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Roma. «Monumenti, via gli ambulanti»
Andrea Arzilli
Corriere della Sera - Roma 9/4/2019

Decoro da rilanciare. Dimezzate le postazioni ora autorizzate. «Liberate» Fontana di Trevi e via della Conciliazione
a sindaca Raggi: «Bancarelle e camion bar rovinano l’immagine della città, saranno spostati»

«Da anni i monumenti della città sono “devastati” da ambulanti che vendono bibite, panini, piccoli gadget di fronte ai nostri gioielli d’arte. Questo è intollerabile». La sindaca Virginia Raggi spiega così sui social il motivo che ha spinto i vertici del Campidoglio a prendere una importante decisione per difendere il decoro: «Via bancarelle e camion bar che rovinano l’immagine di Roma». In pratica verranno dimezzate le postazioni esistenti, scompaiono quelle dichiarate incompatibili con il decoro, tra ambulanti, camion bar, postazioni anomale, rotazioni, stagionali e fiorai. Tra gli spostamenti, saranno liberate Fontana di Trevi e via della Conciliazione.


«Via bancarelle e camion bar che rovinano l’immagine di Roma», dice Raggi. Dimezzate le postazioni esistenti, scompaiono quelle dichiarate incompatibili con il decoro, tra ambulanti, camion bar, postazioni anomale, rotazioni, stagionali e fiorai. «Da anni i monumenti della città sono “devastati” da ambulanti che vendono bibite, panini, piccoli gadget di fronte ai nostri gioielli d’arte. Questo è intollerabile», continua la sindaca sui social. E infatti alla chiusura, ieri mattina, dal Tavolo del decoro — struttura cui partecipano Soprintendenza speciale, Sovrintendenza capitolina, dipartimento Attività produttive del Comune e polizia locale, con Regione Lazio e MiBact alla finestra in attesa del protocollo d’intesa da firmare con il Campidoglio — esce la quadra sulle postazioni compatibili con le zone di Roma di «particolare valore» archeologico o artistico per le «attività in forma ambulante o su posteggio». E la sforbiciata è significativa: circa il 50%, del totale censito dal 2014 (ambiti 1 e 2: Centro, Circo Massimo e Tridente più piazza Navona, piazza della Rotonda/Pantheon) fino ad oggi (ambiti dal 4 al 7). «Ripuliamo Roma — le parole dell’assessore capitolino al Commercio, Carlo Cafarotti —, dimezzando le postazioni esistenti ritenute compatibili, le altre andranno spostate. Da Fontana di Trevi a piazza San Giovanni, fino a via della Conciliazione, non ci sarà più nessuno».

Nel dettaglio, ecco le modifiche illustrate ieri alle associazioni di categoria relativamente ai tagli alle autorizzazioni rilasciate negli anni — «Un marasma da arginare», le definisce Raggi — relativamente agli ambiti che non erano stati censiti all’epoca di Ignazio Marino sindaco: nella zona 3 (San Pietro, Borgo, Conciliazione, Sant’Angelo, Risorgimento) si passa da 23 a 7 postazioni, nella 4 (Termini, Repubblica, Castro Pretorio, Esquilino, San Giovanni) da 144 a 65, nella 5 (Gianicolo, Villa Borghese, Pincio) da 17 a 7 postazioni, nella 6 (Testaccio, Trastevere) si va da 53 a 26, e nella 7 (Caracalla, Cave Ardeatine, Ostiense, Appia Antica) le postazioni passano da 44 a 35. Numeri ridotti che vanno ad incrociare le altre due categorie individuate dalla Soprintendenza: le aree rosse, con un vincolo monumentale dichiarato e tassativo, e le aree rosa, con vincoli storico artistici, zone di rispetto oppure con condizioni d’uso particolari. «Ora c’è lo strumento, alibi e rinvii devono finire: è compito, anzi dovere, rendere più vivibile la nostra città», così il soprintendente Francesco Prosperetti. «Questo lungo lavoro ha cercato un punto di equilibrio tra le diverse esigenze, e sono convinto sia una base per definire i prossimi passi», dice Gian Paolo Manzella, assessore allo Sviluppo Economico del Lazio.

Ora, però, la palla passa ai Municipi che dovranno fare il lavoro duro, ovvero «spostare altrove tutte le postazioni irregolari», come precisa Carlo Cafarotti. E non tutti i minisindaci l’hanno presa bene: «Una rivoluzione per tutta la città, ma per realizzarla occorre lavorare in maniera sinergica con il Campidoglio — spiega Sabrina Alfonsi, presidente del Municipio I —. Gli esiti del tavolo ricadono principalmente nel centro storico dove mediamente tocca spostare il 53% delle postazioni, con picchi del 70% in zona San Pietro. È chiaro che non si possono ricollocare tutte in Centro».




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