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Napoli. Le troniste di Palazzo Reale
Antonio Fiore
Corriere del Mezzogiorno - Campania 16/5/2018

Evidentemente suggestionate dalla visione di troppe puntate del programma di Maria De Filippi Uomini e donne dove regnano incontrastati tronisti e troniste, quattro eleganti signorine in visita al Palazzo Reale di Napoli non hanno resistito alla tentazione e, giunte in punta di tacchi nella sala che custodisce il regale seggio, si sono graziosamente assise sul trono che ospitò le terga augustissime dei due ultimi Borbone per poi scattarsi indisturbate le obbligatorie foto-ricordo da diffondere presumibilmente sui social.
La denuncia corredata da tanto di immagini a colori viene dal consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli e dal conduttore radiofonico Gianni Simioli, che si chiedono accorati anzi avviliti come sia stato possibile che nessun custode o addetto alla vigilanza abbia provato a fermare quelle donne mentre violavano la zona rossa della Reggia attraversando ad ampie falcate la sala per scavalcare i cordoni di protezione, calpestando con i loro stiletti da piede i preziosi e delicati tappeti depoca prima di accomodarsi su quel dorato sedile ligneo da poco restaurato, istoriato con beneauguranti cornucopie, dotato di braccioli di forma leonina e sormontato dal nobile rapace che un tempo protesse la testa coronata di Ferdinando II e poi quella di Francesco II, sovrani del Regno delle Due Sicilie.

E che quel giorno dallalto dello schienale osservava costernato le moine delle usurpatrici le quali, prima in coppia e poi addirittura in quartetto, sorridevano soddisfatte allobiettivo mentre accavallavano le gambe e si mettevano in posa come provvisorie regine, anzi reginette di (relativa) bellezza.

Pare che le quattro aspiranti Marie Caroline fossero reduci così almeno affermano Borrelli e Simioli dallevento appena celebratosi nel vicino ambulacro di Palazzo Reale intitolato Wine & the City: sarà stato leffetto del Wine, sarà stata la bellezza inebriante della City, fatto sta che le disinibite visitatrici non si sono fatte sfuggire la regale opportunità e hanno colto al volo loccasione di diventare sovrane per un giorno, anzi per qualche secondo, il tempo di uno scatto. E hanno messo a segno il loro istantaneo golpe istituzionale dividendosi il trono con una grazia e uno spirito di collaborazione (fatti più in qua, stringiamoci un po, dai che ci entriamo tutte nellinquadratura) che in queste concitate ore di trattative dovrebbero essere di ispirazione e di sprone per il leghista Matteo Salvini e il pentastellato Luigi Di Maio: perché se su un trono ci si può stare comodamente in quattro, figuriamoci se su una poltrona di governo non ci si possa sedere in due. Ma, con ogni probabilità, lilluminante esempio di concordia e di unità di intenti fornito dalle signore non sarà preso a modello dai litigiosi dioscuri della scena politica italiana, che al momento sembrano in effetti molto più intronati delle nostre quattro troniste. Che si tratti di troni o di poltrone, allora in certi casi è comunque meglio soprassedere .



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