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Roma, Vaticano punta a una lottizzazione da 180mila m³ nella riserva naturale: ora basta il silenzio-assenso della Regione
Vincenzo Bisbiglia
Il Fatto Quotidiano 6/10/2018

Unampia opera di edificazione allinterno della Riserva naturale della Tenuta di Acquafredda, splendido polmone verde nel cuore di Roma da decenni nelle mire dei costruttori. Intervento giustificato come progetto ambientale di area per laccessibilità e la fruizione della riserva, in realtà pensato (anche) per venire incontro al certificato interesse alla valorizzazione dei terreni perseguito da oltre 30 anni dal Vaticano. Il Capitolo di San Pietro, infatti, detiene la proprietà di 60 dei 140 ettari, gestiti dallAmministrazione Patrimonio Sede Apostolica, su cui si estende il parco. E ora, grazie a un provvedimento recentemente approvato dal Consiglio regionale del Lazio, basterà il cosiddetto silenzio-assenso per dare il via libera al piano di assetto del parco messo in piedi da RomaNatura, lente della Regione Lazio che gestisce le grandi riserve naturali della città.

Il piano, varato con delibera n. 30 del 20.11.2014 dallallora commissario straordinario e attuale presidente di RomaNatura, Maurizio Gubbiotti ex dirigente di Legambiente prevede ledificazione di ben 6 ettari del quadrante sud-occidentale del parco, limitrofi alla via Aurelia. La scheda 9 del piano di assetto contempla la realizzazione di strutture socio-sanitarie e ricettive (probabilmente alberghi e case di riposo) in palazzi di più di 10 metri di altezza, per un totale di oltre 180.000 metri cubi, seppur con il ricorso a coperture di tipo tradizionale, a garanzia di un inserimento armonico nel contesto paesistico della Riserva.

Allinterno della scheda, fra le premesse, si specifica proprio che lEnte ecclesiastico proprietario di una porzione rilevante dellarea ovest della Riserva ha manifestato linteresse alla valorizzazione dei terreni, per scopi sociosanitari. Il programma di attuazione complessivo riferito allintera proprietà si legge ancora nel piano dovrà essere oggetto di un accordo di programma sottoscritto da tutti i soggetti coinvolti, ovvero Roma Natura, il Vaticano, il Comune di Roma e la Regione Lazio.

Ma comè possibile deliberare la valorizzazione di terreni allinterno di unarea dichiarata riserva naturale per legge? A IlFattoQuotidiano.it, il presidente Gubbiotti risponde che tendenzialmente non si può costruire in area parco, se non dove sono previste delle attività e dunque strutture a servizio di queste attività, ma non è in assoluto impossibile, come accade con il Campus bio medico allinterno della Riserva di Decima Malafede. E, sempre secondo Gubiotti, Roma Natura da sola non può fare nulla, in quanto serve che il piano di assetto venga approvati definitivamente dalla Regione.

A questo proposito, ecco la novità. Nei giorni scorsi il Consiglio regionale ha approvato una serie di modifiche alla legge per la semplificazione in materia di ambiente, agricoltura, caccia, pesca e tutela del territorio. Fra queste, larticolo 26, comma 4, dove ora si legge che il consiglio regionale si esprime sulla proposta di piano entro i successivi 120 giorni (dalla proposta di piano alla commissione competente, ndr), decorsi i quali il piano si attende approvato. Tradotto: una specie autostrada verso il via libera a tutto il piano.

Come detto, sono oltre 30 anni che sui terreni di proprietà dellEnte ecclesiastico si cerca di costruire nel tentativo di valorizzarli. Come raccontano le rassegne stampa depoca, il 10 maggio 1983 il Tribunale di Roma condannò monsignor Antonio Masci, allora rappresentante legale del Capitolo di San Pietro, a tre mesi di reclusione e al pagamento di unammenda di 3 milioni di lire per lottizzazione abusiva sui 145 ettari della tenuta dellAcquafredda, sentenza conferma in Cassazione il 17 maggio del 1984. Nel 1992, invece, fu la volta del costruttore romano Domenico Bonifaci che si propose al Vaticano come acquirente della tenuta per un valore di 120 miliardi di lire, il doppio del valore di mercato, salvo poi pretendere la restituzione dellacconto già versato giustificato con il mutamento delle condizioni politiche del Paese in seguito allesplosione dello scandalo Tangentopoli. I tentativi di cementificazione dellarea furono combattuti dai contadini affittuari da 60 anni degli appezzamenti di terra presenti nella Tenuta.

La Riserva dellAcquafredda divenne finalmente parco naturale nel 1997, al termine di una lunga battaglia in consiglio regionale condotta dai Verdi e dallallora capogruppo Angelo Bonelli, bloccando così le previsioni edificatorie del Vaticano pari ad oltre 450.000 metri cubi sui 60 ettari a destinazione agricola, ma i tentativi di sfratto delle famiglie degli agricoltori proseguirono fino al pontificato di Benedetto XVI. Fra laltro, il Capitolo di San Pietro nel 2011 ottenne dalla giunta Alemanno anche il riconoscimento di compensazioni urbanistiche per realizzare cubature fuori dal parco, per circa 300.000 metri cubi; concessione poi tramontata poiché in contrasto con la sentenza 33743/2010 del Tar del Lazio relativa a un diverso ricorso del Vaticano contro un vincolo dei beni culturali.

Proprio Bonelli oggi a IlFattoQuotidiano.it commenta: Tornano i fantasmi del passato di un cemento targato Ior-Capitolo San Pietro che sollevò tanti interessi. Ora il rischio è che con la norma del silenzio assenso votata dalla Regione, Acquafredda diventi il cavallo di Troia per portare il cemento nei parchi del Lazio. Chiedo a Zingaretti, che sovraintende allente Roma Natura, di cancellare la lottizzazione perché nei parchi non si può costruire.

https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/10/06/roma-vaticano-punta-a-una-lottizzazione-da-180mila-m%C2%B3-nella-riserva-naturale-ora-basta-il-silenzio-assenso-della-regione/4661362/


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