LEGGI
BENI IN PERICOLO
INTERVENTI E RECENSIONI
RASSEGNA STAMPA
COMUNICATI DELLE ASSOCIAZIONI
EVENTI
BIBLIOGRAFIA
STORIA e FORMAZIONE del CODICE DEI BENI CULTURALI E DEL PAESAGGIO
LINK
CHI SIAMO: REDAZIONE DI PATRIMONIOSOS
BACHECA DELLE TESI
per ricevere aggiornamenti sul sito inserisci il tuo indirizzo e-mail
patrimonio sos
in difesa dei beni culturali e ambientali

stampa Versione stampabile

Roma. Beni culturali, Fec: listituto del Viminale col mini-portafogli da cui dipendono 820 chiese. (E opere di Bernini e Caravaggio)
Marco Ferri
Fatto Quotidiano, 27/07/2018

Si chiama Fondo edifici di culto, è il polo museale più grande d'Italia ma (incredibilmente) non dipende dal ministero della Cultura, ma da quello dell'Interno. Si occupa della manutenzione di luoghi celebri come Santa Croce a Firenze o San Gregorio Armeno a Napoli con rispettivi capolavori, ai quali vanno aggiunti aree archeologiche, fondi librari, perfino 4 parchi. "Per la conservazione abbiamo solo 6 milioni. Per la valorizzazione? Niente"


Firenze, autunno 2017, Basilica di Santa Croce. Un turista spagnolo viene colpito da un frammento di capitello che si stacca da unaltezza di 30 metri e muore praticamente sul colpo. In pochi minuti la notizia si diffonde: giornalisti italiani e stranieri cercano di saperne di più, ma trovano tutti lo stesso ostacolo quando viene riferito loro da colleghi un po informati che la competenza della Basilica, attraverso lOpera di Santa Croce (antica fabbriceria) è del Fec, sigla misteriosa che sta per Fondo Edifici di Culto. Lì, molti giornalisti, oltre a scoprire in quel momento lesistenza di tale istituto, capiscono anche che non dipende dal ministero dei Beni Culturali come ci si aspetterebbe, ma dal ministero dellInterno. Il Fec dipende dal Viminale, eppure è di fatto il polo museale più grande dItalia.

Istituito e regolato dalla legge 222 del 1985 (ma iniziò a funzionare due anni dopo), il Fec racchiude infatti circa 820 edifici sacri, sparsi un po in tutta Italia, sia nelle grandi città, sia nei piccoli centri. A queste centinaia di edifici vanno aggiunte le 25 fabbricerie italiane che, nonostante siano regolate dalla stessa legge istitutrice del Fec, operano come enti di diritto privato, anche se il presidente di ognuna di queste è di nomina ministeriale. Lorigine del suo patrimonio come spiega il sito del Viminale deriva dalle leggi della seconda metà del 1800 con le quali lo Stato italiano soppresse le proprietà ecclesiastiche.

Tanto per fare qualche esempio appartengono al Fec ben 71 chiese a Roma (tra cui la Basilica di Santa Maria del Popolo e Santa Maria sopra Minerva), 47 chiese di Napoli tra cui San Gregorio Armeno e Santa Chiara (con annesso il famoso monastero che esternamente versa in condizioni pietose), 32 chiese di Palermo, 10 tra le più importanti basiliche e chiese di Firenze (Santissima Annunziata, Santa Croce, San Marco, Santa Maria del Carmine, Santa Maria Novella, Santo Spirito tanto per rammentare le più importanti); vanno aggiunti poi aree archeologiche, un fondo librario antico (è alla Direzione centrale del ministero e conta oltre 400 volumi editi dallanno 1552) e perfino alcune aree verdi: la Foresta di Tarvisio, che nella provincia di Udine si estende per circa 23mila metri quadri, il Quarto Santa Chiara, area silvo-pastorale ai piedi della Majella, nel Chietino e quella di Monreale e Giardinello (in provincia di Palermo) che conserva grazie alla collaborazione con i carabinieri forestali.

