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Firenze. Crepe sull’antico ingresso di Boboli. «Colpa di acqua, autobus e cantieri»
Antonio Passanese
Corriere Fiorentino 5/2/2019

Piazza della Calza, i vigili del Fuoco chiamati dai cittadini transennano l’entrata seicentesca

Le infiltrazioni d’acqua, certo. Ma a causare piccoli distacchi e profonde crepe dall’antico ingresso pedonale del Giardino di Boboli, in piazza della Calza, sono state soprattutto le vibrazioni dovute al passaggio continuo dei autobus di Ataf e dei «mammut» rossi (che, fortunatamente, da novembre dello scorso anno non accedono più in Oltrarno). Ma anche gli scavi fatti a pochi metri di distanza per posizionare i cassonetti interrati.

«Queste strade, quelle del centro storico intendiamo, sono state concepite per le carrozze, i cavalli, i calessi, e non per mezzi che pesano decine di tonnellate. È chiaro che se ci si passa oggi e ci si passa domani, poi il risultato è questo. In ogni caso, non c’è alcun pericolo e non ci sono danni strutturali irreparabili. Ma bisogna intervenire prima che le piogge provochino altri problemi», fanno sapere dal dipartimento architettura degli Uffizi. I tecnici delle Gallerie hanno accertato che, rispetto allo scorso anno, lo stato di salute dell’antica entrata sembra peggiorato, quindi infiltrazioni, crepe e distacchi vanno risolti «in fretta, il prima possibile», anche se i mattoni hanno fatto in modo che l’arco tenesse e non collassasse dopo tutta l’acqua venuta giù negli ultimi mesi. Intanto domenica, i vigili del fuoco per precauzione hanno transennato l’area in attesa che vengano fatte altre verifiche: poi, appena pronto il progetto, si interverrà sulla muratura lesionata (quella accanto all’estradosso di destra e sinistra, per intendersi), si consolideranno le sottofondazioni e si restaurerà l’intonaco.

Realizzato tra il seicento e il settecento, l’ingresso pedonale di piazza della Calza non viene utilizzato da più di un secolo, dunque i visitatori del parco mediceo non corrono alcun rischio. Ma è bene ricordare che accanto all’arco lesionato c’è una fermata dei bus sempre molto affollata, e che quel marciapiede che corre lungo il muro è sempre pieno di pedoni che si recano verso piazza di Porta Romana, il giardino delle Scuderie, l’istituto d’Arte o il piazzale Michelangelo. Essendo un punto «sensibile» gli Uffizi hanno optato per «lavori di somma urgenza» che inizieranno non appena saranno terminate le verifiche statiche.

«Abbiamo già chiesto un preventivo — continuano dal dipartimento architettura — Gli interventi dovrebbero durare qualche settimana ma l’area sarà off limits per un tempo imprecisato perché bisognerà attendere che l’intonaco si asciughi». Per evitare che in futuro si ripresenti lo stesso problema forse anche il Comune «dovrebbe ripensare ai passaggi dei bus nelle strade dell’area Unesco, soprattutto accanto a monumenti ed edifici storici — l’appello dei comitati dell’Oltrarno a Palazzo Vecchio — Una soluzione potrebbe essere quella di utilizzare solo veicoli più piccoli, che forse fanno meno danni».




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