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Statua dimenticata per 50 anni al Frediani battuta da Sothebys per 666mila euro
Giulio Corsi
Il Tirreno - Livorno 21/11/2018

LIVORNO. La statua che Sotheby's, una delle più importanti case dasta del mondo, ha definito limmagine per eccellenza del più eminente scultore simbolista italiano, è rimasta per decenni appoggiata su un piedistallo di legno, a impolverarsi nella sala dattesa dellistituto Frediani, al numero 90 di via del Mare, nellala in uso allUnione italiana ciechi, dimenticata in un angolo, come un soprammobile da poche lire trovato su un banco di Porta Portese.

Un giorno di tre anni fa però qualcuno che sintendeva darte si è accorto che quella non era una statuetta qualunque: era la rappresentazione di Santa Lucia di Adolfo Wildt, ossessionante e allo stesso tempo supplichevole con le sue labbra imploranti aperte e le orbite svuotate, come descrive il catalogo di Sothebys, profondamente ispirata all'Estasi di Santa Teresa di Gian Lorenzo Bernini.

E i vertici dellUnione Italiana Ciechi hanno deciso di venderla: il 16 dicembre 2015, in New Bond Street, a Londra, tra Mayfair e Piccadilly, in una delle strade più lussuose della capitale inglese, lopera di Wildt ha vissuto la sua nemesi, riscattando decenni di oblio e di incredibile disattenzione patiti in quasi un secolo a Livorno, dove fu presentata dallautore nel 1930 alla storica Bottega dArte di via Indipendenza, quella in cui Fattori lasciava in vendita i suoi bozzetti.

Battuta allasta con una base di partenza di 80mila sterline, Santa Lucia è stata apprezzata in tutto il suo splendore di scultura che la mano di Wildt scolpì nel raro marmo di Candoglia, ed è stata aggiudicata ad un prezzo di 485mila pound, allepoca 666mila euro, record del lotto di quel giorno interamente dedicato alle sculture del 19esimo e 20esimo secolo, cifra mai raggiunta per unopera di Wildt.

AllUnione Italiana Ciechi, ente morale finalizzato alla tutela dei non vedenti, hanno gridato al miracolo e brindato, pensando a quante iniziative avrebbero potuto mettere in campo con una cifra così, piovuta dal cielo come un bacio di Dio.

Ma due anni dopo, a inizio 2018, è emerso un imprevisto: lAsl di Livorno è infatti venuta a conoscenza della vendita allasta della statua. Ha avviato una serie di verifiche interne, al termine delle quali ha affermato di essere lei la proprietaria dellopera, essendo dal 1980 proprietaria dellintero complesso Frediani, una parte del quale concessa da sempre in comodato duso gratuito ai non vedenti. Così è iniziato un lungo ping pong a colpi di carte bollate, al termine del quale le due parti sono giunte ad un accordo, ben sapendo però che Santa Lucia non tornerà mai più a casa: sarà il tribunale civile a decidere chi fosse, allepoca dellasta, il proprietario dellopera. La data dellarbitrato è fissata al 10 gennaio 2019.

Se il giudice darà ragione allassociazione, nulla cambierà rispetto ad oggi. Se invece lAsl sarà riconosciuta come proprietaria della statuetta, lUnione Italiana Ciechi dovrà risarcirla con una cifra che è stata già pattuita (e accantonata in banca), poco più di mezzo milione di euro, il vero ricavato dellasta al netto di spese e commissioni pretese da Sothebys.

Fin qui levolversi dei fatti di una storia incredibile, finora tenuta nascosta, che promette fin da oggi nuove puntate. Ma i retroscena e le domande che al lettore verranno spontanei, sono tanti e tutti leciti. Ne proponiamo due. Il primo: possibile che nessuno fosse a conoscenza che nel patrimonio del Frediani ci fosse unopera di cotanto valore? Non solo lUsl, che divenne proprietaria dellimmobile nel 1980, ma precedentemente il Comune e prima ancora lIpab, lIstituto Pubblico di Assistenza e Beneficenza di mussoliniana memoria, che nelle epoche precedenti detenevano via del Mare. E quante altre opere darte fanno parte dei patrimoni dei nostri enti pubblici, a loro insaputa, magari neanche figurando nei loro inventari? Uno dei paradossi di questa storia è che lAsl è venuta a conoscenza dei fatti da alcuni dirigenti dellUnione italiana ciechi che erano contrari alla vendita, perché - sostengono - quellopera era un patrimonio pubblico appartenente alla città e doveva restare a Livorno. Laltro quesito: possibile che lUnione italiana ciechi, pur immaginando che lopera fosse di sua proprietà, sia riuscita con tanta facilità a portare allestero e a vendere, nella più famosa casa daste del mondo, unopera darte che invece apparteneva un ente pubblico? Risulta che la Sovrintendenza di Genova abbia dato il via libera, ma loperazione è passata sotto il naso anche ai carabinieri del nucleo tutela patrimonio culturale, che sulle aste hanno sempre il radar ben puntato.

http://iltirreno.gelocal.it/livorno/cronaca/2018/11/21/news/statua-dimenticata-per-50-anni-al-frediani-battuta-da-sotheby-s-per-666mila-euro-1.17488420?


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