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Firenze Pagate se rivolete il quadro Estorsione agli Uffizi, 60 anni dopo
Simone Innocenti
Corriere Fiorentino 11/10/2018

Questa è una storia che inizia con la proposta di acquisto di un quadro e che termina con uninchiesta. Quella che stanno portando avanti i carabinieri, coordinati dalla magistratura, da diverse settimane. Ed è una storia tutta da ricostruire, che sta andando avanti da oltre sessantanni. Perché questa vicenda viene da lontano, da un passato oscuro, da uno dei periodi più bui della storia dItalia: il fascismo e il nazismo.

È in questo contesto storico nella Firenze occupata dai militari, la stessa città che accolse Hitler parata a festa nel 1938 che tutto ha inizio. È esattamente dopo la visita del Fuhrer a Firenze che in città si iniziano a nascondere alcuni capolavori. Ed il momento in cui sulla scena compare il quadro protagonista di questa storia. Siamo alla Galleria Palatina, allora come ora la quadreria dei Granduchi a Palazzo Pitti che si articola in 28 sale, un vero e proprio forziere di tele preziose.

Fu proprio per questo motivo che durante loccupazione nazifascista alcuni quadri furono nascosti per scampare alle razzie dei tedeschi. Razzie che poi, nonostante tutto, si verificarono comunque. Ed è il caso del quadro del pittore fiammingo, poi diventato oggetto di questa inchiesta. Al momento è stato ricostruito anche tramite gli archivi della soprintendenza e degli Uffizi che il quadro in questione faceva parte di un gruppo di opere darte che furono nascoste alla Montagnola: furono stipate lì, proprio per non essere trovate dai nazisti o da chi per loro.

La storia è abbastanza lacunosa: non a caso gli inquirenti hanno dovuto controllare anche altri archivi, perché ad esempio allArchivio di Stato di Firenze non cè traccia di alcun documento ufficiale del Partito nazionale fascista. Tutte quelle carte, infatti, sono sparite. Gli investigatori, quindi, hanno cominciato a lavorare su alcuni documenti storici, a partire dai report dei servizi segreti esteri che negli ultimi anni sono stati desecretati. In particolar modo a dare conto secondo lintelligence il quadro oggetto della questione sarebbe stato trafugato da qualcuno dellesercito tedesco, quasi certamente da un soldato. Seguendo questa traccia, di per sé abbastanza labile, gli investigatori però sarebbero riusciti a stabilire che il quadro del pittore fiammingo sarebbe stato esportato illecitamente proprio in Germania. In che modo? Non passando la frontiera trasportato da qualche treno o infilato nella stiva di qualche aereo. Bensì arrotolato e spedito, come un normale pacco postale.

E la storia, al momento, si ferma qua. Ma riparte sotto forma di lettere quando alcuni anni fa al Polo Museale Fiorentino (che nel frattempo ha annesso la Galleria Palatina) arriva una proposta dacquisto proprio di questo dipinto. È unofferta che nel corso degli anni subisce delle variazioni e che, ultimamente, arriva a toccare allincirca il mezzo milione di euro. Solo che riflettono al Polo Museale quel quadro non può essere comprato perché fu trafugato e quindi sarebbe già di loro proprietà. Che senso ha sborsare una cifra del genere quando qualcuno lista delle opere alla mano lo ha fatto sparire da Firenze proprio dalle sale della Galleria Palatina? Le perplessità degli studiosi vengono quindi comunicate a chi ha offerto il quadro, ma che ha il semplice ruolo di intermediario.

Ed è a questo punto che entrano in campo gli investigatori: la Procura apre uninchiesta per estorsione, a carico di ignoti. Perché il problema non da poco è semmai capire chi sia il reale possessore di quel quadro. Lui, infatti, potrebbe intanto spiegare come è riuscito a venirne in possesso. Non è solo uninchiesta giudiziaria, questa. Ma è una storia che potrebbe soprattutto raccontare un pezzo del passato di Firenze. E in questo caso anche di uno dei suoi tanti misteri.

https://corrierefiorentino.corriere.it/firenze/notizie/cronaca/18_ottobre_11/firenze-pagate-se-rivolete-quadro-52a0bdae-cd3e-11e8-865e-19bd1b29c2a6.shtml


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