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Roma, quel che resta delle nuove piazze: da Testaccio a San Silvestro
Rory Cappelli
La Repubblica - Roma 12/9/2018

Quest'estate, al posto del gagliardo getto d'acqua della sua inaugurazione, risalente al 2015, nella fontana di piazza Istria c'era una pozza muschiata. Oggi non c'è più neanche quella, ma solo un guazzo torbido e marrone, impastato di aghi di pino, punteggiato da contenitori di cibo e bottiglie di plastica.

Tutt'intorno erba alta, rose incolte, cespugli in teoria geometrici: nove mesi di lavori e quasi mezzo milione di euro spesi per rimettere a nuovo la piazza e la sua viabilità, e dopo tre anni il fiore all'occhiello del quartiere Trieste è ridotto così.

"E che s'aspettava?", esclama Beatrice mentre passa veloce con le sporte della spesa. "Non ci sono fondi neanche per mettere in sicurezza gli alberi delle scuole, figuriamoci per ripulire una piazza!". Non va meglio in un altro luogo simbolo della città, piazza San Silvestro, ristrutturata da Paolo Portoghesi e inaugurata nella sua nuova versione nel 2012: i segni architettonici omaggio a Roma ci sono sempre: ma quelle grandi sedute in travertino di Tivoli, di notte sono state convertite in giacigli per disperati con i loro fogli di cartone.

Sette anni e i 6300 metri quadri ripavimentati hanno subito uno sconquasso non indifferente: la fontanella perde, lastre di basalto sconnesse e divelte sono circondate dall'immancabile plastica arancione per impedirne l'attraversamento, ci sono segnali di lavori in corso sopra sampietrini mancanti, altre buche con le segnalazioni di plastica arancione, e ancora buche sotto le fioriere. E poi, appunto, appena calano le tenebre c'è gente che dorme ovunque, soprattutto d'estate: "Qui di notte è un dormitorio" dice un tassista. "D'altra parte anche se vengono mandati via, poco dopo rispuntano: la verità è che la città scoppia. E lo dice uno che l'attraversa in lungo e in largo ogni giorno".

Sempre nel Municipio I, c'è un'altra piazza che un giorno sì e l'altro pure finisce al centro di polemiche e cronache: piazza Vittorio. Di cui da anni si minaccia il restauro, il ripristino, la trasformazione, la liberazione dal degrado, la pulizia, l'immacolata resuscitazione. Nel novembre del 2014 si annunciava l'inizio dei lavori di restauro di lì a qualche mese: l'idea era quella di bagni pubblici custoditi, un punto di ristoro, nuova illuminazione, percorsi pedonali all'interno del giardino.

Addirittura, insieme al parco giochi per bambini, una piccola parete da arrampicata: il tutto con uno stanziamento da 1,2 milioni di euro. Di cui si videro i bagni restaurati e qualche altro intervento, subito cancellato dal degrado. Oggi dietro ai bagni di piazza Vittorio è pieno di cassonetti Ama, di cestoni in metallo e di bidoni, tutti seminuovi e accatastati lì non si sa bene perché, visto che dentro la piazza potrebbero magari servire a raccogliere le montagne di spazzatura gettate ovunque.

Sulla cancellata che protegge c'è appeso uno zaino ad asciugare. Dopo l'inaugurazione del nuovo bagno, qualcuno si era portato via la cassetta di scarico del wc, sradicandola: adesso c'è un addetto della Multiservizi tutto sudato che presidia il luogo, "sennò non ha idea di cosa combinerebbero qua dentro: ci fanno la doccia e anche il bucato". E intanto in piazza c'è chi dorme, chi mangia anche in piedi, chi si nasconde tra l'erba alta, chi orina in un angolo. La puzza d'altra parte è ovunque insopportabile: da uno dei secchi superstiti la spazzatura straborda e anche qui l'immancabile plastica arancione circonda più di una buca.

Un altro restyling del 2015, piazza Testaccio con la sua fontana delle Anfore, ha più o meno resistito: l'acqua è putrida e dentro ci si trova di tutto. Ma in fondo, paragonato al resto, questo, davvero, non è nulla.

https://roma.repubblica.it/cronaca/2018/09/12/news/roma_quel_che_resta_delle_nuove_piazze_da_testaccio_a_san_silvestro-206248228/


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