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Necropoli come luoghi di eventi mondani: Valorizzazione di cattivo gusto o cè altro?
Barbara Milano
https://www.ultimavoce.it/valorizzazione-necropoli/

Molto spesso il rischio di non valorizzare in modo consono il patrimonio culturale è alto, specialmente quando si tratta di eventi come sfilate o feste, ancora di più se si tratta di luoghi di sepoltura.
Ambientare una sfilata di moda in una necropoli romana è opportuno oppure si tratta del sintomo di qualcosa di più profondo?

Usare il patrimonio culturale come scenografia per eventi esclusivi da parte di aziende private è una pratica molto comune. In alcuni casi si può parlare di beni culturali messi in affitto da parte delle istituzioni pubbliche proprietarie degli stessi.
Questo comportamento è al centro di un perenne dibattito molto divisivo, talvolta anche feroce, sullopportunità di questo particolare tipo di valorizzazione, cioè il prestito di monumenti storici e archeologici per ospitare eventi mondani di aziende private.

I critici a questa prassi vi vedono la riduzione del bene pubblico di valore culturale a mero salotto per un ristretto gruppo di ricchi privati, oltre a considerare tutto ciò un vero e proprio sfruttamento commerciale privo di qualsiasi valorizzazione del bene stesso. I favorevoli a tale utilizzo del patrimonio culturale mettono in evidenza come una valorizzazione del genere possa dare nuova vita al monumento, reinserendolo nuovamente nella società, che non lo vedrà più come un luogo distaccato e morto e legato solo al passato.

Per riportare alla memoria un esempio non troppo remoto, ha suscitato molte polemiche il desiderio della casa di moda Gucci di ambientare la propria sfilata di moda sullAcropoli di Atene, il vasto complesso di edifici sacri dellantica città di Atene. Il netto rifiuto delle istituzioni greche è stato applaudito da molti come una decisione coraggiosa, contraria alla tendenza generale di svendere il proprio patrimonio culturale in nome del profitto economico, che nega in parte la natura stessa dellAcropoli come bene pubblico.

La questione tuttavia può essere discussa sotto unaltra prospettiva: lo sfruttamento di siti storici o archeologici come luoghi di ritrovo e svago può essere considerato accettabile anche quando i luoghi sono necropoli o luoghi di sepoltura di resti umani?

Due casi in particolare rappresentano uno spunto di riflessione: da un lato luso, nella maggior parte dei casi illecito, delle Catacombe di Parigi, dallaltro la sfilata di Gucci del maggio scorso tenutasi nella necropoli di Alyscamps, vicino ad Arles. Il direttore creativo di questultimo evento è Alessandro Michele, lo stesso che ha proposto lAcropoli di Atene come scenario per la sfilata di Gucci nel 2017 e che ha organizzato eventi simili nellabbazia di Westminster e a Palazzo Pitti. La Promenade des Alyscamps è una necropoli risalente alletà romana, usata continuamente anche nel Medioevo e riprodotta da artisti famosi come Vincent Van Gogh e Gaugin; è citata anche da Dante nel canto IX dellInferno. E proprio atmosfere infere ha voluto trasmettere lallestimento di Gucci. In cambio delluso del sito, Gucci ha donato dei fondi per la restaurazione del centro storico di Arles.

Nel caso delle Catacombe parigine però la situazione è molto più complessa, come viene spiegato in questo servizio del Guardian. Infatti, le Catacombe sono vietate allacceso al pubblico, esclusa una piccola parte visitabile (piccola rispetto allestensione totale delle gallerie sotterranee). In esse non sono solo riposte le ossa di sei milioni di parigini spostati dai camposanti sovraffollati allinizio dellOttocento, ma il complesso sotterraneo comprende anche i bunker nazisti e le gallerie usate dalla Resistenza francese nella seconda Guerra Mondiale. Nonostante i ferrei divieti, le Catacombe sono utilizzate come luoghi di ritrovo per rave party e feste di Halloween: talvolta questi raduni lasciano la traccia del loro passaggio con spazzatura e atti vandalici. Lavvento di Internet inoltre ha reso noto ad una vasta moltitudine di persone le vie dacceso per queste gallerie sotterranee, prima conosciute solo a poche persone. A fronte del vandalismo di alcuni visitatori, esistono gruppi di cosiddetti catafili (cataphiles in francese), che si occupano volontariamente si pulire e tenere in ordine le Catacombe dalle devastazioni dei cataclasti (fr. cataclastes). Anche il lavoro di questi volontari però è fatto, agli occhi dellautorità ufficiale, nellillegalità.

Scelte di cattivo gusto o cambiamento di mentalità?
Sebbene i due fenomeni riportati siano molto differenti per molti aspetti, è comunque interessante chiedersi se sia opportuno utilizzare le necropoli o gli ossari comuni come location per eventi mondani, anche in vista di una valorizzazione indiretta dei luoghi, oppure se questi comportamenti siano i segni di un nuovo rapporto con i morti e la morte. La diffusione di movimenti come il Death Positive Movement potrebbe portare alla ribalta unidea della necropoli come luogo in cui vita e morte convivono in un rapporto meno conflittuale rispetto al passato: il progetto Capsula Mundi, è unulteriore espressione di un nuovo modo di atteggiarsi alla morte che sempre più persone stanno abbracciando.

Certamente laspetto principale che ne emerge è la necessità di un serio dibattito sulle potenzialità e i pericoli che la valorizzazione e luso, da alcuni considerato improprio, di certi beni culturali, al di là degli schieramenti, in quanto è reale la necessità di rendere vivi i luoghi di interesse culturale rendendoli luoghi di incontro della società, ma non è nemmeno accettabile utilizzare i medesimi siti come semplice ed elegante cornice per eventi mondani totalmente estranei al contesto circostante: ad esempio, le sessioni di fitness nelle sale dei musei, iniziativa adottata da molte istituzioni museali per tutto il mondo, sono quantomeno fuori luogo se non improduttive nellincentivare una fruizione reale del patrimonio culturale.



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