Ovviamente, se è lungo lelenco dei luoghi del Fec, appare sterminata la lista delle opere darte in essi custodite e quella degli autori tra i quali figurano, tra gli altri, Giotto, Donatello, Benozzo Gozzoli, Ghirlandaio, Filippino Lippi, i Della Robbia, Michelangelo, Tiziano, Giorgio Vasari, Guido Reni, Caravaggio, Gian Lorenzo Bernini e molti, molti altri.

Per la tutela e la conservazione di questo ingentissimo patrimonio diffuso in tutta Italia esiste una sorta di catena di comando, per cui il Fec è affidato a una Direzione centrale del ministero dellInterno, inquadrata nel Dipartimento per le libertà civili e limmigrazione; in sede locale tale amministrazione è invece attribuita ai prefetti che, come si sa, hanno autorità nella provincia.

Già, ma con quali soldi e con quali competenze tecniche? Qui sta il punto. Il bilancio annuale del Fec si aggira sui 18 milioni di euro, un terzo dei quali è annualmente impiegato per interventi di conservazione e restauro. Cifre irrisorie, rispetto alle reali necessità. A paragone, gli 859 centri di spesa in carico al ministero dei Beni Culturali hanno a disposizione per il 2018 circa 2,4 miliardi di euro. Per cui è evidente che una parte del patrimonio culturale italiano (in particolare quello musealizzato, degli archivi e delle biblioteche, delle aree archeologiche statali e degli istituti di restauro) pur in una situazione complessa, tuttavia può contare su delle risorse appena sufficienti, mentre unaltra parte del patrimonio, più diffusa ma anche più esposta ai pericoli della natura e delluomo (oltre che del naturale invecchiamento della materia), in confronto non ha neanche gli occhi per piangere.

Non solo: oltre a non poter contare sulle risorse necessarie al suo mantenimento, non può fare affidamento neanche su personale qualificato in tal senso: il Fec infatti non dispone di funzionari di zona che costantemente verificano lo stato delle opere e, se necessario, le avviano (o predispongono) i necessari interventi di recupero. Anzi, quando le strade dei funzionari di zona del Mibact (quelli esistono!) e i responsabili del Fec si incrociano, di solito sono scintille, invece di procedere nel comune interesse del patrimonio culturale.

Senza soldi, senza personale (è così scarso che la presidente dellOpera di Santa Croce di Firenze, nonostante lavviso di garanzia per la morte del turista spagnolo, è stata riconfermata per un altro mandato) e con mezzo patrimonio culturale nazionale da custodire, il Fec pare adattarsi ai profili di quel novero di enti inutili in Italia, istituiti per legge forse per accontentare determinati strati della società o per mantenere a un livello accettabile le relazioni tra Stato e Chiesa. Ma niente di più.
Oggi negli uffici del Fec, al quinto piano del Viminale, vi lavorano persone che, se potessero, farebbero molto, molto di più. Ma non possono, soprattutto per mancanza di fondi: Cosa vuole che le dica afferma il prefetto Angelo Carbone, direttore del Fec per conservazione e restauro abbiamo circa 6 milioni lanno. Per la valorizzazione praticamente niente.

Una situazione davvero incredibile che da 30 anni costringe una parte del patrimonio a rischiare troppo, più del necessario. E non si fa niente neanche per sensibilizzare lopinione pubblica. Il Fec non ha un proprio ufficio stampa (dipende da quello del Viminale che, ovviamente, ha altro cui pensare) e la festa del trentennale del settembre 2017 (che ebbe il suo centro nevralgico nella Basilica di Santa Maria Novella, a Firenze, dove Leon Battista Alberti, Masaccio e Brunelleschi ci ricordano che il Rinascimento è nato lì) è passata pressoché sotto silenzio. Unoccasione persa.
La parola valorizzazione, poi, ha un significato quasi sconosciuto: negli ultimi anni si è registrata solo una mostra dal titolo Caravaggio nel patrimonio del Fondo Edifici di Culto Il Doppio e la Copia, organizzata per circa tre settimane in piena estate alle Gallerie Nazionali di Arte Antica, a Palazzo Barberini di Roma che mise a confronto due opere del grande artista e altrettante copie forse coeve alloriginale. Poi più niente, silenzio assoluto.

