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Napoli. Villa comunale, i pali della luce anni 30 lasciati allincuria
Anna Paola Merone
Corriere del Mezzogiorno - Campania 30/5/2018

Sostituiti e poi abbandonati in un angolo accanto ad altri elementi in stile Liberty. Polemiche sui social

Napoli. In fila, luno dopo laltro, come scacchi. I lampioni in ghisa che fino a qualche anno fa caratterizzavano larredo della Villa comunale di Napoli sono quasi tutti spariti. Ne restano sette, addossati ad una costruzione di servizio nei pressi di viale Dohrn. Divorati dalla ruggine e abbandonati accanto ad una serie di cestini per i rifiuti dallo stile Liberty, e sono uno dei segno del degrado crescente che caratterizza la ex passeggiata borbonica.

Dopo essere stata declassata a retrobottega della Linea 6 metropolitana, scempiata con scavi per pannelli di aerazione, depredata del prezioso patrimonio arboreo, sfregiata del patrimonio monumentale, ora la villa comunale subisce un ulteriore retrocessione a deposito a cielo aperto nota sul suo profilo Facebook Edvige Nastri, attivista che in città si è fatta promotrice di molte battaglia nel nome dellambiente.

Un post che ha fatto discutere e in fondo al quale si sono moltiplicati i commenti. Questi antichi lampioni divelti e abbandonati alle intemperie aggiunge la Nastri sono il segno di un modo scellerato ed irresponsabile di gestire il patrimonio della nostra città. Ho vergogna per chi ci amministra.

Fra le repliche alle immagini pubblicate da Edvige Nastri quella di Antonio Pariante che traccia un profilo storico dei pezzi lasciati abbandonati in villa comunale. Le riproduzioni di questi lampioni, commissionati dal Comune di Napoli in sostituzione degli originali deteriorati, sono della ditta Irollo e costano circa 3.500 euro ciascuno. Ora bisogna capire se si tratta di questi o addirittura degli ultimi e originali di fine Ottocento presenti ancora in Villa. in tal caso avrebbero ovviamente un prezzo e un valore assolutamente diverso nota.

Edvige Nastri sottolinea che si tratta in ogni caso degli stessi lampioni che nel 2012 furono rimossi da Mergellina, realizzati dallopificio Treichler. Ricorda che il 25 ottobre di quellanno il Comune di Napoli avviò la rimozione dei lampioni in ghisa della passeggiata a mare dopo lapprovazione di una delibera.

Sei anni fa, in un altro post su Facebook racconta sottolineavo che lo scempio delle opere storiche di questa città è allordine del giorno e prende, di volta in volta, nomi diversi. In questo caso lhanno chiamata riqualificazione impianto pubblica illuminazione, per lo scempio della Cassa Armonica lo hanno chiamato messa in sicurezza. Di fatto la storia di Napoli sta per essere ormai cancellata per fare posto al consumismo globale.



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