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Someda e il suo forte abbandonato. Ma presto avrà nuova vita
Federi.ca Giobbe
Corriere del Trentino 8/5/2018

Simonetti (Museo ladino): Lo inseriremo nel parco della Grande Guerra

MOENA. Una storia secolare, oggi pressoché dimenticata. Ma per il forte di Someda (il Werke Someda) potrebbe scorgersi una nuova vita. Opera di origine austro-ungarica situata nei pressi della frazione di Someda, a Moena, la struttura è stata costruita nel 1898 a quota 1320 metri dal genio militare austriaco, in conci di granito squadrati con la cupola in calcestruzzo. Ad oggi, il piccolo forte della memoria giace tuttavia silenzioso e in stato di abbandono, posto a est di Someda, vicino a una strada chiusa al traffico che porta verso gli impianti di Lusia, in stato di semi degrado e usato come deposito materiali e attrezzi ad uso privato.

Si tratta di una fortezza che già dallinizio della prima guerra mondiale fu considerata inadeguata per le sue caratteristiche, poiché presentava diversi punti deboli. Tra questi: un concentramento di postazioni in un unico blocco, facilmente distruttibili dal nemico in poco tempo e in teoria fortemente esposto al tiro dartiglieria avversario, con scarsa resistenza ai grossi calibri. In realtà il piccolo forte fu un grande deterrente per le truppe italiane che temporeggiarono per svariati mesi. E fu presumibilmente per questo motivo che, una volta conclusosi il conflitto, il forte passò al demanio militare italiano, il quale, nel 1927, lo vendette al signor Giovanni Battista Felicetti di Someda, ex Standschütze austriaco, (oggi di proprietà dei figli).

Lassociazione storica Sul fronte dei ricordi di Fassa si è adoperata negli anni per conservare la roccaforte con lavori di manutenzione volontari. Si pensò anche a un progetto di riqualificazione, grazie allintervento del comune di Moena come acquirente, ma in corso desame non si è giunti ad un accordo tra le parti. Il forte è comunque tenuto sottocchio racconta Michele Simonetti, curatore onorario della sezione Grande Guerra del museo Ladino di Fassa e storico, nonché ideatore del progetto del Parco della Memoria della Grande Guerra in val di Fassa. E confidiamo aggiunge di inserirlo quanto prima allinterno del progetto inerente il parco della Grande Guerra al quale lavoro da anni insieme al gruppo Sul fronte dei ricordi ed al suo presidente Livio Defrancesco, che da 25 anni è impegnato a mantenere in vita e sicurezza alpinistica trincee, postazioni, sentieri utilizzati dagli eserciti che parteciparono al primo conflitto mondiale.

Un percorso in crescita, culminato con i risultati della mostra semi permanente de La Gran Vera, al Navalge di Moena, sempre più ambita e seguita, con incassi record devoluti ai volontari del Fronte dei Ricordi e partecipazioni continue anche per lanno ormai avviato. Il forte di Someda è dunque parte integrante del progetto ideale, quale futura sede museale dedicata alla sua storia, (sempre che il proprietario sia concorde), nonché luogo semi controllato e di libero accesso.

La riqualificazione ambientale riguarderà anche altre strutture, quali: vie ferrate sulle orme della guerra e lospizio del Passo San Pellegrino, che si integrerà nel sentiero della pace e che ospiterà viandanti, forestieri e turisti che potranno conoscere la storia di questi luoghi affascinanti e la creazione di una sezione di archeologia militare 1915 -1918, con sale destinate a scopi didattici dedicati a storia, geologia e fauna delle Dolomiti. Inoltre ricorda Simonetti siamo in stato avanzato di progettazione definitiva del programma di ristrutturazione delledificio di Navalge, dove La Gran Vera diverrebbe una nuova sezione museale permanente del Museo Ladino di Fassa. Dulcis in fundo : abbiamo intenzione di iniziare, il prossimo autunno, un corso specializzato sulla Grande Guerra per i portatori di media montagna, tra radici e tradizioni; perché oltre alla voglia e alla passione per questi luoghi, cè la necessità di offrire, al turista, la possibilità di immergersi nella storia e di trovarsi al centro della Grande Guerra, ed alla valle, di allungare le stagioni turistiche con unofferta culturale oltre tempo.



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