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Torino. Mostre e musei, declino della cultura
Paolo Morelli
Corriere della Sera - Torino 8/4/2019

Pochi spazi, meno biglietti. Solo il teatro va

La cultura a Torino smette di crescere. I suoi numeri restano più o meno stabili rispetto ai raffronti possibili (sulla base di cifre disponibili) ma questo è un dato che non consola soprattutto se si pensa che nelle altre città italiane si moltiplicano le iniziative in tutti i settori per far sì che i dati dellannata precedente vengano superati dallo slancio che portano le nuove iniziative. Crescita zero, dunque è limmagine che si può recuperare dai numeri dellOsservatorio Culturale del Piemonte, sebbene, stando al Rapporto Rota 2018, la città conti un numero imprese del settore cultura e tempo libero che la colloca al quarto posto in Italia (sul podio Roma, Milano e Napoli). Torino è terza, invece, per numero di spettacoli dal vivo (190.000 nel 2016). Anzi, incrociando i dati dei musei ma ne mancano allappello alcuni, che non hanno ancora comunicato tutti i dati 2018 con le considerazioni del Rapporto Rota, la sensazione è che la città abbia una serie di potenzialità non sfruttate.
Le conclusioni della ricerca

La specializzazione di Torino nel settore cultura e tempo libero scrivevano i ricercatori nelle loro conclusioni è la più bassa tra tutte e le città metropolitane italiane, rilevando, poi, la mancanza di spazi adatti alle fiere, a parte il Lingotto che comunque resta lunico in città. Il settore, invece, avrebbe grandi possibilità. I visitatori dellultima edizione del Salone del Libro, ad esempio, furono 144.386, in leggera crescita rispetto al 2017 (quando furono 143.815). Un crescita lieve registrata anche da Artissima, che nellultima edizione ha richiamato 54.800 visitatori, 2.800 in più rispetto al 2017. Mentre era cresciuta molto di più The Others, per restare nel weekend delle arti contemporanee, registrando un aumento del 30%. Lievissima la crescita di Flashback e stabile Paratissima. Insomma, il pubblico cè ed è anche in leggero aumento. Una stabilità che si osserva anche per i festival cinematografici, come nel caso del TFF, che allultima edizione ha comunicato 63.000 spettatori, in linea con gli anni precedenti. Si aggiungono poi diversi eventi allaperto come il Salone del Gusto, che allultima edizione ha stimato 1 milione di visitatori, come nel 2016.
Musei 100 mila visitatori in meno

Quanto ai musei, il report completo sul 2018 dellOsservatorio Culturale del Piemonte è atteso per il mese di maggio, come di consueto. In compenso, però, esiste il dato complessivo della Città metropolitana di Torino, che lo scorso anno ha richiamato circa 5.200.000 visitatori (ma sono online anche i vari report mensili che però non sono del tutto completi). Il dato disponibile, però, sancisce un calo, perché nel 2017 furono poco più di 5.300.000 i visitatori complessivi. Uno stop che sarebbe confermato dal dato rilevato dallOsservatorio Turistico Regionale, che ha registrato un calo dell11,5% nelle vendite della Torino+Piemonte Card. Il dato non può fotografare lintero sistema culturale, ma può essere un sintomo. Sulla flessione generale dello scorso anno, poi, non pesa nemmeno il vistoso calo della Reggia di Venaria, compensato dal boom dei Musei Reali. Se nel 2017, infatti, lex dimora sabauda stabilì il record di 1.048.834 visitatori, lo scorso anno ha chiuso a quota 958.903. Quanto ai Musei Reali, la quota di 461.250 visitatori dello scorso anno ha fatto guadagnare al complesso lattenzione nazionale per la sua percentuale di crescita, oltre il 27%, in quanto nel 2017 accolse 360.000 visitatori.
Leccezione della Gam

Unaltra realtà in crescita è la Gam, che è passata dai 145.000 visitatori del 2017 ai 187.000 del 2018 e che trascina la Fondazione Torino Musei insieme al Mao, che ha guadagnato oltre 14.000 visitatori (toccando quota 108.000). Aumenti che cancellano il calo di Palazzo Madama, sceso a 211.000 accessi a fronte dei 228.000 del 2017, già in netta discesa rispetto al 2016, quando registrò 313.000 persone. Stando ai dati disponibili, la sensazione è che i numeri dello scorso anno siano in linea con lanno precedente, dove però la Città metropolitana di Torino registrava una crescita di circa 300.000 visitatori allanno a partire dal 2015. E il capoluogo pesava, in media, per oltre il 70% del dato complessivo. I numeri torinesi sono stati più altalenanti ma sempre intorno ai 3 milioni e 700 mila visitatori, che nel 2018 rischiano di scendere di 100.000 unità. Si tratta, appunto, di una stima. Da un lato ci sono realtà museali che hanno già comunicato un calo, come il Museo del Cinema, che a inizio anno ha diffuso i dati del 2018 ammettendo una perdita di circa 55.000 visitatori. Dallaltro lato ci sono altre realtà come la Villa della Regina, che il Mibac ha certificato in leggera crescita rispetto al 2017 (più 4000 visitatori).
Stabili gli spettacolo dal vivo

Nel triennio 2015-2017 il trend per queste forma darte è cresciuto in tutto il Piemonte per numero di biglietti venduti (+5,7%) nonostante il numero di rappresentazioni sia rimasto stabile, certificando quindi un aumento di interesse da parte del pubblico. Laumento, però, è trainato dallattività coreutica, che ha segnato un +15,3%, seguita dallattività musicale (+8,6%) e dal lieve aumento dei biglietti venduti per gli spettacoli teatrali (+1,7%). In generale, lo spettacolo dal vivo richiama circa 2 milioni e mezzo di spettatori allanno in tutto il Piemonte. Qui, i dati non sono aggiornati in quanto, come precisato dallAgis in un incontro pubblico di qualche giorno fa, passano quasi tutti al vaglio di Siae per i conteggi. La cosa certa, in attesa dei dati completi, è che il sistema culturale piemontese e torinese soprattutto tra cali e crescite che si sono compensate a vicenda abbia interrotto la propria crescita, pur attestandosi su un livello che si può considerare soddisfacente.



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