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Napoli, la Galleria Umberto ora è a due colori
Tiziana Cozzi
La Repubblica Napoli 14/6/2018

Il palazzo della Banca d'Italia nella Galleria Umberto è pronto. Martedì sarà presentato il restauro. Ma sulla facciata spicca un lato ancora da rifare. Da una parte, lo splendore del restauro che dopo 4 anni ha scoperto l'edificio lasciandolo ai suoi stucchi ritrovati. Dall'altra, la parte annerita dai fumi e dallo smog. Un pugno nell'occhio.

Quel tratto non appartiene alla società Sidief a cui Bankitalia ha trasferito alcune proprietà immobiliari e che ha provveduto al restauro del palazzo. Quel tratto è di proprietà del condominio confinante, il numero 19. La Sidief si era offerta di completare la facciata. Ha proposto di completare gratuitamente i lavori. Ma il condominio ha rifiutato. "Purtroppo non c'è stato accordo, i condomini hanno detto di no all'offerta di Bankitalia di fare gratis lavori per un valore di circa 120 mila euro - spiega Antonio Barbaro, condomino e proprietario di alcuni negozi all'interno della Galleria - e ora ci ritroviamo una bruttura davanti agli occhi".
L'effetto bianco-nero è destinato a restare per chissà quanto tempo. Non si sa quando i lavori termineranno, ci sono contenziosi in corso. "Se avessero detto di sì alla proposta di Bankitalia - prosegue Barbaro - avremmo avuto uniformità nella facciata, ora invece non si sa quando la ditta completerà i lavori e se riuscirà a fare l'intonaco allo stesso modo. A volte basta un tono in più nella pittura per sbagliare. Nella Galleria vincono sempre i diverbi, sono 4 anni che attendiamo di vederla libera. Ora hanno smontato le impalcature e respiriamo ma restano i problemi del condominio angiporto. C'è il problema delle verande abusive. Dovrebbero essere abbattute ma non è sempre è facile capire cosa è possibile fare. E allora sono partiti contenziosi dei condomini contro il progetto dei lavori. E tutto si è bloccato". "I lavori proseguono regolarmente - spiega sbrigativo il ragioniere Muratgia, amministratore del condomino 19 - del rifiuto del condominio a Bankitalia non ne so nulla, sono qui da poco".

"La Galleria non è di proprietà del Comune - dice il vicesindaco Raffaele del Giudice - è di nostra competenza solo il camminamento. Eppure abbiamo sostituito tutti i vetri degli oblò e seguiamo con attenzione i lavori" . I ponteggi sono arrivati 4 anni fa al condominio angiporto galleria (quello con ingresso di fronte al teatro San Carlo, che si collega con piazzetta Matilde Serao) ma da allora proseguire è stato molto difficile. L'edificio necessita di interventi, sia al cornicione per pericolo lesioni che ai mattoncini delle modanature. Ma da quando è accaduta la tragedia del giovane Salvatore Giordano, ucciso dal crollo di un calcinaccio della Galleria Umberto, solo pochi edifici hanno completato i lavori. Il primo è proprio quello imponente di Bankitalia. A breve dovrebbero terminare i lavori del condominio 83.

Ma all'interno della Galleria restano altri edifici ancora al palo: quello su via Toledo interessato dal crollo che provocò la morte di Salvatore è in stand by per motivi processuali. "Al Comune chiedo di sostituire almeno i teli sporchissimi che coprono le impalcature - dice Barbaro - anche per motivi igienici, visto che si trovano vicino alla pasticceria. Ogni mattina il mio fattorino è costretto a spostare le suppellettili dei clochard alla fermata dell'autobus. Lo faccio per preservare agli occhi dei turisti la bellezza della città ".

http://napoli.repubblica.it/cronaca/2018/06/14/news/napoli_la_galleria_umberto_ora_e_a_due_colori-198943824/


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