenis di un privato.

Il secondo piano è quello in cui vivevano i padroni di casa; un lungo salone dominato da un grande camino, il lungo tavolo dove i Polli pranzavano con i loro parenti, nicchie nelle pareti che sembrano fatte apposta per accogliere opere darte. Qui saranno ospitati meeting aziendali o conferenze. Ma gli organizzatori di eventi del ristorante Da Vittorio, che curerà il catering per linaugurazione, hanno già cominciato a chiedercelo e dovremo pensarci, ammette Gavazzeni.

Una scala stretta e ripidissima scavata nella roccia sale verso la minuscola via Rosate e si affaccia nel cortile del Sarpi, da dove piovono spesso le biro tirate dagli studenti: A noi la cancelleria non manca, sorride Gavazzeni. La scala veniva usata dai padroni di casa per arrivare in pochi minuti a Santa Maria Maggiore per la messa. Ma prima si interrompe sul piccolo giardino con unincredibile vista sui tetti e Città Bassa. In un angolo, la lapide dei due barboncini della padrona di casa (Dindino I e Dindino II, seppelliti chissà dove).

Il palazzo in questi giorni è ancora un cantiere. Da quando abbiamo cominciato i lavori, un anno fa racconta Gavazzeni , arriva continuamente gente a chiedere se ci sono appartamenti da acquistare nel palazzo. Si conta di riuscire a chiudere tutti i lavori entro la data dellinaugurazione, il 10 maggio: un pranzo benefico per 160 generosi e selezionati ospiti. Saranno raccolti fondi per Invecchiando simpara, progetto di housing sociale degli Ambiti di Seriate e Grumello e per lassociazione Dee di Vita, che donerà foulard di seta alle malate oncologiche. Ci dedicheremo soprattutto ad anziani e donne perché erano i settori dinteresse dei fondatori spiega ancora Gavazzeni . Ma vogliamo far diventare il palazzo un punto di riferimento per la cultura e per le fondazioni di tutta la provincia.




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