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Brescia. Ventennio incancellabile
Costanzo Gatta
Corriere della Sera - Brescia 26/7/2018

In città il fascio campeggia su molti tombini
In provincia gli slogan per unItalia contadina

Toh. Guarda che cosa ci tocca vedere. Riaffiorano tracce di quando cera Lui, logora espressione nostalgica per intendere i tempi di Mussolini. Ecco insegne, scritte, decorazioni. Non sono state cancellate tutte. I graffiti saltano fuori anche in luoghi inattesi.

Diamo unocchiata, trascurando i tanti palazzi, case popolari, villaggi e quartieri sorti nel Ventennio. Segni si trovano anche in luoghi impensabili. Allangolo fra via Battaglie e Contrada del Carmine in città troviamo il grande palazzo che fu dei Calini e venne ereditato dai Gambara. La facciata è stata deturpata da una porta per accedere e ad unantica sala affrescata: un orrore edilizio che guasta larmonia del palazzo. Leggendo sopra larchitrave si capisce a chi sia servito quel salone. Dice: Gruppo rionale Italo Balbo. In diverse città nacquero nuclei nel nome di uno dei quadrumviri della Marcia su Roma ed aviatore precipitato a Tobruk per colpa del fuoco amico.

A ricordarci il fascismo ci sono poi moltissimi tombini dellacqua e della luce. Portano impresso accanto al leone rampante il fascio littorio. Lo calpestiamo e tanto basta. Una crociata per toglierli di mezzo ci costerebbe un occhio della testa. Lasciamoli dove sono: sotto i nostri piedi. E lasciamo perdere anche le vecchie targhe stradali una si nota in via Roma a Gargnano ancora con il fascio littorio in piccolo.

Che piazza della Vittoria sia un inno al fascismo è risaputo. Lo è perfino nei dettagli della decorazione che fa da cornice alla facciata del palazzo delle poste. Proprio sopra la scritta Poste e telegrafi la greca è formata da una sequenza di m. Liniziale di Mussolini viene ripetuta tredici volte.

Segni di un passato morto e sepolto li troviamo pure in provincia. Sulle case sono visibili ancora seppur sbiaditi gli slogan che ci parlano di un Italia governata da uno che ha sempre ragione. Nel bel Paese chi osa vince, magari buttando il cuore oltre lostacolo e chi si ferma è perduto oppure è boia chi molla. Starace e Bottai ordinarono che anche i muri indossarono (metaforicamente) la camicia nera. Ad Acquafredda fu scelta una cascina (a Isorella un palazzo, a Villa di Gargnano la caserma Magnolini) per esortare a obbedire oltre che a credere e combattere. Non si sa se i contadini chiamarono il pittore spontaneamente o perché a conoscenza di un certo chi va là: O con noi o contro di noi. A Botticino mattina chi ha occhi di lince riesce ancora a leggere su un muro che Solo Iddio può piegare la volontà fascista, gli uomini e le cose mai.

Nei paesi a tradizione agricola ecco lindicazione di rigore per il contadino: È la spada che traccia il solco e la spada che lo difende. La scritta, a caratteri ben visibili a distanza, si nota ancora sulla facciata di una vecchia casa di Roncadelle: è alluscita del paese prima dellindicazione per Castelmella. Per restare agli slogan da mondo contadino ecco quello, insolito, in parte visibile su un muro di Cologne: Più profondo è il solco più alto lideale.

Meno comune la rima del Duce poeta, alladunata in Roma del 10 maggio 1932. È rimasta a Campione del Garda: Libro e moschetto, fascista perfetto.

A Ponte Caffaro la sede dei fasci di combattimento era segnalata non da una targa ma da una scritta gigantesca sul muro calcinato.

Disciplina concordia e lavoro per la ricostruzione della Patria si legge su una parete delle elementari di Lavenone. E nello stesso paese campeggia la scritta Noi sognamo lItalia romana (senza la i: scritta apparsa anche in città, su un muro di via Maiera. Sempre senza la i). In Valle Sabbia lo slogan è circondato da un disegno di sapore futurista. Risale al 1982 ed è stato realizzato da un maestro del pennello, Adriano Grasso Caprioli.

Più originale il pensiero visibile a Leno Il popolo italiano ascolta ma giudica dai fatti. Se combatteremo vinceremo per la grandezza presente futura e passata si legge su una casa di Pontenove (Bedizzole). La frase ottimistica è stata pittoricamente rinfrescata, con laggiunta di una svista. Nelloriginale la vittoria era annunciata per la grandezza presente passata e futura.



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