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Archeologia, accademici Lincei contro le Soprintendenze uniche. Volpe insorge
AgCult 14/1/2019

Per i firmatari occorre istituire soprintendenze con competenze archeologiche estese ai musei, anche a quelli attualmente autonomi, e ai parchi archeologici e rivedere le norme per la selezione dei direttori.

Gli archeologi accademici dei Lincei chiedono al ministro dei Beni culturali Alberto Bonisoli di procedere a una profonda revisione dellattuale organizzazione degli uffici periferici. In particolare, al fine di raggiungere livelli di efficienza nella tutela del patrimonio culturale, i sottoscrittori dellappello al ministro sottolineano lurgente necessità di istituire soprintendenze con specifiche competenze archeologiche estese ai musei, anche a quelli attualmente autonomi, e ai parchi archeologici e di rivedere le norme per lespletamento dei concorsi onde ricondurre la scelta dei dirigenti nelle regole generali della pubblica amministrazione. Tra i firmatari ci sono nomi di primo piano dellarcheologia italiana: da Filippo Coarelli ad Adriano La Regina, da Carlo Rescigno a Salvatore Settis, solo per fare alcuni nomi. Si tratta in tutto di 15 firmatari.

LANNUNCIO DI BONISOLI
Gli accademici dei Lincei prendono spunto dalle parole del ministro Bonisoli su unimminente riforma del Ministero dei Beni Culturali. Tra qualche settimana, infatti, Bonisoli renderà noti i contenuti della riforma del Mibac cui sta lavorando da alcuni mesi. Si tratterà del superamento, la nuova fase di uno sviluppo organizzativo che è fisiologico in tutte le organizzazioni complesse come il ministero. Al momento Bonisoli si sta concentrando sugli snodi più importanti: il ruolo, il numero, larticolazione delle soprintendenze e in base a questo prenderemo decisioni che espliciteremo tra qualche settimana, ha spiegato nel corso di una conferenza stampa presso lAssociazione della Stampa Estera a Roma. Rispondendo a una domanda dei corrispondenti esteri, Bonisoli ha spiegato che proprio per quanto riguarda larcheologia, ci sono due petizioni, due parti che si stanno confrontando. Si denota una qualche forma di disagio e criticità e questo va affrontato. Parlando alle Commissioni Cultura riunite di Camera e Senato, dissi che una volta definita la parte relativa al personale avremmo cominciato a mettere mano allorganizzazione del ministero. Ed è quello che stiamo facendo in questo momento.

GIULIANO VOLPE
Una presa di posizione quella degli archeologi accademici dei Lincei che ha sconcertato il presidente del Consiglio Superiore dei Beni Culturali Giuliano Volpe, primo firmatario di un altro appello al ministro (menzionato da Bonisoli alla Stampa Estera) a favore, in questo caso, della riforma Franceschini che ha istituito le Soprintendenze uniche (anche se necessitano di opportuni aggiustamenti fisiologici, ha dichiarato).

Secondo Volpe, gli archeologi dellAccademia dei Lincei sono colpevoli non solo di chiedere il ripristino delle soprintendenze archeologiche, ma addirittura leliminazione dei musei e parchi autonomi. Insomma via lautonomia di Pompei, del MANN, del MArTA, del MuRC, li vorrebbero riportare a essere meri uffici delle soprintendenze. Direttori non più a tempo determinato, con selezioni internazionali (certamente da migliorare, che dubbio cè!) che quindi possano essere valutati alla fine del mandato (se hanno fatto bene, confermati, altrimenti via), ma direttori a vita come nei bei vecchi tempi. Bentornati nellOttocento!.

Che ci siano tante cose da cambiare e migliorare nellattuale sistema, che ha solo pochi anni di vita, scrive su Facebook Volpe, lo so bene e io stesso nel 2014 proposi (avendo contro tutti) soprintendenze uniche regionali, dirette da dirigenti di prima fascia, con vari dipartimenti allinterno, compresi i poli museali, diretti da dirigenti di seconda fascia. Soprintendenze con autonomia amministrativa e gestionale, oltre che scientifica, al pari della Soprintendenza speciale di Roma, Con CdA e Comitati scientifici.

Una soluzione ben diversa da un mero nostalgico ritorno al passato, alla frammentazione disciplinare e settorializzazione del patrimonio. Per Volpe serve un profondo cambio di mentalità! Se continua a prevalere la visione proprietaria del patrimonio, la tendenza a considerare cosa propria un museo, un monumento o un territorio, a stendere filo spinato e a erigere muri, a rifiutare collaborazioni e integrazioni disciplinari, a decidere chi può lavorare e chi no, a preferire le diffide al confronto, a considerare i cittadini nemici invece che alleati, nessuna riforma funzionerà, con soprintendenze uniche o settoriali. Cè una grande riforma culturale da fare.

Infine, conclude il presidente del Consiglio superiore, mi attenderei ora che i firmatari presenti in Comitati scientifici e CdA di Musei e Parchi autonomi diano coerentemente le dimissioni dalle loro cariche in organismi ritenuti inutili.

LAPPELLO DELLINASA
Gli accademici dei Lincei sostengono lappello a Bonisoli pubblicato sul sito dellInasa (Istituto Nazionale di Archeologia e Storia dellArte). Nel documento pubblicato il 20 dicembre scorso (che ha raccolto oltre mille adesioni tra gli archeologi italiani) si parte dallaffermazione che a più di due anni dalla attuazione della seconda fase della riforma organizzativa attuata da Franceschini sul Ministero per i Beni Culturali si può affermare senza reticenze e dubbi che, almeno per quanto riguarda larcheologia, essa è fallita e sta producendo risultati devastanti. Al centro delle critiche dellInasa ci sono le Soprintendenze uniche che avrebbero, a giudizio dei sottoscrittori, esposto larcheologia a un grave rischio di delegittimazione.

LE RICHIESTE Pertanto, dopo aver elencato i tanti punti che secondo loro avrebbero danneggiato il lavoro degli archeologi, gli estensori del documento credono sia assolutamente necessario, prima che la situazione degeneri ulteriormente procedere al ripristino di Uffici di Soprintendenza autonomi esplicitamente dedicati alla archeologia, che esercitino insieme funzioni di tutela, ricerca e valorizzazione, ripristinando le sedi originarie. In secondo luogo, occorre ripristinare la Direzione Generale Archeologia che garantisca coordinamento e omogeneità di azione a livello nazionale per quanto riguarda la tutela e aspetti specifici di rilievo nazionale come larcheologia subacquea e la numismatica.

Inoltre, per lInasa è necessario riaccorpare alle Soprintendenze archeologiche i Musei Archeologici e le aree archeologiche non autonome. Oltre a prevedere per la direzione dei più importanti musei e parchi archeologici concorsi pubblici con commissioni di esperti in archeologia e non generiche selezioni svolte da ununica commissione eterogenea, che demanda la decisione finale al Ministro o a un Direttore Generale dal Ministro nominato. Infine, conclude il documento, bisogna garantire con regolamenti specifici la qualità, la dignità, i diritti scientifici e le responsabilità degli archeologi professionisti e degli archeologi che operano allinterno delle amministrazioni pubbliche, attraverso il possesso dei necessari requisiti universitari.

https://agcult.it/2019/01/14/archeologia-accademici-lincei-contro-le-soprintendenze-uniche-volpe-insorge/


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