LEGGI
BENI IN PERICOLO
INTERVENTI E RECENSIONI
RASSEGNA STAMPA
COMUNICATI DELLE ASSOCIAZIONI
EVENTI
BIBLIOGRAFIA
STORIA e FORMAZIONE del CODICE DEI BENI CULTURALI E DEL PAESAGGIO
LINK
CHI SIAMO: REDAZIONE DI PATRIMONIOSOS
BACHECA DELLE TESI
per ricevere aggiornamenti sul sito inserisci il tuo indirizzo e-mail
patrimonio sos
in difesa dei beni culturali e ambientali

stampa Versione stampabile

Il cavallo (dimenticato) di Leonardo
Giangiacomo Schiavi
Corriere della Sera 27/8/2018

Si riapre il caso per i 5 secoli dalla morte del genio: perché Milano è indifferente?

Esiliato a San Siro, lontano dal Castello, isolato nellippodromo. Povero Cavallo. Leonardo voleva farne un simbolo, ma a Milano il colosso di sette metri e venti di altezza, lungo otto e 15 tonnellate di peso, si fatica a trovarlo. Regalato da un magnate statunitense, doveva essere segno di amicizia tra Italia e America. Una lettera al sindaco Sala dal comitato per il Gran Cavallo riapre il caso.

Povero Cavallo. Esiliato a San Siro, lontano dal Castello, isolato nellippodromo, dimenticato tra le corse e lo stadio. Leonardo voleva farne un simbolo, ma a Milano oggi soffre di solitudine. Portatelo via da qui o dategli la giusta valorizzazione, così il Comune offende e delude i donatori americani, scrive in una lettera al sindaco Giuseppe Sala il portavoce del comitato per il Gran Cavallo, Carlo Orlandini. Doveva essere il segno di unamicizia tra Italia e America, il regalo a Milano per larte e la bellezza che Leonardo ha dato al mondo. È rimasto un monumento abbandonato in un triste scenario, lontano dallo sguardo dei turisti e dei milanesi, secondo Peter Dent, nipote del magnate statunitense che lha voluto e ha finanziato il progetto ultimato poi da una Fondazione ad hoc: costo finale sei milioni dollari, allepoca undici miliardi di lire.

Il Cavallo è un colosso di sette metri e venti, otto metri di lunghezza, 15 tonnellate di peso. Per vederlo bisogna trovarlo, e trovarlo non è facile. Di qui la delusione e lamarezza per un dono sciupato, come ripeteva qualche anno fa Carlo Pedretti, lo studioso di Leonardo più accreditato al mondo. Lui suggeriva di posizionarlo allesterno del Castello, dove era stato immaginato dallautore. Ma di spostarlo ora non se ne parla. Solo nel 2007 sembrava possibile, con Vittorio Sgarbi assessore e la sindaca Letizia Moratti. Soluzione di compromesso: fuori dal Castello, nel parco attiguo.

Il siluramento dellassessore e le proteste del comitato di quartiere bloccarono tutto. Lobiezione dei cittadini era legittima. Sostenevano: perché ci volete togliere lunica cosa bella piovuta qui, lasciandoci in un deserto urbano? Nella periferia dove la cronaca è quasi sempre nera, il Cavallo e Leonardo sono un segnale di speranza. A questo pensava anche lassessore alla Cultura Salvatore Carrubba, che ventanni fa aveva accolto la delegazione americana con il sindaco, Gabriele Albertini. Frase convincente: La ripresa culturale di Milano riparte anche dalle periferie. Ma per qualcuno con la puzza sotto il naso il regalo alla città era solo unamericanata. E dove può finire un ingombrante Cavallo? Allippodromo, of course .

Prima che una bella statua, questa è una bella storia. È la storia di Charles Dent, comandante della United Airlines, uno che ha passato diciassette anni a studiare le carte e i disegni del genio di Vinci e si è svenato per ricostruire quel che i soldati francesi avevano distrutto nel 1499 a Milano nellassedio al Castello Sforzesco: il modello in creta di una statua equestre in onore di Francesco Sforza, fondatore della casata che dominava Milano. È anche la storia di un monumento con il quale Leonardo voleva oscurare ogni precedente scultura equestre, quelle del maestro Verrocchio e del grande Donatello, dedicate a Colleoni e Gattamelata, uno a Venezia e laltro a Padova. Misure doppie, da grandeur, per il suo cavallo ideale, in bronzo.

Nel 1493, dopo centinaia di schizzi, disegni, studi su muscoli e anatomia, Leonardo è pronto con il modello. Per la fusione a cera persa, servono cento tonnellate di bronzo che il duca di Milano è pronto a pagare ai Gonzaga, agli Estensi e ai maestri fiorentini. Ma con le guerre in atto, il bronzo serve per i cannoni e il Cavallo deve attendere fino al 1499. Quando la fusione sta per avere inizio, un altro intoppo. È lora dei francesi e del loro assalto. Il Cavallone diventa un tirassegno per le frecce incendiarie: brucia e crolla, insieme al ducato di Milano.

