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Brescia. Provincia, è guerra al cemento
Pietro Gorlani
Corriere della Sera - Brescia 1/3/2019

Pianificazione del territorio. Presentate dal presidente Alghisi le nuove linee guida del Piano territoriale di coordinamento

Stop ai capannoni, riduzione del 25% delle aree edificabili, mille ettari di campi da tutelare

Non è più tempo di capannoni, di terreni agricoli da valorizzare con prefabbricati, molti dei quali, negli anni della crisi destinati a diventare cattedrali nel deserto, ecomostri che nessuno ora sa come riqualificare. La Provincia ha presentato ieri le linee guida del Piano territoriale di coordinamento che prevede una riduzione del 25% delle aree edificabili, mille ettari di campi da tutelare.


Dopo labbuffata cementizia degli anni Novanta e dei primi anni Duemila, il cui apice è stata la Tremonti Bis che incentivava la cancellazione di suolo agricolo per far spazio ad un florilegio di capannoni si intravvede una nuova era nella gestione del suolo.

Fondamentale è stata la legge regionale 31 del 2014 (voluta dallex assessore al Territorio Viviana Beccalossi) che ha di fatto congelato la possibilità di consumare nuovo suolo agricolo. Legge che non ha cancellato le aree edificabili già inserite nei 205 piani di governo del territorio comunali (per complessivi 5.637 ettari). Scaduta la deroga dei 30 mesi, durante la quale i privati proprietari delle aree edificabili dovevano richiedere i piani attuativi, ora la Regione sta tracciando un primo bilancio per capire quanti di quei 5.637 ettari saranno realmente cementificati. Nel frattempo la Provincia di Brescia, in sintonia con la norma regionale, ha deciso di rendere più severe le linee guida del suo Piano territoriale di coordinamento provinciale, dando linee guida più stringenti ai Comuni: Vogliamo ridurre del 25 per cento le aree costruibili spiega il presidente Samuele Alghisi con lobiettivo minimo di mille ettari. Chiederemo alle amministrazioni locali di andare a togliere ledificabilità su quelle aree per le quali i privati non hanno avanzato alcuna richiesta di cemento negli ultimi cinque anni. Non solo. Si cercherà anche di omogeneizzare meglio il territorio, tutelando le aree agricole a maggior pregio, utilizzando il principio della compensazione, che permette di concedere aree edificabili (di pari estensione) in unaltra zona del Comune. Vorremmo che i Comuni dimensionino i loro piani di governo del territorio alleffettivo fabbisogno delle loro comunità. Senza speculazioni ma anche senza autoriduzioni autolesioniste aggiunge Alghisi. Insomma, in medio stat virtus paiono dire il presidente del Broletto e il consigliere delegato al Territorio, Giambattista Groli. Già, perché una volta ridotte le aree edificabili, poi è difficile reinserirle.

I dati diffusi ieri in Provincia dicono una cosa: la legge regionale 31 del 2014 nel Bresciano è stata rispettata. Dal 2014 al 2019 solo 9 ettari di aree agricole sono state sottratte allagricoltura ha spiegato il dirigente del settore Territorio, Riccardo Davini. Le eccezioni si contano in sette comuni: Calcinato e Calvagese hanno rosicchiato nel complesso due ettari di campi per inserirli nei loro Pgt; 9 ettari se ne sono andati con i procedimenti Suap (sportello unico attività produttive, pensato per lampliamento di aziende esistenti) di Provaglio dIseo (Aqm), Bedizzole (Tovo Gomme), Lograto (autotrasporti Cram), Isorella (Gia.Da), Monticelli Brusati (Tecnopress). Attenzione, questo non significa che negli ultimi 5 anni sono stati cementificati solamente 9 ettari; questa è la superficie sottratta allarea tutelata (188.643 ettari, compresi gli alpeggi). Secondo il report di Ispra la cementificazione in provincia viaggia su una media di 78 ettari lanno. Che a qualcuno può sembrare tanto ma è poca cosa se paragonata ai ritmi pre-crisi, dieci volte maggiori. Per rendersene conto bisogna sfogliare il denso report Levoluzione delluso del suolo dal 1999 al 2012 (Masini et. Al. 2014), reperibile anche sul web: dal 1999 al 2007 sono stati consumati 840 ettari di suolo libero lanno. Invece ai ritmi attuali potrebbero passare 80 anni prima che si consumi tutta larea edificabile ancora disponibile. Che il Broletto è intenzionato a ridurre ulteriormente. Come? Con il nuovo Ptcp (che avrà due anni di gestazione): i comuni nei nuovi Pgt dovranno verificare leffettivo fabbisogno residenziale, tenendo conto della riqualificazione del territorio e della minimizzazione del consumo di suolo. Poi li si invita a tenere conto dei presupposti previsti dai commi 6 e 9 dellarticolo 5 della legge regionale 31/2014: in caso di mancata presentazione del piano attuativo da parte dei privati nei 30 mesi successivi Il Comune valuta in via principale e preferenziale, il non mantenimento o la riduzione degli ambiti di trasformazione vigente. Se la loro eliminazione risulta difficoltosa si invita ad adottare il principio della compensazione: tutelare le aree più di pregio cedendone altre di pari estensione in zone più degradate. Lobiettivo finale è quello posto dallUnione Europea: zero consumo di suolo entro il 2050. Una sfida indirettamente collegata alla questione dei cambiamenti climatici, alla sopravvivenza del pianeta e della nostra provincia.




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