LEGGI
BENI IN PERICOLO
INTERVENTI E RECENSIONI
RASSEGNA STAMPA
COMUNICATI DELLE ASSOCIAZIONI
EVENTI
BIBLIOGRAFIA
STORIA e FORMAZIONE del CODICE DEI BENI CULTURALI E DEL PAESAGGIO
LINK
CHI SIAMO: REDAZIONE DI PATRIMONIOSOS
BACHECA DELLE TESI
per ricevere aggiornamenti sul sito inserisci il tuo indirizzo e-mail
patrimonio sos
in difesa dei beni culturali e ambientali

stampa Versione stampabile

Torino, le colonne di via Roma sepolte in periferia
Stefano Garzaro
Corriere Torino 13/10/2018

Quante colonne desidera? Due o quattro?. Per ora due, però me ne tenga da parte altrettante. Come le porta via? Gliele devo incartare?. No, grazie, le prendo così. Ho il carretto qui fuori. Sembra un dialogo dellassurdo, labbiamo ricostruito in maniera simpatica, ma la vicenda di cui stiamo per scrivere non andò molto diversamente. Risale al 1938. Racconta di come poté accadere che due grandi colonne di granito rosa, identiche a quelle che decorano i portici di via Roma, finirono un giorno seppellite sotto terra in tuttaltra zona di Torino, sul confine con Collegno e Grugliasco, Borgata Paradiso, dove riposano ancor oggi dimenticate sotto il cortile di un oratorio parrocchiale!

Quando la città sognava in grande
È una storia documentata da rare foto. Una vicenda che rimanda a tempi lontani, quando Torino si espandeva e sognava in grande. Fra i sogni: quello di veder nascere nella Borgata Paradiso una chiesa monumentale, con imponenti colonne di granito, che poi non vennero mai collocate. Un po per volta la chiesa vide la luce, ma molto meno pretenziosa. Torniamo al 1938. Lanno precedente Torino ha vissuto linaugurazione della nuova via Roma. La vecchia strada di negozietti e botteghe artigiane è scomparsa, trasformata in una passeggiata trionfale con tanto di portici, negozi di lusso, alberghi, società finanziarie e di assicurazione. Sotto il manto stradale della nuova via Roma è stata realizzata una galleria, pronta per una futura metropolitana.

Piacentini, archistar dellepoca fascista
Lo stile vecchia Torino ha lasciato il campo al razionalismo di un gruppo di giovani architetti coordinati da Marcello Piacentini, archistar dellepoca. Il lavoro di rifacimento di via Roma è avvenuto in due fasi. Tra il 1931 e il 1932 la demolizione delle case antiche e la ricostruzione del tratto di strada da piazza Castello al Caval d Brons, imitando lo stile seicentesco di piazza San Carlo. Fra il 1935 e il 1937, da piazza San Carlo a piazza Carlo Felice, si oserà molto di più, con un disegno che lo stesso Piacentini definirà classicista-novecentista. Durante i lavori in via Roma vengono commissionate decine e decine di colonne in pietra per i nuovi portici. Il Comune le ha ordinate senza risparmio, alla fine ne avanza qualcuna. La voce delle colonne in esubero giunge fino alla Borgata Paradiso. Qui, in via Germonio, il teologo Francesco Bersano sta costruendo la nuova chiesa di Nostra Signora del Sacro Cuore di Gesù. Le colonne avanzate dal cantiere di via Roma gli fanno gola. È abituato a celebrare le funzioni in un locale sotterraneo (diventerà cripta della futura chiesa-santuario), ma coltiva il sogno di realizzare un tempio monumentale, con facciata imponente, nella quale spicchino colonne di pietra. Il progetto dellimponente chiesa (1936), firmato dallarchitetto Natale Reviglio, rimarrà sulla carta: è stato oggi ritrovato per merito di Riccardo Fagiano, attento storico della borgata. Quando venne presentato negli anni Trenta era ambizioso, qualcuno lavrebbe voluto ancora più grandioso (dodici colonne sormontate ciascuna dalla statua di un apostolo), ma alla fine si comprese che occorreva tenere i piedi per terra: Paradiso era una borgata povera di periferia, i finanziamenti per la chiesa risultarono esigui. Don Bersano, che avrebbe voluto trasformare Nostra Signora in un santuario dedicato alla Speciale patrona delle Madri italiane, in linea con la politica demografica del regime, si rivolse perfino al Duce.

