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Bergamo. Giornate di primavera. Il Fai apre prigioni, torri, palazzi e l’acciaieria Lucchini
f.p.
Corriere della Sera - Bergamo 19/3/2019

Due antiche prigioni aprono le loro sbarre, e insieme si spalancano anche musei e torri, chiese e palazzi, borghi e conventi e anche un’acciaieria: mai così tanti i beni aperti per le Giornate di primavera del Fondo ambiente italiano. «Sarà una festa della cultura», annuncia il capodelegazione Fai di Bergamo Claudio Cecchinelli. Centoventi volontari e 170 studenti si occuperanno di ventinove proposte di visita nel prossimo fine settimana, dalla Bassa di Calvenzano ai 1.019 metri di Vilminore. Tanto che si è deciso di organizzarsi anche attraverso itinerari tematici: «Luoghi di pena e di delizia», «I borghi che non ti aspetti», «Il futuro ha un grande passato», «La fede dei nostri avi» e «Il conte, Milady e i Cavalieri». In prima fila i beni di solito inaccessibili, come la torre campanaria di Caravaggio e quella del castello Giovanelli di Luzzana. Per proseguire con Palazzo Bazzini a Lovere, il Palazzo Pretorio di Vilminore, la Fucina di Teveno con il leonardesco meccanismo idroeolico, e poi in Città Alta la carceri di Sant’Agata e Palazzo Moroni (per i soli iscritti Fai). Ma tra le primizie c’è anche la chiesa di San Bernardino a Caravaggio, i cui affreschi possono essere visti per la prima volta dopo il recente restauro. Sempre a Caravaggio, visite alla cappella Bramantesca del Santissimo Sacramento alla chiesa di Santa Elisabetta con il suo coro ligneo, alla pinacoteca di palazzo Gallavresi. A poca distanza, a Calvenzano, l’Oratorio della Madonna dei Campi. Molto ampio il capitolo di Lovere con le sue otto visite previste, che permetterà di scoprire Palazzo Bazzini e la cappella Canova dell’Accademia Tadini, ma anche la Siderurgica Lucchini, dove sabato si potrà seguire (su prenotazione) il ciclo di lavorazione dell’acciaio. Si potranno anche scoprire i borghi storici di Luzzana e Vertova con visita all’ex convento dei Cappuccini, l’area archeologica romana di Cavellas a Casazza, il santuario della Madonna del Pianto ad Albino con opere di Moroni e Salmeggia. «La giornata coinvolge la ricchezza del patrimonio storico e artistico della provincia ma anche del patrimonio umano, visto il grande aiuto dei volontari», dice il consigliere provinciale delegato al Turismo Claudio Bolandrini. «Volontari e scuole vengono coinvolte sulla base del principio di cittadinanza attiva, perché il patrimonio è della collettività — aggiunge Cecchinelli —. Abbiamo ereditato questi beni e abbiamo il dovere di trasmetterne la conoscenza, perché si ama ciò che si conosce». Gli orari di massima per le visite sono sabato dalle 14 alle 18 e domenica dalle 9.20 alle 13 e dalle 14 alle 18, ma con variazioni a seconda del bene. Per tutte le informazioni consultare il sito www.giornatefai.it.



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