In America cè chi ama lItalia, a volte più di noi. Così Charles Dent si svena per ricostruire i bozzetti e nella ricerca dei pochi disegni superstiti. Impegna qualche miliardo, ma deve cercarne altri per finire lopera con la scultrice Nina Akamu. Purtroppo non ce la fa ad arrivare fino in fondo. Muore nel 1994, passando il testimone alla famiglia Maijer, mecenati e proprietari di una catena di grande distribuzione americana. È lultimo atto. Dopo ventanni di fatica la fusione riesce: vengono realizzati tre cavalli, due gemelli e un terzo in scala ridotta, da donare alla città di Vinci.

Cè tutto per lhappy end. Milano accoglie il Cavallo e la delegazione americana nel 1999. Grande festa, palloncini e bandiere. Il valore del dono è simbolico. Milano capitale dellarte e della cultura. Milano amica dellAmerica. Milano che insegue il Rinascimento. Milano che rilancia le periferie con Leonardo.

La lettera del primo agosto 2018 è un brusco richiamo allo stato dei fatti: il Cavallo non è stato valorizzato, le inadempienze del Comune amareggiano i donatori americani. E sulle periferie il Gran Cavallo non ha lasciato un segno. Torna lipotesi del Castello con lalternativa della Stazione Centrale. Non è un ultimatum, ma una richiesta di trattativa per fare di meglio, precisa Orlandini. Tanto più che i francesi hanno mostrato interesse al Cavallo per i festeggiamenti del 2019 a Leonardo, morto nel 1519 a Saint- Germain-en-Laye e sepolto ad Amboise. La solitudine del cavallo rischia di diventare un caso diplomatico, tra Sala, Macron e Trump.




news

03-07-2020
RASSEGNA STAMPA aggiornata al giorno 3 luglio 2020

06-06-2020
Sicilia. Appello di docenti, esperti e storici dell'arte all'Ars: "Ritirate il ddl di riforma dei Beni culturali"

06-05-2020
Due articoli da "Mi riconosci? sono un professionista dei beni culturali"

05-05-2020
Confiscabile il bene culturale detenuto allestero anche se in presunta buona fede

30-04-2020
In margine a un intervento di Vincenzo Trione sul distanziamento nei musei

26-04-2020
Vi segnaliamo: Il caso del Sacramentario di Frontale: commento alla sentenza della Corte di Cassazione

25-04-2020
Turismo di prossimità, strada possibile per conoscere il nostro patrimonio

24-04-2020
Un programma per la cultura: un documento per la ripresa

22-04-2020
Il 18 maggio per la Giornata internazionale dei musei notizie dall'ICOM

15-04-2020
Inchiesta: Cultura e lavoro ai tempi di COVID-19

15-04-2020
Museums will move on: message from ICOM President Suay Aksoy

08-04-2020
Al via il progetto di formazione a distanza per il personale MiBACT e per i professionisti della cultura

06-04-2020
Lettera - mozione in vista della riunione dell'Eurogruppo del 7 aprile - ADESIONI

30-03-2020
Da "Finestre sull'arte" intervista a Eike Schmidt

30-03-2020
I danni del terremoto ai musei di Zagabria

29-03-2020
Le iniziative digitali dei musei, siti archeologici, biblioteche, archivi, teatri, cinema e musica.

21-03-2020
Comunicato della Consulta di Topografia Antica sulla tutela degli archeologi nei cantieri

16-03-2020
Lombardia: emergenza Covid-19. Lettera dell'API (Archeologi del Pubblico Impiego)

12-03-2020
Arte al tempo del COVID-19. Fra le varie iniziative online vi segnaliamo...

06-03-2020
Sul Giornale dell'Arte vi segnaliamo...

06-02-2020
I musei incassano, i lavoratori restano precari: la protesta dei Cobas

31-01-2020
Nona edizione di Visioni d'Arte, rassegna promossa dall'Associazione Silvia Dell'Orso

06-01-2020
Da Finestre sull'arte: Trump minaccia di colpire 52 obiettivi in Iran, tra cui siti culturali. Ma attaccare la cultura è crimine di guerra

06-01-2020
Dalla stampa estera di ieri: minacce di Trump contro siti culturali iraniani

20-12-2019
Riorganizzazione Mibact, Casini: non è ennesimo Lego, ma manutenzione amministrativa in continuità

04-12-2019
Libero riuso delle riproduzioni di beni culturali: articolo di Daniele Manacorda sul "Giornale dell'arte"

14-11-2019
Cosa succederà alla Biblioteca Guarneriana di S. Daniele del Friuli? Un appello dei cittadini al sindaco

04-10-2019
Unicredit mette all'asta da Christie's capolavori della sua collezione

14-09-2019
Da Artribune: Franceschini sospende i decreti Bonisoli

05-09-2019
Franceschini, il primo appuntamento al Museo della Liberazione di via Tasso

Archivio news