Dalla Capitale arrivarono pochi fondi
Da Roma giunsero apprezzamenti, ma i quattrini furono poco più che un obolo. Il trasporto in periferia. Quando don Bersano viene a sapere delle colonne avanzate nei cantieri di via Roma non perde un minuto, corre dagli impresari: le colonne sono a sua disposizione - gli dicono - purché se le porti via. Il teologo ne ottiene due, forse quattro. Qui i documenti ci abbandonano. Sappiamo che nella Borgata Paradiso giunsero sicuramente due colonne trasportate con i tombarel, i carri pesanti che si utilizzavano per la sabbia e i materiali edili. Nel nostro caso, il tiro è a due, con i cavalli in fila. Le colonne erano in granito rosa di Baveno allo stato grezzo, non levigato, del tipo impiegato nel tratto di via Roma fra piazza San Carlo e via Battisti. Abbiamo detto che il progetto della chiesa monumentale rimase in grande parte sulla carta. Le colonne di via Roma così faticosamente giunte nella Borgata Paradiso finirono per essere inutili. Giacevano ingombranti nel terreno accanto alla cripta, si decise di seppellirle in attesa di tempi migliori. Una è stata sepolta a ovest della chiesa, sotto il cortile dellodierno oratorio; unaltra, interrata in verticale, è diventata il basamento di una statua della Madonna, isolata nel paesaggio agreste. Oggi quello spazio verde è stato occupato dalla chiesa e la statua si trova a sinistra della scalinata dingresso. Delle altre colonne, la terza e la quarta, si continua a non saper nulla, nemmeno se siano mai giunte effettivamente nella borgata.

https://torino.corriere.it/cultura/18_ottobre_13/torino-colonne-via-roma-sepolte-periferia-7b9eca30-cecd-11e8-a416-b8065213a278.shtml


news

18-10-2019
RASSEGNA STAMPA aggiornata al giorno 18 ottobre 2019

04-10-2019
Unicredit mette all'asta da Christie's capolavori della sua collezione

14-09-2019
Da Artribune: Franceschini sospende i decreti Bonisoli

05-09-2019
Franceschini, il primo appuntamento al Museo della Liberazione di via Tasso

02-09-2019
Giuliano Volpe: Ci piacerebbe un ministro più educato

29-08-2019
Da Finestre sull'arte vi segnaliamo...

25-08-2019
Sul Financial Times si parla dei provvedimenti Bonisoli

22-08-2019
Trasferito il Soprintendente di Pisa che si era opposto alle bancarelle in piazza dei Miracoli

20-08-2019
In Finestre sull'arte: Gli accorpamenti della riforma Bonisoli affosseranno definitivamente i musei piccoli?

20-08-2019
Caos musei. Nel sito Emergenza Cultura vi segnaliamo...

16-08-2019
Da Finestre sull'arte: Musei, tutti gli accorpamenti decisi da Bonisoli

14-08-2019
Bonisoli firma decreto musei, ecco cosa prevede

01-07-2019
APPELLO - Per il parco archeologico dell'Appia Antica

30-06-2019
Documento dell'API sulla riforma del Ministero: riorganizzazioni perenni

27-06-2019
La FCdA per il Museo Etrusco di Villa Giulia e il Parco Archeologico dell'Appia Antica

26-06-2019
Firenze, l'annuncio di Bonisoli: "Accademia formerà polo unico con gli Uffizi"

21-06-2019
Lorenzo Casini sulla riforma del Ministero: Linsostenibile leggerezza ovvero la nuova riorganizzazione del Ministero per i beni e le attività culturali (Mibac)

05-06-2019
Alinari. Quale destino per la più grande raccolta museale di fotografie in Italia? Un comunicato della SISF

30-05-2019
Bando per il premio Silvia Dell'Orso 2019: scadenza 30 settembre

07-05-2019
Dal blog di Carlo Pavolini: Luca Nannipieri e l'abolizione delle Soprintendenze

25-03-2019
Pisa. Bonisoli: Sarà trovata soluzione per ambulanti ma non in piazza Miracoli

25-03-2019
E' mancato questa mattina Andrea Emiliani

28-02-2019
Associazione culturale Silvia Dell'Orso: VIII edizione di Visioni d'arte

26-02-2019
Mai più bancarelle in piazza dei Miracoli. Firmate l'appello

14-02-2019
Appello. Contro lo smantellamento dello Stato Italiano

13-01-2019
Per unarcheologia fuori dallimpasse. Lettera al Ministro Bonisoli di API (Archeologi Pubblico Impiego)

11-01-2019
Sulla riforma delle Soprintendenze e dei musei di archeologia. Dichiarazione di archeologi accademici Lincei

29-12-2018
Per un rafforzamento delle soprintendenze uniche

29-12-2018
A proposito dell'appello agli archeologi: "Firme e coerenza" di Pier Giovanni Guzzo

18-12-2018
APPELLO AGLI ARCHEOLOGI

Archivio news