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Napoli. Il restauro Santa Maria della Colonna
Natascia Festa
Corriere del Mezzogiorno - Campania 12/9/2018

Riapre dopo trentotto anni il complesso dove studiarono Pergolesi, Jommelli e Porpora

I lavori, costati 900 mila euro, rientrano nel Grande progetto Unesco

Napoli. Quando il cardinale Mario Carafa nel 1566 deliberò listituzione di un seminario nel tratto di via dei Tribunali che sapre su piazza Girolamini, non immaginava che quellospizio creato perché 50 giovani fossero istruiti nelle sacre lettere e nei canti liturgici sarebbe diventato la fucina di grandi musicisti europei da Francesco Durante a Giovanni Battista Pergolesi, da Niccolò Jommelli a Niccolò Porpora, maestro di grandi cantati castrati compreso il più famoso di tutti, Sua Vocalità Farinelli.

Il complesso di Santa Maria della Colonna, il cui restauro nellambito del grande progetto Unesco per il centro storico di Napoli è stato presentato ieri, nacque dal quel primo nucleo ampliato nel 1580 con lannessione delledicola di Santa Maria del Pilar e presto sarebbe divento uno dei quattro conservatori di Napoli, quello dei Poveri di Gesù Cristo. Di proprietà della curia e chiuso dal dopoterremoto se non per attività minori interne alla chiesa, dirimpettaio della chiesa dei Girolamini e comprendente al suo interno lospizio delle Suore di Madre Teresa di Calcutta, il monumento sarticola in un cappella barocca alle cui spalle sapre un chiostro completamente recuperato.

Gli archi di piperno di uno dei lati è con un intervento di grande garbo occupato da vetrate opache per proteggere il passaggio degli indigenti che ancora, senza soluzione di continuità da cinque secoli, chiedono ristoro. La storia del conservatorio che in pochi anni divenne un epicentro di talenti è molto controversa. Soprattutto lo è la sua fine. Una lapide al primo piano di scale che conducono a un terrazzo dalla vista sconfinata dai contrafforti di San Lorenzo a Capri ricorda che il cardinale Giuseppe Spinelli nellanno 1745, dopo la sua visita pastorale, fondò il secondo seminario detto diocesano acquistando aere proprio questo locale olimpo de poveri di G. C, Vulgo musicarielli e fornì di molte rendite. Che cosa scoprì il cardinale Spinelli? Certamente delitti tanto gravi da costringerlo a chiudere quella scuola di musica di fama europea. Padre Eduardo Parlato, memoria storica della curia napoletana, lascia intendere che trattasi di materia delicata assai, tanto da ritenere più opportuno lomissione. Di certo il rettore dellospizio fu arrestato con laccusa di omicidio. Nel conservatorio fu ucciso uno dei ragazzi poverelli ed è probabile che su tanti altri si perpetrassero violenze. Fatto sta che Spinelli trasformò il complesso in seminario la cui attività è andata avanti fino allinizio del restauro (un paio di anni fa) che è costato 900 mila euro (cofinanziato dal Por Campania Fesr 2007-2013).

Alla presentazione ieri cerano il sindaco di Napoli Luigi de Magistris, il cardinale Crescenzio Sepe in continuità dei cardinali fondatori, il Soprintendente Luciano Garella, lassessore al Diritto alla città Carmine Piscopo e lassessore regionale Bruno Discepolo. Insieme hanno tratteggiato il futuro del luogo: una fruizione pubblica, musicale, culturale, per associazioni e cittadini, un bene comune che grazie a una convezione tra Comune e Curia si farà scenario dei talenti e della creatività come ha detto il primo cittadino. Gli interventi del Grande Progetto Unesco già conclusi sono, oltre questo fresco di intonaco, lInsula del Duomo, il Complesso di Santa Maria Maggiore, la Cappella Pontaniana, la Cappella Pignatelli, la Chiesa del Monte dei Poveri. Quelli in corso riguardano i Girolamini, San Paolo Maggiore, San Pietro Martire, Castel Capuano e la Chiesa dei Santi Cosma e Damiano. Il direttore dei lavori Flavia Castagneto racconta: Furti avevano coinvolto i paliotti e alcuni pannelli di marmo dellaltare. Dal quale, come dai due lati, mancano le tele di Paolo De Matteis conservate altrove. A gestire gli spazi saranno alcuni dei 120 giovani selezionati ad hoc dal Comune. Dove cerano i giovani, ritornano i giovani.



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