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Londra. I Rapa Nui contro il British Museum
Matteo Persivale
https://www.corriere.it/cronache/18_agosto_10/i-rapa-nui-contro-british-museum-isola-pasqua-65a97b22

Lisola vuole la restituzione di una statua. Fu sottratta 150 anni fa dalla Royal Navy. Alta più di due metri, è da 150 anni una delle opere piu viste e amate del British Museum



Alto più di due metri, straordinariamente imponente, quasi magico nel suo mistero, è da 150 anni una delle opere piu viste e amate del British Museum. Hoa Hakananaia è la statua Moai (16esimo o 17esimo secolo) tra i simboli, per il pubblico mondiale, del museo londinese di Bloomsbury. Il suo nome significa amico perduto o anche, ironia della Storia, amico rubato. Nonostante i cataloghi generalmente lo descrivano come rimosso nel 1868 da un capitano della Royal Navy, Richard Powell, e donato alla regina Vittoria che qualche mese dopo lo donò a sua volta al British Museum, al netto di terminologie tecniche più o meno edulcorate si tratta di unopera rubata, uno dei numerosi furti coloniali (esempio classico, i fregi del Partenone sempre al British Museum) ora nel mirino.
Opera rara
Hoa Hakananaia è tra laltro unopera di straordinario interesse e molto rara è di basalto, materiale inconsueto per le statue Moai e Rapa Nui chiede ora laiuto del governo cileno per ottenerne la restituzione da Londra. È innegabile che nei secoli più di quattromila opere furono sottratte dallisola, e che il trattamento dei Rapa Nui (su quella che a lungo veniva chiamata Isola di Pasqua) fu di tipo genocida, con la popolazione indigena decimata dal vaiolo (malattia ora eradicata dai vaccini ma al tempo della colonizzazione britannica devastante) o ridotta in schiavitù.
È significativo che, come nel caso dei fregi del Partenone rimossi dallAcropoli dal conte di Elgin allinizio dellOttocento dopo una trattativa con le autorità dellImpero ottomano , lunica possibile dichiarazione ufficiale del British Museum sia relativa alla ormai lunghissima permanenza dellopera a Londra e dalle condizioni obiettivamente esemplari della conservazione ed esposizione, visto che sul modo in cui giunsero in quello che allora era lImpero di Sua Maestà ci sia poco da dire.
Corbyn
Il tema è politicamente molto delicato: neppure Jeremy Corbyn, leader laburista in queste settimane sotto scacco per il problema dellantisemitismo nel partito, che vedrebbe di buon occhio qualunque tema che gli permetta di cambiare discorso, sembra disponibile a scendere in campo a favore della restituzione di Hoa Hakananaia, nonostante proprio Corbyn tra le promesse programmatiche abbia incluso la restituzione dei fregi del Partenone (i britannici generalmente li chiamano Marmi Elgin, il che dice tutto) se diventerà lui primo ministro.
Perché lImpero è indubbiamente stato smantellato ma in termini di patrimonio artistico buona parte della refurtiva resta ancora nel Regno Unito. La questione legale è spinosa dopo quanti anni, o secoli, il possesso di unopera rubata si trasforma nella proprietà dellopera? Proprio il British Museum ha appena restituito allIraq, dopo unindagine condotta con lodevole zelo in collaborazione con Scotland Yard e i servizi dellintelligence militare, alcune opere darte sumeriche che erano risultate sottratte da un museo di Baghdad, dove torneranno a giorni. Ma, ovviamente, le opere erano state rubate nel 2003, durante la guerra. La tesi di chi è contrario a restituzioni di arte rimasta secoli a Londra è esattamente questa.
Il governo cileno
Rapa Nui ha chiesto la collaborazione al governo cileno (lisola è 3.700 km al largo delle coste cilene) e il British Museum si dice comunque, in assenza finora di richieste ufficiali di restituzione, come sempre disponibile a collaborare con partner e comunità in tutto il mondo, e siamo felici di ricevere proposte e discussioni per progetti futuri e lavori di ricerca.



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