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Venezia. Salvare la Piazza, sì ai tre progetti. Rush per le dighe
Alberto Zorzi
Corriere del Veneto 1/11/2018

VENEZIA. Corsa contro il tempo per finire il Mose, o almeno la parte delle dighe mobili pure, per poter alzare la barriera contro le acque alte spiega il provveditore alle opere pubbliche Roberto Linetti già dalla prossima primavera.

VENEZIA. Una corsa contro il tempo per finire il Mose. O perlomeno la parte delle dighe mobili pure che come ha detto ieri il provveditore alle opere pubbliche Roberto Linetti potrebbe consentire già a partire dalla prossima primavera di alzarlo per difendere Venezia dalle acque alte eccezionali come quella di lunedì scorso. Ma una corsa anche per cercare di risolvere il problema di piazza San Marco, per evitare di dover spiegare al mondo perché, anche quando il Mose sarà finito e funzionante, il cuore della città finisce sotto acqua.

Lunedì la marea è arrivata a 156 centimetri, coprendo più di tre quarti della città storica, e Linetti ha ammesso che il Mose quel giorno lo avrebbe alzato, anche senza che fosse finito a puntino. Il problema è che non poteva farlo, visto che manca una parte della schiera di paratoie di Lido Sud (ne sono state posate finora 6 su 20, ma si andrà al ritmo di due a settimana, meteo permettendo), mentre delle altre tre già completate solo Lido Nord potrebbe essere sollevata, perché a Chioggia e Malamocco mancano gli impianti. Ed è proprio quello il problema principale per il rispetto di quel termine indicato da Linetti, ma i commissari del Consorzio Venezia Nuova stanno cercando di fare il possibile per rispettarlo. Il governo per ora non parla. Il Mose va completato per salvaguardare Venezia - ribadisce però la consigliera regionale del M5s Erika Baldin - A Roma i nostri parlamentari si stanno già impegnando perché la situazione superi ogni stallo e si arrivi alla fine di questo calvario. La necessità del Mose è evidente, spero che a tutti sia chiaro perché serve, ha ribadito ieri il sindaco Luigi Brugnaro.

Quando il Mose sarà in funzione, però, piazza San Marco non sarà ancora salva. Le dighe si alzano con una previsione a quota 110 centimetri, ma nel cuore della città lacqua si inizia a vedere già a 85. Sotto la piazza ci sono infatti numerose condutture e tombini che servono per far scolare lacqua in caso di pioggia, ma che inevitabilmente vengono risalite in senso contrario quando cè lacqua alta. Nei mesi scorsi il provveditore Linetti, insieme ai commissari del Cvn Giuseppe Fiengo e Francesco Ossola, ha voluto dare una spinta al vecchio progetto abbandonato perché troppo costoso (oltre 50 milioni) di impermeabilizzare il salotto di Venezia. I due consorziati Kostruttiva (tramite la coop Mate) e Thetis hanno lavorato in questi mesi a tre progetti: uno che prevede limpermeabilizzazione di tutta linsula di San Marco, con costi simili ai 50 milioni suddetti, ma unarea quadrupla; altri due per questultima, che si differenziano in realtà solo per la soluzione tecnica sul sistema di smaltimento delle acque. Questultimo progetto, che probabilmente è il più fattibile viste le cifre in ballo, costerebbe solo 20 milioni di euro. Tutti e tre sono stati sottoposti alla Soprintendenza ai beni architettonici e proprio ieri mattina la dirigente Emanuela Carpani ha assicurato a Linetti che nei prossimi giorni arriverà il parere. I rumors parlano però di un sostanziale via libera alle ipotesi in campo e questo è un passaggio importante per lopera. Ora si tratterà di rimettersi al lavoro sul progetto definitivo e poi esecutivo, che per la prossima primavera dovrebbero essere pronti per la gara dappalto.

Lidea è quella di mettere una sorta di guaina per evitare la risalita da caditoie e forine, ma anche di rialzare tutte le rive intorno alla piazza fino a quota 110, compreso il molo che dà sul Bacino di San Marco, su cui lintervento era stata fatto solo parzialmente. Per evitare però che larea si allaghi in caso di marea e pioggia insieme, serve un sistema di pompe che tolgano lacqua in eccesso per metterla in una vasca di accumulo. Un intervento simile a quello in corso al Nartece di San Marco. Sarà importante anche la gestione del cantiere, per evitare disagi in uno dei punti più trafficati dai turisti in città.




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