Eppure i governi di centrosinistra degli ultimi 5 anni hanno messo a punto una sfrenata azione di valorizzazione del patrimonio culturale (musealizzato) talvolta a scapito degli aspetti più educativi e culturali che non hanno trovato alcuna rispondenza nellaltra metà del patrimonio culturale, quello intestato al Fec, tutelato comunque dallarticolo 9 della Costituzione, ma quasi dimenticato e talvolta in pericolo. La speranza è che col nuovo esecutivo, il ministro della Cultura Alberto Bonisoli e quello dellInterno Matteo Salvini trovino il modo di occuparsi della vicenda, magari studiando una soluzione che opere, personale e risorse alla mano ponga finalmente sullo stesso piano di tutela e valorizzazione sia il David e Golia degli Uffizi, sia gli affreschi dellabside nella Basilica di San Domenico a Bologna: sono entrambe opere di Guido Reni, ma mentre la prima è conosciuta e osannata, quanti effettivamente conoscono apprezzano la seconda?



news

25-09-2020
RASSEGNA STAMPA aggiornata al giorno 25 settembre 2020

03-09-2020
Storia dell'arte cancellata, lo strano caso di un dramma inesistente, di Andrea Ragazzini

27-07-2020
Il Consiglio Direttivo dell'Associazione Italiana di Studi Bizantini su Santa Sofia

06-06-2020
Sicilia. Appello di docenti, esperti e storici dell'arte all'Ars: "Ritirate il ddl di riforma dei Beni culturali"

06-05-2020
Due articoli da "Mi riconosci? sono un professionista dei beni culturali"

05-05-2020
Confiscabile il bene culturale detenuto allestero anche se in presunta buona fede

30-04-2020
In margine a un intervento di Vincenzo Trione sul distanziamento nei musei

26-04-2020
Vi segnaliamo: Il caso del Sacramentario di Frontale: commento alla sentenza della Corte di Cassazione

25-04-2020
Turismo di prossimità, strada possibile per conoscere il nostro patrimonio

24-04-2020
Un programma per la cultura: un documento per la ripresa

22-04-2020
Il 18 maggio per la Giornata internazionale dei musei notizie dall'ICOM

15-04-2020
Inchiesta: Cultura e lavoro ai tempi di COVID-19

15-04-2020
Museums will move on: message from ICOM President Suay Aksoy

08-04-2020
Al via il progetto di formazione a distanza per il personale MiBACT e per i professionisti della cultura

06-04-2020
Lettera - mozione in vista della riunione dell'Eurogruppo del 7 aprile - ADESIONI

30-03-2020
Da "Finestre sull'arte" intervista a Eike Schmidt

30-03-2020
I danni del terremoto ai musei di Zagabria

29-03-2020
Le iniziative digitali dei musei, siti archeologici, biblioteche, archivi, teatri, cinema e musica.

21-03-2020
Comunicato della Consulta di Topografia Antica sulla tutela degli archeologi nei cantieri

16-03-2020
Lombardia: emergenza Covid-19. Lettera dell'API (Archeologi del Pubblico Impiego)

12-03-2020
Arte al tempo del COVID-19. Fra le varie iniziative online vi segnaliamo...

06-03-2020
Sul Giornale dell'Arte vi segnaliamo...

06-02-2020
I musei incassano, i lavoratori restano precari: la protesta dei Cobas

31-01-2020
Nona edizione di Visioni d'Arte, rassegna promossa dall'Associazione Silvia Dell'Orso

06-01-2020
Da Finestre sull'arte: Trump minaccia di colpire 52 obiettivi in Iran, tra cui siti culturali. Ma attaccare la cultura è crimine di guerra

06-01-2020
Dalla stampa estera di ieri: minacce di Trump contro siti culturali iraniani

20-12-2019
Riorganizzazione Mibact, Casini: non è ennesimo Lego, ma manutenzione amministrativa in continuità

04-12-2019
Libero riuso delle riproduzioni di beni culturali: articolo di Daniele Manacorda sul "Giornale dell'arte"

14-11-2019
Cosa succederà alla Biblioteca Guarneriana di S. Daniele del Friuli? Un appello dei cittadini al sindaco

04-10-2019
Unicredit mette all'asta da Christie's capolavori della sua collezione

Archivio news