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Milano. Castello, 3 milioni di visitatori lanno e un cantiere sempre aperto
Francesca Bonazzoli
Corriere della Sera - Milano 20/7/2018

Tre milioni di visitatori allanno e quasi 500 mila ingressi nelle sue collezioni darte. Numeri da record per il Castello Sforzesco, cantiere sempre in movimento per il sovrintendente Claudio Salsi. Tra gli interventi in corso, il restauro della Sala delle Asse, pronta per il 2019 in occasione dei 500 anni dalla morte di Leonardo.

Tre milioni di visitatori allanno e quasi 500 mila ingressi nelle sue collezioni darte con un incremento dell11,48 per cento nel 2017 rispetto al 2016. Il Castello sforzesco è il luogo darte più frequentato della città, ma il record non è scontato perché, sebbene molto varie e prestigiose, le sue raccolte non vantano capolavori di risonanza internazionale come i Caravaggio, Raffaello, Piero della Francesca della Pinacoteca di Brera. Il pezzo forte, la Pietà Rondanini di Michelangelo, è rimasto fino al 2015 un illustre sconosciuto anche per i milanesi. Non solo: il museo egizio, che invece aveva molti appassionati in particolare fra le scolaresche, è chiuso per ristrutturazione da oltre un anno e la riapertura è prevista solo per giugno 2019.

È vero che il Castello è collocato in una posizione strategica, attraverso cui si passa anche solo per attraversare la città dal centro alla periferia, ma non basta a spiegarne il successo di pubblico che va in gran parte attribuito al lavoro svolto da una decina danni per migliorare lintero complesso. La più visibile di tutte le migliorie, nonostante le critiche e persino gli appelli al Ministero dei Beni Culturali per fermare i lavori, è stata il trasferimento della Pietà Rondanini nellex ospedale degli spagnoli, restaurato nel 2014: al suo interno lultima scultura di Michelangelo è stata finalmente messa nel giusto risalto e ha funzionato come manifesto delle altre attrattive del Castello.
Leffetto Expo

Lappuntamento dellEsposizione 2015 è stato la spinta che ha dato avvio ai maggiori interventi di valorizzazione: il rifacimento della segnaletica di Bob Noorda dei primi anni Duemila; lilluminazione; la manutenzione dei fossati e delle merlate; il consolidamento della torre del Filarete. Atteso da lungo tempo, è arrivato anche un bar, collocato davanti al cortile della Rocchetta, un angolo prima morto e ora invece sempre animato. Sono stati poi rinnovati sia il bookshop che linfopoint allingresso; lallestimento del museo di arti decorative è stato rifatto lanno scorso così come il restauro delle statue del museo darte antica. Ultimo, ma non meno importante, tutti i custodi seguono corsi di aggiornamento di inglese.
Sempre in movimento

Il Castello è un cantiere sempre aperto, come la fabbrica del Duomo, spiega il suo sovrintendente Claudio Salsi, nominato dallassessore alla Cultura Filippo Del Corno coordinatore del palinsesto delle celebrazioni leonardesche del 2019 per creare sinergie fra tutte le istituzioni cittadine. Lanniversario della morte di Leonardo sarà il nuovo stimolo ai progetti di miglioramento che comprendono sia interventi estemporanei che strutturali. Fra i primi, ma molto apprezzato, cè il Castello virtuale di Beyond the castle, nella sala falconiera, unesperienza che continua anche questa estate e che unisce alla passeggiata guidata nelle merlate lemozione della realtà virtuale con la partecipazione ai giochi cavallereschi ai tempi di Ludovico il Moro.
La Sala delle Asse

Fra gli interventi strutturali, invece, il principale, già di risonanza mondiale, è il restauro della Sala delle Asse pensata da Leonardo come un finto pergolato di gelsi (chiamati moroni e scelti per affinità con il soprannome di Ludovico il Moro). I restauri, iniziati nel 2013 e interrotti duranti i mesi di Expo per dare modo al pubblico di tutto il mondo di ammirare comunque la sala, hanno portato alla luce straordinari disegni di paesaggi schizzati sulle pareti, forse attribuibili alla stessa mano di Leonardo, che nessuna indagine precedente aveva mai scoperto, nascosti comerano anche sotto 14 strati di calce, ora rimossi con una nuova tecnica laser. Allestita con un ponteggio su cui il pubblico potrà salire per ammirare da vicino le scoperte, la sala sarà riaperta il 2 maggio del prossimo anno, giorno della ricorrenza dei 500 anni dalla morte del genio da Vinci. Richiuderà a fine gennaio 2020 per lultima fase di cantiere che riguarderà il restauro della volta e delle lunette.

Per loccasione, nella piazza dArmi sarà costruito un vero pergolato di gelsi, approntato da Orticola grande esattamente la metà di quello dipinto. Sarà unesperienza molto forte che permetterà a tutti di capire emotivamente la novità iconografica della Sala delle Asse.



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