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I turisti meritano di più
Gian Antonio Stella
Corriere della sera, 11/07/2018

Il settore in grande crescita in Italia nonostante il cattivo rapporto qualità-prezzo
delle strutture ricettive e unottica spesso predatoria degli operatori


Boom del turismo a Napoli. Record del turismo gastronomico. Vola il turismo in Ciociaria. Mai tanti turisti in Veneto. A leggere gli ultimi dati strillati sui giornali, le tivù, i siti web pare che lItalia stia vivendo un momento magico. Evviva. Cè chi dirà che è merito dei governi precedenti, chi di quello attuale, chi di uno straordinario contesto internazionale che vede i viaggiatori sfondare il tetto del miliardo e trecento milioni e che in questo contesto, per dirla alla senese, può vincere pure un cavallo scosso. Certo è che il turismo va. Soprattutto rispetto a pochi anni fa, quando a causa soprattutto del calo di italiani in grado di andare in vacanza, arrancava. Dice tutto una nota di Enit e dellOsservatorio nazionale del turismo: se nel 2017 gli arrivi turistici del pianeta hanno toccato il 6,8% in più rispetto al 2016 (il più alto tasso di crescita degli ultimi anni, secondo i dati provvisori dellultimo World Tourism Barometer dellUnwto) lEuropa ha trainato laccelerazione (+8,4%) e lItalia, posizionata al quinto posto con oltre 58 milioni di arrivi internazionali, dopo Francia, Stati Uniti, Spagna e Cina, è la destinazione che cresce di più: +11%. Un tasso di incremento che supera la media mondiale e quella europea.
Bene. E bene la notizia che il peso complessivo del turismo e dellindotto (per capirci: inclusi gli agricoltori che riforniscono alberghi e ristoranti o i laboratori che fanno i gilet dei camerieri...) sarebbe salito al 13% con una ulteriore crescita prevista questanno dell1,8%. Di più: Limpatto economico del turismo si riflette in maniera rilevante sul mondo del lavoro, con quasi 3,4 milioni di posti direttamente e indirettamente generati nel 2017 pari al 14,7% delloccupazione totale. Prosit.
E prosit ai dati sui visitatori stranieri col risultato che la spesa turistica relativa allincoming per il 2017 è di 39 miliardi di euro ed è cresciuta del 7,7% sul 2016 contro i 24,6 miliardi sborsati dagli italiani allestero: con un saldo netto positivo di quasi 15 miliardi di euro. Più 5,7% sullanno precedente. Ancora: il nostro Paese resta, per i non europei, la meta più sognata. Merito, sicuramente, di tanti operatori bravi e per bene che fanno al meglio il loro mestiere. Occorre però avere il coraggio di dire, proprio sotto questo acquazzone di numeri positivi e di titoli un po troppo trionfalistici, che i turisti che amano lItalia meritano di più. Perché è vero: nelle classifiche dei brand siamo ottavi grazie al primato per la straordinaria ricchezza dei nostri beni culturali e la varietà di cibi e vini che possiamo offrire. Ma si tratta di un patrimonio artistico e gastronomico ereditato. E troppo spesso messo a rischio.
Va bene nonostante. Questo è il punto. Nonostante i disastri ambientali come lo spropositato bacino di fanghi rossi a Portovesme, sulla magica costa sarda davanti a Carloforte. Nonostante gli orridi ecomostri che hanno stuprato paesaggi bellissimi e ormai perduti. Nonostante tutte le stangate per due spaghetti allastice tirate da osti ingordi e volgarissimi a visitatori venuti dallaltra parte del mondo con gli occhi pieni di ammirazione e vergognosamente traditi. Nonostante lincapacità di far rispettare ai barbari col portafoglio gonfio il decoro delle nostre città più amate, sottoposte giorno dopo giorno ad insulti inaccettabili.
E poi nonostante la cecità di generazioni intere di assessori regionali somari che hanno buttato i soldi in grandi abbuffate goderecce o concerti strapaesani senza investire un euro sulla promozione vera o per siti web decenti con la conseguenza che dopo anni di inutili battaglie, in un mondo in cui la Norvegia seduce i visitatori in sedici lingue, la Sicilia e la Campania balbettano qualcosa ai potenziali clienti solo in italiano e inglese. E nonostante il rapporto sulla competitività turistica come quello del World Economic Forum che ci vede all85 posto per la convenienza degli alberghi, al 104 per lefficacia del marketing e del marchio per attirare i turisti, al 115 per il rapporto qualità prezzo...
Eppure ci amano. Vengono. Accorrono. Nonostante un pezzo del mondo turistico, purtroppo, sia legato a quellidea che, eruttata in romanesco, suona così: Se vonno vede lItalia, qua devono passa! Unidea predatoria e ignobile. Che non solo espone tutti gli italiani a figuracce umilianti. Ma che pesano su tutto il resto. È una grande fortuna, vivere in un Paese così amato. Ma ce la dobbiamo meritare.




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