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in difesa dei beni culturali e ambientali

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Per un rafforzamento delle soprintendenze uniche

Per il rafforzamento della tutela integrata del patrimonio culturale
Pubblichiamo un documento sottoscritto da alcuni archeologi, storici dell'arte, architetti del mondo delle università e della ricerca insieme a tecnici che hanno operato e operano nel MiBAC (con il massimo rispetto istituzionale nei confronti di chi è attualmente in servizio in quel ministero e preferisce astenersi dal prendere posizione o ha idee diverse), con il quale si sollecita il ministro Alberto Bonisoli a rafforzare e migliorare il sistema delle soprintendenze uniche territoriali, introdotto nel 2016, risolvendo i vari problemi che inevitabilmente una riforma così complessa ha comportato, evitando, al contempo, il ritorno al passato di frammentazione di competenze nel campo della tutela.
I sottoscrittori invitano anche a evitare un nuovo 'muro contro muro' e una divisione nel mondo dell'archeologia e dei beni culturali e a cercare insieme le forme per migliorare un approccio integrato alla ricerca, tutela e valorizzazione del patrimonio culturale.


PER UN RAFFORZAMENTO DELLE SOPRINTENDENZE UNICHE

Nel 2016, nel quadro di un complesso progetto di riforme del MiBAC - Ministero dei Beni e delle Attività Culturali (allora anche con le competenze per il turismo), è stata introdotta una radicale innovazione nella amministrazione del patrimonio culturale italiano: il passaggio dalle soprintendenze settoriali, basate sulle discipline (tre distinte per larcheologia, larchitettura e il paesaggio, le arti) alle soprintendenze uniche territoriali (denominate Archeologia, Belle Arti e Paesaggio).
Si è trattato di un cambiamento epocale, frutto di una riflessione che risale molto indietro nel tempo, già agli anni 70-80 dello scorso secolo, quando questa era una delle proposte avanzate dai settori più aperti e dinamici della politica e della cultura. Si è finalmente realizzata, in tal modo, una unificazione a livello operativo delle attività di tutela che prende atto della unitarietà e organicità dellintero patrimonio culturale di ogni parte del territorio italiano. Comè, infatti, possibile separare ciò che è indissolubilmente e organicamente legato nelle realtà stratificate delle nostre città e campagne? Se il patrimonio italiano è un unicum per complessità e diffusione, comè possibile separare i muri dai rivestimenti pittorici o pavimentali, le opere darte mobili dagli edifici che le contengono, le stratigrafie del sottosuolo da quelle degli elevati, la cultura materiale da quella immateriale? È il paesaggio italiano con tutti i suoi tesori, prodotto dellazione millenaria degli uomini in rapporto alla natura e al mutarsi delle civiltà, che costituisce un forte elemento identitario del nostro Paese e delle comunità che hanno vissuto e vivono in ogni territorio, ad essere in tale nuova visione lelemento unificante per quella salvaguardia attiva del patrimonio culturale, prevista tra i principi fondamentali della Costituzione (art. 9) e bisognosa di un approccio finalmente contestuale, multidisciplinare ed organico?
Le nuove soprintendenze uniche, nelle quali operano archeologi, architetti, storici dellarte, demoetnoantropologi (ma sarebbero necessarie anche altre professionalità) finalmente rappresentano un interlocutore unico per i cittadini, gli enti locali, le imprese, i professionisti, capace di parlare con una voce sola superando quella frammentazione di pareri e di prescrizioni, non raramente in contraddizione tra di loro, in precedenza espressione di tre diversi uffici, non senza rischi di contenziosi e di ricorsi, a tutto svantaggio dello stesso patrimonio culturale. Le soprintendenze unificate rappresentano quindi realtà potenzialmente più radicate nei territori e più vicine alle comunità locali.
Comera prevedibile in una riforma così complessa, che ha previsto anche la riforma del sistema museale nazionale e molto altro, i problemi non sono mancati, dettati soprattutto, oltre che dai cronici deficit di mezzi, risorse e personale (solo in parte colmati con la recente assunzione di oltre mille funzionari tecnico-scientifici), dalla mancanza di consuetudine al lavoro comune interdisciplinare, dalle difficoltà di rapporti tra componenti dello stesso ministero, e da oggettive questioni logistiche (gli archivi, i magazzini dei reperti archeologici, i laboratori), aggravati anche dalla necessità per i soprintendenti di ripensare profondamente il proprio ruolo.
Chi chiede il ripristino delle vecchie soprintendenze archeologiche dimostra di guardare nostalgicamente ad un passato, che ignora le evoluzioni metodologiche della stessa archeologia che in questo ultimo mezzo secolo ha individuato proprio nel dialogo con le altre discipline lacquisizione di quelle conoscenze, che sole garantiscono una più efficace conservazione e tutela di un patrimonio così complesso, qual è quello italiano.
Si auspica, pertanto, che il ministro Alberto Bonisoli non voglia tornare indietro, con un ripristino delle soprintendenze settoriali che provocherebbe non solo una regressione di tipo metodologico-culturale ma anche e soprattutto un ulteriore deleterio scossone organizzativo con ripercussioni gravissime sulla tutela. Ci auguriamo, al contrario, che il Ministro, come ha anticipato lui stesso in varie occasioni, preferisca consolidare il nuovo assetto, riservando la sua attenzione e sensibilità ai meccanismi di applicazione di questa riforma promossa dal suo predecessore, risolvendo i problemi logistici segnalati dai tecnici del MiBAC, incrementando il personale tecnico e le attrezzature, sviluppando unattiva azione di formazione del personale, che favorisca la collaborazione con il mondo delluniversità e della ricerca.
Andrea Carandini, Emerito di archeologia Università Sapienza Roma, già Presidente del Consiglio superiore Beni culturali e paesaggistici del MiBAC

