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Napoli. Svelate al Mann le Tre Grazie di Canova. Sette giorni di viaggio, scortate dalla polizia
Natascia Festa
Corriere del Mezzogiorno - Campania 28/3/2019

Giunte da San Pietroburgo con altre 5 opere dellartista, sono le star della mostra che si apre oggi

Il velo non lhanno mai avuto. Anzi, dal 1817, anno della loro nascita, in tutto il mondo sono diventate famose anche per questo. Lhanno indossato eccezionalmente in occasione del lungo viaggio da San Pietroburgo a Napoli. E, dopo una settimana trascorsa in un tir continuamente monitorato, sono arrivate ieri mattina come delle vere e proprie star.

Le Tre Grazie di Antonio Canova sono il fulcro della grande mostra dedicata allo scultore simbolo del neoclassicismo che si inaugura oggi, al Mann, con un capitale mai esposto prima: ben 110 sono infatti le opere in esposizione, da vari musei prestatori grandi modelli e calchi in gesso, bassorilievi, modellini, disegni messi in dialogo con i capolavori dellarte classica dellArcheologico. Quando sono partite dallErmitage avvolte in una sorta velo-pellicola e imballate in una cassa speciale sono state immediatamente scortate dalla polizia e così protette sono arrivate fino al confine russo.

Né hanno affrontato il lungo viaggio da sole. Il gruppo scultoreo è stato infatti accompagnato da altri cinque capolavori provenienti dal ricchissimo corridoio canoviano dellErmitage che custodisce la più grande collezione al mondo dellartista italiano.

I compagni di viaggio sono stati: LAmorino Alato , LEbe , La Danzatrice con le mani sui fianchi , Amore e Psiche stanti e la testa del Genio della Morte .

Ingresso trionfale per una volta è proprio il caso di dirlo ieri al Museo Archeologico di Napoli e arrampicata nella sala della Meridiana dove il gruppo sarà lapice dellapollinea fruizione della mostra.

Si può ben immaginare la gioia del già pluridecorato direttore del Mann, Paolo Giulierini che ha lasciato a Sergej Androsov, capodipartimento delle arti figurative occidentali dellErmitage, il privilegio di svelare le Tre Grazie . Con loro, il curatore della mostra Giuseppe Pavanello. Eccole queste Dee benefiche, figlie di Zeus e di Eurinome (o Era secondo altri) che, almeno nella versione di Esiodo, si chiamano: Aglaia lOrnamento ovvero lo Splendore; Eufrosine la Gioia o la Letizia; Talia la Pienezza ovvero la Prosperità e Portatrice di fiori. La mostra Canova e lantico è intessuta di dialoghi e di storie, di relazioni tra uomini, paesi ed epoche. E la storia di questo trittico risale a Giuseppina di Beauharnais, la prima moglie di Napoleone Bonaparte che commissionò a Canova il gruppo scultoreo. Josephine non riuscì a vedere le Tre Grazie (scomparve nel 1814) ma quelli che le videro ne rimasero spiazzati. Lopera ebbe da subito un successo clamoroso, ispirando anche Foscolo che, comè noto, per loro scrisse Alle Grazie: Forse (o chio spero!) artefice di Numi, /nuovo meco darai spirto alle Grazie /chor di tua man sorgon dal marmo .

Quello stesso marmo che Canova aveva amato e ricercato nelle antichità ercolanesi e pompeiane proprio a Napoli, città che così descriveva: ...veramente situata in una delle più amene situazioni del mondo. E il suo rapporto con la sirena Partenope fu stretto. Iniziò un po come facevano tutti, da giovane viaggiatore sulle tracce delle antichità anche di Paestum, finché non divenne lartista di fama cui i regnanti e aristocrazia napoletana commissionavano opere. Come la prima che giunse in città, Adone e Venere , allinizio del 1795, acquistata dal giovane marchese Francesco Berio e oggi ora conservata al Museo di Ginevra e inamovibile. In mostra, a ricordarla ci sarà un grande gesso proveniente dalla collezione di Giovanni Falier, talent scout di Canova (fu lo stesso artista veneto, infatti, a donarglielo).

Loriginale a Napoli divenne subito evento con deliri rock. A causa dellaffollamento, i proprietari furono costretti alla chiusura del tempietto nel giardino di palazzo Berio. Un precedente benaugurante per la grande mostra del Mann.

Stamani anteprima con oltre ai citati il governatore Vincenzo De Luca, Vittorio Sgarbi, presidente della Fondazione Canova di Possagno, Maurizio Cecconi (Ermitage), lassessore comunale Nino Daniele, Chiara Casarin, direttrice Musei Civici Bassano del Grappa. Apertura al pubblico alle 17 con il direttore generale Musei del Mibac, Antonio Lampis.

Viaggio in Italia per le Tre Grazie fino al 30 giugno.



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