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Unesco, Giotto sfida i Colli del Prosecco
Silvia Moranduzzo
Corriere del Veneto 19/1/2019

È stata presentata ieri a Roma la candidatura a sito Unesco 2020 di Padova Urbs Picta, che comprende la Cappella degli Scrovegni. Parte così la sfida ai Colli del Prosecco, candidati nel 2019.

Una guerra senza colpi di cannone, senza trincee, senza mitragliatrici. Una guerra che si combatte tra uno dei più grandi artisti della storia della pittura e uno dei vini veneti più conosciuti al mondo. Una guerra tra Giotto e il prosecco. È stata presentata ieri a Roma ufficialmente la candidatura a sito Unesco 2020 di Padova Urbs Picta, che racchiude il ciclo di affreschi del Trecento della Cappella Scrovegni, del Palazzo della Ragione, della Basilica del Santo, della cappella della Reggia carrarese, dell’oratorio di San Giorgio, della chiesa degli Eremitani, del Battistero del Duomo e dell’oratorio di San Michele. Ma un’ombra sembra calare minacciosa su Padova. L’ombra delle Colline del prosecco, candidatura a sito Unesco 2019 fortemente voluta e supportata dal governatore del Veneto Luca Zaia.

Sempre per il 2019 sono candidati anche il Parco nazionale della Sila e le Alpi Marittime ma c’è posto solo per due siti. Quello che verrà escluso potrebbe gareggiare con l’Urbs Picta l’anno successivo. E visto che già una volta le Colline del Prosecco sono state bocciate, l’anno prossimo potrebbe trasformarsi in un duello tutto veneto. «Sarebbe una gara ridicola e penosa – afferma lo storico dell’arte Vittorio Sgarbi – La proposta di Zaia è convincente perché volta allo sviluppo economico della zona del prosecco, un bene legato alla tradizione popolare. È una candidatura diversa dalle altre, per così dire innovativa, perché vuole come porre un marchio di valore. Invece Giotto è il monumento in senso stretto, è più pertinente ma questo non mette in contrapposizione le due candidature. Non sono incompatibili, sono complementari. Anzi, il prosecco è legato in qualche modo a Giotto, come la tradizione popolare è legata alla Storia in senso più ampio. È ridicolo che ancora Giotto non abbia un vincolo, l’Unesco ha bisogno di Giotto e queste regolette di limitare le candidature sono ridicole. Abbiamo da una parte il riconoscimento dell’identità del Veneto nel prosecco e dall’altra abbiamo un valore consolidato che è Giotto».

Una situazione che non spaventa nemmeno l’amministrazione patavina anche perché alcune indiscrezioni dicono che forse verrà ritirata la candidatura del Parco nazionale della Sila. In quel caso non ci sarebbe nessuna competizione tra Giotto e il prosecco di Zaia. Si attende per il 24 gennaio il verdetto della commissione italiana Unesco: in caso di parere favorevole, la candidatura dell’Urbs Picta sarebbe spedita a Parigi.

Nella capitale francese si giocherebbe la partita finale. «Sarebbe il riconoscimento del ruolo che ci compete come capitale dell’arte del XIV secolo» ha detto l’assessore alla cultura di Padova, Andrea Colasio.



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