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Ospedale Bambin Gesù, la nuova palazzina a Palidoro rischia di essere un ecomostro: È in una riserva naturale
Vincenzo Bisbiglia
Il Fatto Quotidiano 29/10/2018

Un palazzone di 5 piani, allinterno della Riserva naturale più estesa dItalia e a meno di 300 metri dal mare. Con, a seguire, le relative opere di viabilità e urbanizzazione, comprese strade di collegamento e parcheggi. Una riqualificazione urbanistica secondo i proponenti. Detta così, ci sarebbe da inorridire, se non ci si fermasse a leggere la destinazione delledificazione: alloggi per le (tante) famiglie dei bimbi lungodegenti e sei nuove sale operatorie in uno dei più importanti ospedali pediatrici dEuropa, il Bambin Gesù. A quel punto, cambia tutto.

IL PROGETTO DEL NUOVO PADIGLIONE Siamo a Marina di Palidoro, località a nord del Comune di Fiumicino, a una trentina di chilometri dalla Capitale. Qui il prossimo 5 novembre la conferenza dei servizi convocata dal sindaco Esterino Montino dovrà esprimersi sulla fattibilità del progetto di allargamento proposto dallOspedale Bambino Gesù di Palidoro, un tempo succursale periferica del ben più noto centro del Gianicolo, nel cuore di Roma, e divenuto negli anni presidio operativo autonomo di grande rilevanza in un territorio ormai abitatissimo. Il nosocomio pediatrico sorge allinterno della Riserva Naturale Statale del Litorale romano, ben 16.000 ettari di superficie, istituita dal Ministero dellAmbiente 1996 per preservare la continuità fra spiagge, dune, campi agricoli e zone storico-archeologiche di altissimo valore. Il nuovo padiglione proposto dalla direttrice, Mariella Enoc, dovrebbe contenere 80 posti letto per le famiglie dei piccoli pazienti tema molto sentito visto che lospedale è difficilissimo da raggiungere con le auto private e praticamente impossibile con i mezzi pubblici e 6 sale operatorie, ma andrebbe a sorgere praticamente sulla spiaggia, cosa che ha scatenato lallarme delle associazioni ambientaliste e di tutela del territorio.

IL DECLASSAMENTO DELLA RISERVA Italia Nostra, in particolare, teme che il via libera al progetto così comè possa rappresentare una sorta di cavallo di troia involontario per la distruzione della Riserva, tutelata a livello ministeriale come ribadito senza mezzi termini nel parere negativo fornito il 17 settembre scorso dalla direttrice della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Roma, Margherita Eichberg. Larea scrive la soprintendente e le sue adiacenze, fatta eccezione per la sola struttura ospedaliera, è caratterizzata da un contesto naturalistico integro, connotato da qualità panoramiche e continuità visiva dalla costa verso il mare e viceversa aspetti di pregio caratterizzanti il litorale circostante nella maggior parte del suo sviluppo. Sembrano non pensarla così, invece, il Comune di Fiumicino e la Regione Lazio.

Dal progetto presentato dallOspedale, infatti, si apprende che il Comune aeroportuale ha chiesto allEnte regionale di classificare larea al punto 3b dei criteri di valutazione dei contributi dei Comuni per ledificato esistente e per i servizi pubblici generale, voce che corrisponde alle aree compromesse o di scarso valore e aree di continuità urbana; richiesta che la Regione ha accolto parzialmente. Un ennesimo declassamento, dopo la retrocessione alla zona 2 arrivato per decreto il 24 ottobre 2013, dove si parla di unità di tipo urbano discontinuo in area di naturalità costiera, nel quale le caratteristiche morfologiche e geologiche dei terreni rendono compatibile il processo di trasformazione. E, a furia di declassare, si rischia di distruggere la riserva, dicono le associazioni, che nelle scorse settimane avevano anche chiesto di considerare di delocalizzare il nuovo padiglione nella zona di Parco Leonardo, meglio servita dai mezzi pubblici e dove sorge una forte edificazione cui non hanno fatto seguito importanti vendite immobiliari.

PROVE DI DIALOGO CON LE ASSOCIAZIONI Certo, lultima cosa che vorrebbe lospedale cattolico è creare un danno allambiente. La nostra priorità è la cura dei bambini, laccoglienza delle loro famiglie e il rispetto delle regole e dei vincoli, fanno sapere a IlFattoQuotidiano.it fonti vicine a Mariella Enoc. La direttrice dicono ancora dal Bambin Gesù ha sin da subito iniziato un proficuo dialogo con le associazioni per tutelare al meglio la Riserva. Ledificio, che inizialmente doveva elevarsi su 6 livelli, è già stato portato a 5, anche se secondo la Soprintendenza non sarebbe dovuto andare oltre i 2-3 piani. La direzione dellospedale proporrà alle associazioni di occuparsi, attraverso lo stanziamento di risorse, della fruibilità della parte di litorale occupato e di realizzare strutture a impatto ambientale minimo, facendosi da garante anche per le opere collaterali che dovrà realizzare il Comune di Fiumicino. Siamo disponibili al dialogo ha assicurato Ebe Giacometti, referente di Italia Nostra e sensibili alle esigenze dei piccoli pazienti. È un tema delicato su cui non si possono fare le barricate, ma dallaltro lato la Riserva va preservata con tutto limpegno necessario. Anche perché trasformare una infrastruttura meritoria in un eco-mostro non e poi così difficile.

https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/10/29/ospedale-bambin-gesu-la-nuova-palazzina-a-palidoro-rischia-di-essere-un-ecomostro-e-in-una-riserva-naturale/4722748/


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