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Courmayeur. La rivolta di Courmayeur: "Basta ai palazzi di dieci piani, così perdiamo la nostra identità"
GUIDO ANDRUETTO
https://rep.repubblica.it/pwa/generale/2018/10/09/news/courmayeur_stop_cemento-208590067/

Nel paese ai piedi del Monte Bianco si chiede di fermare le nuove grandi costruzioni: "Vogliamo far vedere il più possibile la bellezza delle nostre montagne"
Stop al cemento e a nuove gigantesche costruzioni che non rispettano l'identità di paese alpino. Questo chiede a gran voce alla nuova amministrazione locale e alla Regione Valle d'Aosta, la comunità di Courmayeur con le sue storiche famiglie che da secoli hanno ai piedi del Monte Bianco le loro radici. Diversi importanti cantieri sono attualmente in fase avanzata di realizzazione ed enormi palazzi che superano i dieci piani destinati ad uso alberghiero e residenziale stanno spuntando nella frazione di Entrèves e sulla Strada Regionale, quella che conduce alla zona pedonale del centro storico. Un processo di urbanizzazione che sta creando malumori e proteste, soprattutto per lo scarso rispetto del paesaggio che gli abitanti imputano a costruttori ed architetti responsabili dei recenti progetti edilizi.

"Courmayeur è l'esatto opposto di Chamonix sul versante francese del Bianco - ha scritto su un blog lo scalatore di Innsbruck Jorg Verhoeven, di passaggio da queste parti per una salita - è una città piccola con ancora più fascino della sua cugina d'oltralpe. I pendii rocciosi ed i ghiacciai sospesi del Monte Bianco e delle Grandes Jorasses scendono ancora più ripidi e selvaggi verso valle, creando uno scenario simile alla Patagonia e senza pari nelle Alpi". La dimensione impattante degli edifici in costruzione è l'elemento che ha scatenato la polemica tra gli abitanti di Courmayeur. "Non è questione di brutto o bello - spiega Gioachino Gobbi, patron della Grivel, azienda di attrezzature per l'alpinismo, figlio di quel Toni Gobbi che fu guida alpina e compagno di ascensioni di Bonatti a Courmayeur - il problema sono le dimensioni troppo grandi delle nuove costruzioni. La valle è piccola e stretta, e le strutture eccessivamente grandi non ci stanno bene, deturpano il paesaggio. Non entro nel merito delle scelte architettoniche - continua Gobbi - È normale che l'architettura, anche quella di montagna, evolva, non esiste solo la pietra e il legno per fare le case e non è necessario che tutto resti come prima, ma credo che quando si costruisce su questo territorio vadano rispettate le proporzioni e le dimensioni in relazione al paesaggio. Purtroppo è vero, si sta costruendo tanto, ma la responsabilità va attribuita alla passata amministrazione che ha dato le autorizzazioni. I nuovi complessi in costruzione hanno l'odore e il karma della speculazione, e questo è il lato tragico della vicenda".



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