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Venezia. Ritrovato libro liturgico rubato 22 anni fa, era all'asta a Londra
La Nuova Venezia 25/10/2018

I carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio hanno verficato la segnalazione di un funzionario dell'Archivio di Stato. I due fogli appartengono alle pagine di un antifonario che era stato sottratto prima del 1996

VENEZIA. I Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale (TPC) di Venezia e dellArma territoriale, coordinati dalla Procura della Repubblica del capoluogo lagunare, hanno recuperato due pagine miniate, smembrate dallantifonario del XIV secolo dal titolo Procuratori di San Marco de Supra, Chiesa, Reg. 114, rubato in data antecedente al novembre 1996, dal locale Archivio di Stato.

Le indagini del Nucleo TPC di Venezia, avviate nel 2015, scaturiscono da una segnalazione di un funzionario del predetto Archivio di Stato che aveva individuato, presso una nota casa daste londinese, due pagine di un antifonario che per tipologia e alta qualità esecutiva erano di chiara provenienza veneziana.

Una prima comparazione delle immagini dei due documenti in vendita con quelle contenute nella Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti, il più completo database di opere darte rubate esistente al mondo, gestita dal Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, indirizzava gli investigatori a ritenere che effettivamente le due pagine appartenessero al prezioso antifonario.

I successivi approfondimenti investigativi consentivano di reperire, presso lArchivio di Stato di Venezia, delle riproduzioni fotografiche tratte da microfilm realizzati poco prima del furto che confermavano con assoluta certezza la provenienza delle pagine dai codici liturgici sottratti.

La comparsa sul mercato antiquariale internazionale di questi beni archivistici fa ritenere che, dopo la sottrazione, i voluminosi antifonari, composti da oltre 300 pagine, con legature in legno, difficili da movimentare, siano stati subito smembrati e commercializzati al fine di celare la provenienza delittuosa ed eludere le investigazioni, ricavandone maggiore profitto dalleventuale vendita dei singoli fogli.

I responsabili della casa daste londinese, una volta appresa la conclamata provenienza illecita dei due rari fogli miniati, li mettevano immediatamente a disposizione delle Autorità italiane consentendone il rientro nel territorio nazionale.

Il recupero di questi importantissimi beni testimonia, ancora una volta come il costante monitoraggio del mercato antiquariale, la dedizione e preparazione dei militari di questo Reparto specializzato dellArma dei Carabinieri permettano, anche a distanza oltre venti anni, di rinvenire opere ormai ritenute perdute e di restituirle alla comunità di origine accrescendo, così, la coscienza identitaria nel rispetto e nella protezione del bene comune.



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