LEGGI
BENI IN PERICOLO
INTERVENTI E RECENSIONI
RASSEGNA STAMPA
COMUNICATI DELLE ASSOCIAZIONI
EVENTI
BIBLIOGRAFIA
STORIA e FORMAZIONE del CODICE DEI BENI CULTURALI E DEL PAESAGGIO
LINK
CHI SIAMO: REDAZIONE DI PATRIMONIOSOS
BACHECA DELLE TESI
per ricevere aggiornamenti sul sito inserisci il tuo indirizzo e-mail
patrimonio sos
in difesa dei beni culturali e ambientali

stampa Versione stampabile

La pulizia etica della nuova scuola che insegna il nulla
di Salvatore Settis
7 luglio 2018, Il Fatto Quotidiano

Pare incredibile ma sopravvivono ancora, anni date in remote foreste e rovine, sparute tribù di Ingenui, che senza nulla sospettare della modernità e del progresso coltivano idee arcaiche e risibili. Credono che la storia serva a capire la differenza tra fascismo e Resistenza o fra dittature e democrazie; o in che cosa la Rivoluzione francese cambiò il mondo, o fin dove giunse l'Impero Romano. C'è perfino chi ritiene che studiare filosofia significhi leggere Platone o Kant; che la matematica vada intesa come supremo strumento di conoscenza e di analisi del mondo e del pensiero. E così via, di superstizione in superstizione. Credenze da reprimere senza indugio. Per fortuna, è già in corso la pulizia etica, grazie al ministero dell'Istruzione e alla sua Campagna per le Competenze.
Tramontato il nozionismo, è tempo di assicurare "l'acquisizione delle competenze chiave che preparino i giovani alla vita adulta anche ai fini della futura vita lavorativa". Perciò la scuola dovrà organizzare un "unico processo di insegnamento/apprendimento attraverso la reciproca integrazione e interdipendenza tra i saperi e le competenze contenuti negli assi culturali". Ed ecco "le otto competenze chiave di cittadinanza: 1. Imparare a imparare. 2. Progettare. 3. Comunicare. 4. Collaborare e partecipare. 5. Agire in modo autonomo e responsabile. 6. Risolvere problemi. 7. Individuare collegamenti e relazioni. 8. Acqui-sire ed interpretare le informazioni". Vasto programma, come si vede, al termine del quale la Pedagogia del Vuoto avrà raggiunto il suo fine supremo. Preparare a una Vita Adulta (che sia anche lavorativa è da dimostrare) in cui non si impara nulla, se non la tecnica per imparare qualcosa. Si progetta (ma nonsi sa che cosa né perché o per chi).
Si comunica (checchessia), si collabora e partecipa (non importa se alla Costituente o a un pic-nic), si agisce responsabilmente (non si sa per quali fini e con quali principi), e naturalmente si risolvono problemi (qui almeno il modello non manca, il Mr. Wolf di Pulp Fiction).
Ora farò una confessione personale. Finora l'ho nascosto, ma l'autore di queste righe (lo dico non senza imbarazzo) è egli stesso un Ingenuo. È convinto, ad esempio, che lo straordinario successo all'estero dei nostri ricercatori e studiosi, che l'Italia matrigna respinge dalle proprie università sottofinanziate, sia dovuto in primo luogo alla bontà dei nostri licei, che molti, in America o in Germania, considerano i migliori del mondo. Certo la formazione universitaria, finché non verrà anch'essa travolta dalla cecità dei tagli lineari, è stata e resta importante: ma è il ventaglio delle conoscenze di base del liceo che fa la vera differenza, creando una piattaforma di flessibilità mentale e di curiosità intellettuale che non dipende dalla "competenza" di "imparare a imparare", bensì da quel che sui banchi di scuola si è veramente imparato, compresi Omero, Virgilio e Dante, o le nozioni (sì, nozioni) basilari di biologia o di fisica. E anche aoristi, tavole periodiche, logaritmi, e quant'altro. Sono anzi convinto che oggi più che mai sia importante non "imparare a imparare", bensì imparare la storia, quella più antica (per sapere che gli italiani sono un popolo straordinariamente meticcio e non una razza da difendere), e quella più recente (per capire che "fascismo" non vuol dire camicia nera e passo dell'oca, ma violenza contro il diverso, intolleranza, prepotenza, presunzione). Agire responsabilmente non nel vuoto, ma imparando la storia dell'arte, senza di che a proteggere il nostro enorme patrimonio artistico e archeologico a nulla servono soprintendenti e carabinieri.
Il fatto è che la scuola è troppo importante per lasciarla, incaprettata mani e piedi, in mano a "pedagogisti" parolai. Il problema della scuola va ridotto all'essenziale, come ha fatto benissimo Giovanni Floris in un libro prezioso (Ultimo banco. Perché insegnanti e studenti possono salvare l'Italia) perché dice pane al pane e vino al vino con piglio semplice e diretto. Floris ha ragione, "la svalutazione della scuola e il tracollo della politica vanno di pari passo", ed è nella scuola che si combatte "l'uso povero delle parole". "Il lavoro dell'insegnante è cambiare il futuro", trasmettendo concrete conoscenze, non astratte e vuote competenze.
Insegnando con la passione e la convinzione che vengono da discipline ricche di contenuti, e non da protocolli procedurali e burocratici travestiti da pedagogia. Perciò bisogna "costruire una scuola da cui escano cittadini migliori", e non solo "una scuola da cui escano lavoratori", la cui competenza primaria sia quella voluta da Lorsignori: la competenza di saper servire, meglio se gratis (a questo serve la funesta "alternanza scuola-lavoro", di cui benissimo ha scritto, sul Fatto del 27 marzo, F.M. Pontani).
Ma chi vuole questa sagra paesana delle competenze, questo stuolo di pseudo -adulti con la testa vuota? Alle origini, c'è una raccomandazione del Parlamento europeo del 2006, prontamente accolta da Confindustria, e tardivamente ma gioiosamente sposata dal ministero della (non più Pubblica) Istruzione. Come ha scritto Anna Angelucci su Roars (18 marzo), si tratta qui di "competenze trasversali, pragmatiche, operative, procedurali, cui vengono subordinate anche quelle disciplinari e interdisciplinari fino a sparire. Finalizzate esclusivamente alle `sfide' della società globale, della trasformazione digitale e delle tecnologie dell'industria 4.0. Un cambiamento di paradigma epocale, in cui l'educazione culturale, intellettuale e morale viene sostituita dalla formazione esclusiva al lavoro, senza psiche e senza téchne".
Che cosa farà, di fronte questo paesaggio di rovine, il neo-ministro nel governo "del cambiamento" presieduto dal prof. Conte? Nel cosiddetto contratto di governo e nel discorso d'insediamento del presidente del Consiglio, su questo tema non c'era se non qualche paillette retorica. Alla mia lettera aperta pubblicata dal Fatto l'8 giugno, il presidente del Consiglio non ha trovato il tempo di rispondere, ma (ri)tentar non nuoce. Proviamo dunque a chiedergli: il "cambiamento" includerà il ritorno al nome storico "Ministero della Pubblica istruzione", ripristinando l'aggettivo "pubblica" cancellato dieci anni fa? O il governo continuerà a privilegiare la scuola privata, sebbene la Costituzione (art. 33) dica che dev'essere "senza oneri per lo Stato"? E in che relazione è lo squallido diktat delle competenze con la piena libertà dell'insegnamento sancita dalla Costituzione? La scuola è fucina del futuro: vogliamo che sia la palestra di cittadinanza voluta dai Costituenti, o un vivaio di servi armati di burocratiche "competenze"?



