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Piemonte. A ognuno il suo castello
Maurizio Francesconi, Alessandro Martini
Corriere della Sera - Torino 24/5/2018

Domenica in Piemonte aprono al pubblico gratis 30 tra palazzi e ville private

Domenica 27 maggio, in occasione dellottava edizione della Giornata Nazionale Adsi, promossa dallAssociazione Dimore Storiche Italiane, 30 residenze private del Piemonte aprono le proprie porte al pubblico. Castelli, palazzi, ville e giardini saranno visitabili gratuitamente (per informazioni e prenotazione: www.adsi.it/piemonte-2018) in tutta la regione: da Torino a Collegno e La Loggia, dallAlessandrino e dal Cuneese fino al Novarese. Sono grandi residenze barocche, ville di inizio Novecento, tenute agricole e molti castelli, soprattutto medievali. Cè anche qualche fantasma, come in ogni castello che si rispetti, ma domenica saranno visibili soprattutto sale affrescate e cappelle gentilizie, giardini storici e vigneti, saloni da ballo e suggestivi panorami, ci racconta Fabrizio Folonari, da sei anni presidente dellAdsi Piemonte e Valle dAosta.

Nata nel 1977 come sezione regionale dellAdsi nazionale (di cui Folonari è vicepresidente), lAdsi Piemonte oggi conta 335 soci, distribuiti in tutto il territorio piemontese, con una concentrazione storica di castelli in Monferrato e di ville nella zona dei laghi. Gli associati sono tutti proprietari privati di dimore vincolate: vaste proprietà, quindi, cui corrispondono spesso ingenti spese e in alcuni casi difficoltà di gestione, non soltanto dal punto di vista finanziario. Ma la Giornata Nazionale dellAdsi è unoccasione di festa e non di lamentela. È un modo importante per sensibilizzare i visitatori sulle bellezze del nostro territorio (pubbliche ma spesso anche private) e sullimportanza della loro salvaguardia nel passaggio tra generazioni: non soltanto allinterno delle famiglie proprietarie, ma rispetto allinteresse e alla fruibilità pubblica. Certo i problemi sono molti e lattenzione della politica nazionale scarsa, anche se qui in Piemonte va un po meglio. I proprietari privati di castelli sono decisamente un tema politically incorrect: diciamo che siamo considerati dei privilegiati, ed è comprensibile. Però le visite nelle residenze storiche, che tanto affascinano il pubblico, sono anche loccasione per comprendere meglio le difficoltà, anche gestionali e burocratiche, di cui soffrono molte residenze, talvolta lontane dai circuiti turistici e quindi scarsamente sostenibili. E infatti le residenze aperte domenica sono soltanto un decimo di quelle associate allAdsi Piemonte, quelle che alla passione dei singoli aggiungono le forze e lorganizzazione per la gestione del pubblico e delle visite. Sono dislocate in varie aree del territorio: a Torino si aprono alle visite, con varie attività, Palazzo Provana di Collegno, attribuito al progetto di Guarino Guarini (via Santa Teresa 18), e nel Torinese, tra gli altri, il Castello Provana (rimaneggiato nei secoli da numerosi architetti, fra cui Filippo Juvarra) e Villa Richelmy a Collegno, il Castello di La Loggia e i castelli di Osasco, di Pavarolo e di Pralormo. NellAlessandrino i castelli di Gabiano e di Ozzano Monferrato e le ville La Marchesa e Schella; nellAstigiano i castelli di Calosso dAsti, di Montemagno e di Robella; nel Biellese il Castello di Massazza e Palazzo La Marmora; nel Cuneese la Badia di Santa Maria di Castello, la Tenuta Berroni e Villa Oldofredi Tadini; nel Novarese il Podere ai Valloni e Villa Motta.

Sono residenze, per lo più, di proprietà delle stesse famiglie che le hanno abitate negli ultimi secoli. Soprattutto in provincia esistono tuttora residenze rimaste alle grandi famiglie della nobiltà subalpina che, spesso, hanno invece venduto i palazzi torinesi per spostarsi a Firenze e a Roma al seguito della Corte, spiega Fabrizio Folonari. Che aggiunge: Non sono però poche le residenze acquistate negli ultimi anni per finalità culturali, come il Castello dei Marchesi Romagnano a Virle e Miradolo a San Secondo di Pinerolo: segno che qualcuno è ancora interessato a investire nella valorizzazione del territorio. La loro esistenza è anche la conferma che molti beni esistono ancora grazie proprio alle famiglie che se ne occupano, e magari se ne sono occupate nel corso dei decenni o addirittura dei secoli.

Levento rientra nellambito della Private Heritage Week (24-27 maggio) durante la quale le organizzazioni europee della European Historic Houses Association, a cui aderisce anche lAdsi, celebrano lAnno europeo del Patrimonio culturale istituito dallUnione Europea.



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