Daniele Manacorda, Ordinario di archeologia Università di Roma Tre, Comitato scientifico Soprintendenza di Roma e Parco archeologico del Colosseo

Giuliano Volpe, Ordinario di archeologia Università di Foggia, già Presidente del Consiglio superiore Beni culturali e paesaggistici del MiBAC



Cristina Ambrosini Soprintendente Archeologia Belle Arti Paesaggio città metropolitana Bologna e province Modena Reggio Emilia Ferrara

Paul Arthur, Ordinario di archeologia e Direttore della Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici Università del Salento, Presidente della Società di Archeologi Medievisti Italiani (SAMI)

Andrea Augenti, Ordinario di archeologia Università di Bologna, Comitato scientifico del Parco archeologico del Colosseo
Carlo Beltrame, ricercatore di archeologia Università Ca Foscari di Venezia

Paolo Biagi, Ordinario di archeologia Università Ca Foscari di Venezia

Caterina Bon Valsassina, già Direttore generale Archeologia Belle Arti e Paesaggio del MiBAC

Gian Pietro Brogiolo, già Ordinario di archeologia Università di Padova, già funzionario archeologo MiBAC

Alfredo Buonopane, associato di Storia romana ed Epigrafia latina, Università di Verona

Giuliana Calcani, Associato di archeologia Università Roma Tre

Franco Cambi, Associato di archeologia, Università di Siena

Alberta Campitelli, ICOM Lazio, Docente LUISS

Federico Cantini, Ordinario di archeologia Università di Pisa

Paolo Carafa, Ordinario di archeologia Università Sapienza Roma, Comitato Scientifico Museo Nazionale Romano

Giovanni Carbonara, Emerito di restauro architettonico Università Sapienza Roma, già Presidente del Comitato Tecnico Scientifico per il Paesaggio del MiBAC

Alberto Cazzella, Ordinario di archeologia Università Sapienza Roma

Antonio Curci, Associato di archeologia, Università di Bologna

Carla Di Francesco, Direttore Fondazione scuola dei beni e delle attività culturali, già Segretario generale del MiBAC

Vincenzo Fiocchi Nicolai, Ordinario di archeologia Università di Roma Tor Vergata

Sauro Gelichi, Ordinario di archeologia Università Ca Foscari di Venezia, già funzionario archeologo MiBAC
Elvia Giudice, ricercatore diu archeologia Università di Catania

Letizia Gualandi, Ordinario di archeologia Università di Pisa, Comitato tecnico scientifico Archeologia del MiBAC

Vera Greco, Direttore Parco archeologico di Naxos-Taormina

Maurizio Harari, Ordinario di archeologia e Direttore Dipartimento di Studi Umanistici Università di Pavia

Ettore Janulardo, storico dellarte, professore a contratto Università di Bologna

Tiziana Maffei, Presidente ICOM Italia

Daniele Malfitana, Direttore CNR-IBAM, Comitato tecnico scientifico Archeologia del MiBAC

Federico Marazzi, Ordinario di archeologia Università Suor Orsola Benincasa Napoli

Maura Medri, Ordinario di archeologia Università Roma Tre

Rosaria Mencarelli, Soprintendente Archeologia Belle Arti Paesaggio dellAbruzzo

Marica Mercalli, Soprintendente Archeologia Belle Arti Paesaggio dellUmbria

Marco Milanese, Ordinario di archeologia e Direttore Dipartimento di Storia, Scienze dell'Uomo e della Formazione Università di Sassari

Alessandra Molinari, Ordinario di archeologia Università di Roma Tor Vergata

Stefano Francesco Musso, Ordinario di Restauro Università di Genova, Presidente SIRA-Società Italiana per il Restauro dell'Architettura

Silvia Pallecchi, Associato di archeologia Università di Genova

Elisabetta Pallottino Ordinario di Restauro Architettonico e Direttore del Dipartimento di Architettura, Università Roma Tre

Luisa Papotti, Soprintendente Archeologia Belle Arti Paesaggio città metropolitana di Torino

Fabrizio Pesando, Ordinario di archeologia Università lOrientale Napoli

Pietro Petraroia, AD "Cultura Valore Srl" Milano, già Soprintendente ai Beni artistici e storici del MiBAC

Maria Piccareta, Soprintendente Archeologia Belle Arti Paesaggio province Lecce Brindisi Taranto

Antonio Pinelli, Emerito di Storia dellarte moderna, Università di Firenze

Antonella Ranaldi, Soprintendente ABAP di Milano

Antonia Pasqua Recchia, già Segretario generale del MiBAC

Alfonso Santoriello, Associato di archeologia Università di Salerno

Grazia Semeraro, Ordinario di archeologia Università del Salento, Comitato Scientifico Museo Nazionale di Taranto

Lucrezia Spera, Ordinario di archeologia Università di Roma Tor Vergata

Elisabetta Starnini, Ricercatore di archeologia Università di Pisa, già funzionario archeologo MiBAC

Carlo Tosco, Ordinario di Storia dell'architettura, Politecnico di Torino

Marco Valenti, Associato di archeologia Università di Siena

Jean-Pierre Vallat, Emerito di storia romana Université Diderot Paris 7

Guido Vannini, Ordinario di archeologia Università di Firenze

Claudio Varagnoli, Ordinario di restauro, Università di Chieti-Pescara

Leandro Ventura, Dirigente settore Tutela del patrimonio demoetnoantropologico e immateriale MiBAC

Enrico Zanini, Ordinario di archeologia Università di Siena




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