news

25-09-2020
RASSEGNA STAMPA aggiornata al giorno 25 settembre 2020

03-09-2020
Storia dell'arte cancellata, lo strano caso di un dramma inesistente, di Andrea Ragazzini

27-07-2020
Il Consiglio Direttivo dell'Associazione Italiana di Studi Bizantini su Santa Sofia

06-06-2020
Sicilia. Appello di docenti, esperti e storici dell'arte all'Ars: "Ritirate il ddl di riforma dei Beni culturali"

06-05-2020
Due articoli da "Mi riconosci? sono un professionista dei beni culturali"

05-05-2020
Confiscabile il bene culturale detenuto allestero anche se in presunta buona fede

30-04-2020
In margine a un intervento di Vincenzo Trione sul distanziamento nei musei

26-04-2020
Vi segnaliamo: Il caso del Sacramentario di Frontale: commento alla sentenza della Corte di Cassazione

25-04-2020
Turismo di prossimità, strada possibile per conoscere il nostro patrimonio

24-04-2020
Un programma per la cultura: un documento per la ripresa

22-04-2020
Il 18 maggio per la Giornata internazionale dei musei notizie dall'ICOM

15-04-2020
Inchiesta: Cultura e lavoro ai tempi di COVID-19

15-04-2020
Museums will move on: message from ICOM President Suay Aksoy

08-04-2020
Al via il progetto di formazione a distanza per il personale MiBACT e per i professionisti della cultura

06-04-2020
Lettera - mozione in vista della riunione dell'Eurogruppo del 7 aprile - ADESIONI

30-03-2020
Da "Finestre sull'arte" intervista a Eike Schmidt

30-03-2020
I danni del terremoto ai musei di Zagabria

29-03-2020
Le iniziative digitali dei musei, siti archeologici, biblioteche, archivi, teatri, cinema e musica.

21-03-2020
Comunicato della Consulta di Topografia Antica sulla tutela degli archeologi nei cantieri

16-03-2020
Lombardia: emergenza Covid-19. Lettera dell'API (Archeologi del Pubblico Impiego)

12-03-2020
Arte al tempo del COVID-19. Fra le varie iniziative online vi segnaliamo...

06-03-2020
Sul Giornale dell'Arte vi segnaliamo...

06-02-2020
I musei incassano, i lavoratori restano precari: la protesta dei Cobas

31-01-2020
Nona edizione di Visioni d'Arte, rassegna promossa dall'Associazione Silvia Dell'Orso

06-01-2020
Da Finestre sull'arte: Trump minaccia di colpire 52 obiettivi in Iran, tra cui siti culturali. Ma attaccare la cultura è crimine di guerra

06-01-2020
Dalla stampa estera di ieri: minacce di Trump contro siti culturali iraniani

20-12-2019
Riorganizzazione Mibact, Casini: non è ennesimo Lego, ma manutenzione amministrativa in continuità

04-12-2019
Libero riuso delle riproduzioni di beni culturali: articolo di Daniele Manacorda sul "Giornale dell'arte"

14-11-2019
Cosa succederà alla Biblioteca Guarneriana di S. Daniele del Friuli? Un appello dei cittadini al sindaco

04-10-2019
Unicredit mette all'asta da Christie's capolavori della sua collezione

Archivio news