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Firenze. Per i negozi storici un vincolo in più. Contro la rendita
Marzio Fatucchi
Corriere Fiorentino 25/5/2018

Palazzo Vecchio frena le trasformazioni

Il nuovo testo del regolamento di Palazzo Vecchio presentato ieri dallassessore Cecilia Del Re prevede che gli esercizi storici, cioè quelli con almeno 50 anni di attività ed almeno una delle 10 caratteristiche individuate dagli esperti, non potranno più essere trasformati in altro. A meno che non ci sia un voto del Consiglio comunale.

Se ci fosse stato il regolamento comunale che, entro tre mesi, sarà vigente, la libreria Seeber sarebbe dovuta restare libreria. A meno di un voto del Consiglio comunale. Il nuovo testo del Regolamento sulle attività storiche, frutto di un lavoro di 12 mesi con Università e soprintendenza, dellintesa con la Regione oltre che di un confronto con le categorie, prevede infatti che gli esercizi storici, cioè con almeno 50 anni di attività ed almeno una delle 10 caratteristiche individuate da Palazzo Vecchio, non potranno più essere trasformati in altro. In prima battuta, il privato dovrà cercare una attività identica che si insedi dentro lo spazio. Solo dopo potrà provare a chiedere la trasformazione, ma con una variante da votare in Consiglio.

Uno strumento innovativo e coraggioso, in controtendenza rispetto al principio delle liberalizzazioni, ma che è un atto dovuto alla città ha affermato lassessore allo Sviluppo economico Cecilia Del Re per salvaguardare la permanenza e promuovere leccellenza fiorentina mettendo un freno alla rendita. Un regolamento che abbiamo fatto poggiare su uno studio scientifico e su motivazioni solide, confortate dalla Sovrintendenza, dallUniversità di Firenze e da unintesa con la Regione Toscana. Siamo partiti dal Regolamento Unesco e dal Regolamento urbanistico, nei quali ci eravamo impegnati ad adottare uno strumento per tutelare la permanenza delle attività storiche in città e valorizzarne lo sviluppo.

Saranno tre le categorie per le attività sopra i 50 anni: eccellenze storiche (categoria A), che saranno sottoposte a vincolo perché dotate di caratteristiche di pregio che lamministrazione vuole tutelare. Quella delle attività tradizionali (categoria B), che pur avendo più di 50 anni di anzianità, non saranno sottoposte ad alcun vincolo. E gli ambulanti storici (categoria C). A seconda del tipo, della storia, degli arredi, degli interni, dellattività svolta (le categorie sono 10) si può rientrare nella categoria A. E, come sarà indicato in una scheda (il professor Stefano Bertocci della facoltà di Architettura le ha già predisposte per gli attuali 200 negozi storici), verranno presentate queste caratteristiche ad una commissione tecnica che proporrà i vincoli, poi approvati dalla giunta: lelenco finale sarà allegato al Regolamento urbanistico. In teoria, il vincolo (o i singoli vincoli) potranno essere tolti: Sulla base delle norme di tutela previste dallarticolo 52 del codice dei beni culturali e del rispetto delliniziativa economica privata ha spiegato poi lassessore si prevede nel regolamento anche una procedura di trasformazione o svincolo da parte dellesercente/proprietario che voglia modificare una parte dellattività (vetrina, insegna), cambiare luogo o togliere il vincolo sul fondo. Listanza di svincolo o trasformazione sarà valutata dal Consiglio comunale. Ma, appunto, la proprietà dovrà, per esempio in caso di chiusura, non aver trovato nessuno disposto a rilevare la precisa attività svolta.

Nelle slide di presentazione compare, come scheda simbolo, quella della farmacia di San Felice, presente nellimmobile acquistato da privati e, secondo il gestore, a rischio chiusura: è un segnale? Dobbiamo aspettare il responso della Commissione risponde Del Re ma ricordo che in quel caso cè già un vincolo della soprintendenza. Crediamo che con questo regolamento e con quellatto la trasformazione sia particolarmente difficile.



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