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Il Lisippo è dellItalia, la Cassazione rigetta il ricorso del museo Getty: Confisca contraria a diritto internazionale
Martina Milone
Emergenza Cultura, 07/12/2018

La storia lunga più di 50 anni potrebbe essere vicina alla fine. Dopo il massimo grado di giudizio raggiunto in Italia, ora la parola passa agli Stati Uniti ai quali lautorità giudiziaria della penisola invierà una rogatoria internazionale. Il museo californiano: Continueremo a difendere il nostro
diritto legale ad avere lopera

Il Lisippo è dellItalia. Con una sentenza della Cassazione laffaire sulla nazionalità della statua di bronzo contesa tra il nostro paese e gli Stati Uniti, potrebbe essere (quasi) definitivamente chiuso. I giudici della III sessione penale hanno infatti confermato la decisione del giudice di Pesaro Giacomo Gasparini, che a giugno aveva disposto il sequestro dellopera ovunque si trovi, respingendo così il ricorso del museo che attualmente la ospita, il Getty Villa di Malibù. Attribuita allo scultore greco, famoso per essere stato il ritrattista ufficiale di Alessandro Magno, lopera, ritrovata a largo della costa marchigiana nel 1967 e chiamata per questo lAtleta di Fano, è infatti conservata dal 1977 nel museo californiano. Ora, dopo lultima parola della giustizia italiana, come ha sottolineato il pm che da anni segue la battaglia, Silvia Cecchi, la palla passa agli Usa ai quali lItalia si rivolgerà con una rogatoria internazionale ovvero una richiesta di assistenza giudiziaria.
Intanto però, il museo della West Coast, tramite un comunicato stampa, ha fatto sapere che non intende restituire la statua. Riteniamo che qualsiasi ordine di confisca sia contrario al diritto americano e internazionale, si legge nella nota che sottolinea comunque la cooperazione in ambito culturale tra i due paesi. Difenderemo il nostro diritto legale ad avere lopera, continua il documento scritto dalla responsabile comunicazione della compagnia filantropica J. Paul Getty Trust, che ripercorre la storia dal punto di vista Usa. Secondo gli americani, infatti, il bronzo sarebbe stato pescato in acque internazionali, senza alcuna evidenza che questo appartiene allItalia. In ogni caso, secondo le leggi del tempo, lesportazione dellopera sarebbe stata illegale, sia che questa fosse stata ritrovata in acque nazionali che internazionali, perché comunque ripescata da unimbarcazione battente bandiera italiana.

Dal ritrovamento allultima sentenza: una storia lunga 51 anni Nel 1964 il peschereccio Ferruccio Ferri di Romeo Pirani, pescatore fanese morto nel 2004, trova la statua. Il luogo della scoperta è tuttora incerto, ma secondo il racconto dellequipaggio, la scultura si trovava sul fondale di una zona al largo del Monte Conero, chiamata Scogli di Pedaso. Dopo aver issato lopera sullimbarcazione, Pirani sotterra il bronzo in un campo di cavoli, mette in circolazione la fotografia e vende la statua. I racconti sono imprecisi e, soprattutto, senza nomi, ma parlano di una vendita di 3 milioni e 500mila lire. Da qui i contorni della storia si fanno meno nitidi.

La statua viene cercata e per la sua sparizione vanno a processo quattro persone, tre commercianti di Gubbio Pietro, Fabio e Giacomo Barbetti e don Giovanni Nagni. Dopo quattro anni di udienze gli imputati vengono assolti in secondo grado a Roma il 18 novembre 1970. Impossibile, secondo i giudici, accertare linteresse artistico, storico e archeologico della statua, nel frattemposcomparsa. Nel 1974 lopera riappare al Museo Getty che lha pagata 3,9 milioni di dollari. Come questa sia arrivata negli Stati Uniti entrando a far parte della collezione, però, resta un mistero. Secondo lo storico fanese Alberto Berardi lAtleta lascia Gubbio con una spedizione di forniture mediche inviate in Brasile ad un missionario parente dei Barbetti e acquistata alla morte di Paul Getty dopo essere restaurata al Dorner Institut di Monaco.

Le indagini comunque si interrompono per anni, fino al 1990, quando il ministero dei Beni culturali italiano segnala a quello degli Esteri che un nuovo frammento del Lisippo è stato dissotterrato dal campo di cavoli di Carrara di Fano. La battaglia Italia Usa, però, si riapre solo con il ministro Rocco Buttiglione. Una prima conquista avviene nel 2006, quando il vice premier Francesco Rutelli vince un braccio di ferro con il Getty, ottenendo la restituzione di 39 opere esportate illegalmente, fra cui la Venere di Morgantina. LAtleta di Fano, chiamato Victorius Youth dagli americani, viene però trattenuto. La città di Fano e la regione Marche non accettano la mancata restituzione e nel 2007, lassociazione culturale Le Cento Città presenta un esposto alla procura di Pesaro per violazione delle norme doganali e contrabbando.

Il procedimento giudiziario prosegue per anni, fino a quando il gip Lorenza Mussoni nel 2009 dichiara il bronzo patrimonio indisponibile dello Stato e nel 2010 dispone il sequestro dellopera. Inutili le battaglie e i ricorsi del museo statunitense, oggi nuovamente invitato alla restituzione della statua di Lisippo.

https://emergenzacultura.org/2018/12/07/martina-milone-il-lisippo-e-dellitalia-la-cassazione-rigetta-il-ricorso-del-museo-getty-confisca-contraria-a-diritto-internazionale/#more-6489


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