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Mozzarelle in convento, a Novi Velia
Manlio Lilli
L'Espresso 17/8/2018

Stasera a Novi Velia parte la 'Muzzarella ind'à murtedda'. Orto dei Celestini.
Non potete mancare!. Il post su facebook non sembra ammettere repliche. Semmai suscita curiosità. Si sa, l'estate è tempo di vacanze ed eventi gastronomici, all'aria aperta.

Dal 17 al 21 agosto, la sagra di uno dei prodotti tradizionali più caratteristici del Basso Cilento, un territorio che ricade sotto la tutela del Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano: è lei, la mozzarella nella mortella, o meglio inda a murtedda (nella dicitura dialettale), la protagonista indiscussa della sagra ad essa dedicata, organizzata dallAssociazione Noi Cilento, con il patrocinio del Comune di Novi Velia, si legge sul portale di calendarioeventinelcilento.it.

Cilento&mozzarella! A questo punto gli ingredienti per andare nel paese del salernitano ci sono tutti. Ed anche le informazioni necessarie. A parte una. Dov'è che si terrà la sagra? E' questa la novità più gustosa per certi versi, forse. Già perché quest'anno gli stands saranno sistemati nell'orto dei Celestini, adiacente al Convento. Circostanza questa che ha scatenato un putiferio. I consiglieri comunali di minoranza Maria Ricchiuti, Nicolino Guzzo e Donato Maiese, hanno deciso di scrivere una lettera al primo cittadino Adriano De Vita e alla Soprintendenza. Il motivo? Semplice! Una sagra, anche se di un prodotto indubbiamente nobile, quale la mozzarella, non sembra l'evento più adatto ad essere ospitato nel Convento. Comunque negli spazi annessi ad esso. Capire le ragioni che hanno spinto i consiglieri comunali a dissentire sulla scelta del luogo non è particolarmente arduo. E' sufficiente dare un'occhiata alla struttura, osservare dove si trovi e infine documentarsi sulla sua storia.

L'ex castello baronale del XII secolo, trasformato prima in convento per i Celestini e poi in seminario diocesano, si trova sull'acropoli del centro. Luogo che non solo racconta la storia del Comune, ma ne costituisce addirittura il simbolo. Al punto che l'amministrazione comunale ha provveduto a finanziarne il restauro con due diversi interventi, da un milione di euro ciascuno.
In particolare, con il secondo intervento (2 lotto) è stato possibile completare e rendere funzionale lintero piano terra e lorto dei Celestini. I lavori, realizzati sotto la stretta sorveglianza della Soprintendenza di Salerno attraverso il geometra Casale, si sono conclusi nel 2016 ed hanno ridato alla luce lo splendore dellintero piano terra. Ogni intervento, ogni scelta di materiali, ogni variazione progettuale è stata effettuata in stretta collaborazione con il personale della Soprintendenza, scrivono ancora i consiglieri. Lavori che, nonostante l'intervento fosse stato ammesso al finanziamento da parte della Regione Campania nell'ambito dellObiettivo Operativo 1.9 Beni e siti culturali del Programma operativo Campania Fesr 2007/2013, il Comune é stato costretto a sobbarcarsi quasi per intero. Motivo questo per cui il Comune, nell'impossibilità a saldare il debito residuo nei confronti della ditta appaltatrice pari a 457.961,40 euro, ha subito un pignoramento di un milione di euro. Uno scossone per le già esangui casse comunali, piombate sull'orlo di una crisi finanziaria.

Insomma lavori quelli alla struttura storica che a Novi Velia non sono stati realizzati senza sforzo. Ragione questa che avrebbe dovuto siggerire una maggiore cautela all'iministrazione del centro nella concessione del luogo per la sagra. Se non per altro per opportunità. La fruizione di un luogo d'arte è legittima. L'uso indiscriminato è un pericolo. Altrimenti anche l'ex convento corre il rischio di trasformarsi in una scatola. Da riempire a seconda delle circostanze, come capita.

Un edificio che dovrebbe essere luogo di manifestazioni culturali non può essere destinatario di sagre estive, sottolineano Ricchiuti, Guzzo e Maiese, invitando la Soprintendenza Ente custode del patrimonio storico/artistico a voler partecipare il suo interesse su tale problematica ed adoperarsi per la salvaguardia di beni di notevole interesse storico ed artistico. Si può essere d'accordo oppure dissentire, ma appare incontrovertibile che la mozzarella in Convento sia un'operazione commerciale. Esclusivamente commerciale. Nella quale la degustazione della muzzarella ind'à murtedda, insieme a quella di fusilli e cavatelli, arrosti di carne, formaggi, salumi e dolci locali è accompagnata da musica popolare. Un mix che mal si coniuga con un luogo vincolato. Quando non sia la legge a vietarlo, dovrebbe essere il buon senso a suggerirlo.

http://il_barone_rampante.blogautore.espresso.repubblica.it/2018/08/17/mozzarelle-in-convento-a-novi-velia/


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