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Terremoto a Ischia, il neo-commissario: Ricostruire bene, senza superficialità
di PASQUALE RAICALDO
10 agosto 2018 la repubblica


Parla lex prefetto Carlo Schilardi, chiamato dal Governo a gestire la fase della ripartenza a Casamicciola e Lacco Ameno: Terremo conto del legame emotivo del popolo con questi luoghi, la priorità saranno gli alberghi. Il 6 settembre la visita del premier Conte

In alcuni punti sarà meglio non costruire, probabilmente. In nessun punto, però, si dovrà costruire male. Ovunque si dovrà tenere conto della realtà di Ischia, unisola sul cui territorio si è costruito in modo fitto, anche in zone a rischio. La parola chiave sarà ragionevolezza: tutti insieme, con la collaborazione di enti locali e cittadinanza.

Carlo Schilardi è il nome al quale si lega la speranza della ricostruzione nelle zone terremotate dellisola dIschia. Speranza e ottimismo, un anno dopo quel drammatico 21 agosto. Non perde tempo, allora, il neo-commissario straordinario del Governo per la ricostruzione, la cui nomina è stata diffusa dalla presidenza del Consiglio dei ministri: giurista e consigliere di Stato, classe 1948, viceprefetto a Napoli negli anni 90 e prefetto a Caserta dal 2000 al 2006, Schilardi è stato indicato espressamente dal premier Giuseppe Conte. Dalla sua ha anche lesperienza da commissario delegato per le alluvioni in Puglia nel 2005. Ma questa ha tutta laria dessere una sfida più complessa: sè da tempo avviato il dibattito sullopportunità di ricostruire nei luoghi già colpiti dal sisma del 1883, dove il sismologo Giuseppe Mercalli suggerì - inascoltato - di non costruire più.

Come sono state le prime ore da commissario?
Mi sono messo subito al lavoro, facendo il punto di quanto è stato fatto in questanno e acquisendo i rapporti del capo della Protezione civile Borrelli e dei due governi che si sono succeduti questanno. Ho acquisito del materiale dalla Regione Campania, che ha attuato alcuni provvedimenti in particolare in materia di viabilità e ha censito le opere danneggiate, avviando una quantificazione dei danni. Ho ascoltato, perché mi hanno cortesemente chiamato, i sindaci dei tre comuni interessati, che hanno dato la totale disponibilità per un primo approfondimento dello stato dellarte. Valuterò subito esigenze e bisogni, facendo riferimento alle norme speciali attuate per il terremoto de LAquila. Lobiettivo è quello di semplificare il più possibile le procedure.

Sette alberghi ancora chiusi, oltre 2000 persone ancora fuori case. In zona rossa ancora macerie. La strada è in salita.
Ora il nostro primo obiettivo è intervenire, gradualmente, su bisogni ed esigenze di chi ha perso qualcosa, o tutto, con il terremoto. Vanno stabilite delle priorità, partendo dalle attività produttive, e in particolare gli alberghi, che hanno bisogno di un rilancio immediato, per passare poi a quelle commerciali e quindi alle abitazioni.

Il popolo, già. Oltre duemila persone che vogliono tornare a casa.
Direi che è evidente che prima si recupera il patrimonio immobiliare danneggiato e prima ci si alleggerisce dei costi e degli oneri che sono oggi a carico dello Stato per i soggiorni alberghieri degli sfollati o per i contributi di autonoma sistemazione. E naturalmente lobiettivo è quello di dare alla gente la possibilità di tornare, ove possibile, a casa propria. Siamo ovviamente vincolati ai vincoli edilizi e paesaggistici che a Ischia, realtà che ho esplorato a fondo durante il mio incarico da vice prefetto a Napoli, sono molto stringenti. Lattenta vigilanza della Soprintendenza ci impone di valutare le ricostruzioni caso per caso, evitando di iniziare opere che rischierebbero di non venire terminate.

Cè chi si interroga sullopportunità, o meno, di ricostruire nella zona rossa, tra piazza Majo, a Casamicciola alta, e piazza Fango, a Lacco Ameno. Il geologo Giuseppe Luongo, per esempio, suggerisce piuttosto di destinare la zona a sede di un istituto di ricerca internazionale per lo studio dei terremoti e dei loro effetti. Viceversa, Edoardo Cosenza presidente degli Ingegneri di Napoli spiega che si può ricostruire, ma cosa più che altrove. Che idea ha?
Valuterò caso per caso, senza trascurare laspetto sentimentale, il legame della gente con il territorio, senza naturalmente deroghe alla sicurezza. Ma io credo che vadano considerati tutti gli elementi: se fosse soltanto il rischio sismico a dettare le decisioni, il Giappone oggi sarebbe un Paese del tutto spopolato. Daccordo con i sindaci e la Regione Campania, convocheremo tutti gli attori del sistema interrogandoci su cosa andrà fatto per evitare che si creino ostacoli cammin facendo. Dobbiamo partire subito, ma dobbiamo farlo col piede giusto. Io ci metto tutta la mia disponibilità e lattenzione.

Ha già affrontato casi analoghi.
Ho dei precedenti specifici, certo. Non che sia io che procuri calamità, sia chiaro (sorride, n.d.r.): arrivo dopo terremoti e alluvioni. In Puglia, 2005-2006, con lalluvione. Ma qualche anno prima, dal 1997 al 2001, sono stato nominato commissario per chiudere le ultime pratiche del terremoto in Irpinia del 1980. In qualche anno abbiamo risolto una mole rilevante di problemi, grazie alla collaborazione di tutti.

Quali sono i primi passi ufficiali?
Sono già in programma riunioni di lavoro a Napoli con Regione Campania, Protezione civile e sindaci dei comuni di Casamicciola, Lacco Ameno e Forio. Con il presidente del Consiglio Conte saremo a Ischia il 6 settembre. Ma prima avremo già avviato il lavoro.



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