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Bergamo. Il puzzle che ci rivela Mantegna
Donatella Tiraboschi
Corriere della Sera 23/5/2018

Una croce che unisce due quadri. Ora anche quello conservato a Bergamo nellarchivio dellAccademia Carrara è attribuito a Mantegna.

In quel magazzino cè un Mantegna Capolavoro svelato da una piccola croce

Scoperto a Bergamo, il Metropolitan: È suo

Il dipinto gemello battuto allasta a 28 milioni

Bergamo. La vertigine della scoperta. È quella che, lo scorso 8 marzo, ha provato il conservatore dellAccademia Carrara di Bergamo, Giovanni Valagussa, quando dopo mesi di indagini è riuscito a dare un senso finale, compiuto, ad un particolare che ha svelato il tutto. Siamo in presenza della più importante scoperta sul Mantegna degli ultimi trentanni. Questopera è senzaltro sua afferma, quasi commosso. A dare limprimatur alla scoperta è il più grande esperto mondiale del Mantegna, Keith Christiansen del Metropolitan Museum di New York, che lha definita una bellissima sorpresa e unopera di assoluta levatura qualitativa, escludo che sia una copia.

Piccola, impercettibile e nascosta da una patina polverosa, quella croce dipinta, rivelatasi la chiave del mistero risolto, era lì, da 526 anni, sul margine inferiore de La Resurrezione di Cristo, tempera e oro su tavola (48,5 x37,5 cm) uno dei 1.300 dipinti che si trovano nei depositi della pinacoteca bergamasca. Acquistata dal conte Guglielmo Lochis, il podestà cittadino, da una certa signora milanese, Silva, per 24 zecchini nel 1846, la tavola era rimasta per decine di anni dimenticata dopo un valzer di attribuzioni.

È di Andrea Mantegna? I critici ipotizzavano: sì, no, forse è del figlio, Francesco, o forse di scuola padovana o ancora è una copia di lavori perduti così come viene considerata alla fine tanto che, quando lAccademia viene riallestita nel Dopoguerra, finisce dritta nei depositi. Senza nemmeno avere dignità da esposizione. Riemerge durante gli studi per la redazione di un catalogo scientifico sui dipinti italiani del Trecento e Quattrocento di prossima pubblicazione. Il conservatore adocchia sul margine inferiore della tavola (conservatasi sana nel legno), una croce, identica a quella con cui termina lasta vessillifera impugnata da Cristo. Che ci fa quella lì in basso, sullarco di pietra? Valagussa ci ragiona, arrivando alla conclusione che quella croce altro non è che la parte terminale di unaltra asta vessillifera impugnata da unaltra figura in piedi. E cioè il Cristo, allinterno del limbo chiarisce.

Non solo la continuità della croce, ma anche la perfetta coincidenza delle rocce dellarco (che ha inizio nella parte superiore) ha permesso di identificare la metà inferiore di un dipinto sviluppato in verticale. Quella conservata nelloblio della Carrara, dunque, altro non è che la metà superiore della Discesa di Cristo al limbo già appartenuta a Barbara Piasecka Johnson (moglie del magnate americano della multinazionale farmaceutica) a Princeton e venduta poi nel 2003 in unasta di Sothebys a New York dove è stata battuta per 28 milioni di dollari. Assicurato per un importo tra il 20 e i 30 mila euro, ora il capolavoro ritrovato a Bergamo vale mille volte di più: tra i 25 e i 30 milioni di euro. Come laltra metà.



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