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Sorpresa negli scavi. A Paestum emerge la «casa dei sacerdoti»
Marco Molino
Corriere del Mezzogiorno - Campania 12/4/2019

Zuchtriegel: trovate molte tracce sui riti sacrificali

Napoli. Che emozione dovevano provare i fedeli varcando l’ingresso del Tempio di Nettuno a Paestum, sentendosi minuscoli sotto le possenti colonne. Tra il quarto e il terzo secolo avanti Cristo, l’imponente struttura era già vecchia di oltre cento anni: il rispetto per le sacre pietre continuava a pervadere gli animi, ma la vita e le abitudini delle persone aveva già avuto il tempo di evolvere.

Una testimonianza di questi repentini cambiamenti è il misterioso edificio emerso a pochi passi dal tempio durante l’ultima campagna di scavi conclusa ieri nell’antica città della Magna Grecia, riconosciuta patrimonio Unesco dell’Umanità nel 1988. Quella che è stata battezzata «Casa dei Sacerdoti» apparterrebbe infatti ad un periodo successivo all’originario insediamento ellenico, quando le leve del potere erano passate nelle mani dei lucani, seguiti poco dopo dei romani.

Dunque tanta curiosità, ma poche certezze intorno a questi nuovi ambienti. Gli stessi archeologi ammettono che quella di «Casa dei Sacerdoti» è una denominazione di comodo. La destinazione di questi ambienti si fonda, per ora, solo su ipotesi tutte da verificare. «Abbiamo avviato i nuovi scavi in questo complesso che, per la sua posizione accanto all’altare del tempio cosiddetto di Nettuno, deve aver avuto un’importanza centrale nelle attività rituali», spiega il direttore degli scavi, Gabriel Zuchtriegel. «Speriamo in questo modo – continua – di avere nuovi dati sul contesto più ampio del tempio, anche perché non conosciamo ancora la divinità alla quale era dedicato. Sicuramente non era Nettuno, ma forse Apollo o Hera, o chi sa».

Vediamo cosa hanno trovato i ricercatori. Tanto per cominciare, un pavimento in grandi basoli e i segni evidenti – forse i più interessanti – di una riqualificazione d’antan. Pare che i proprietari del tempo si siano dati molto da fare, intorno al II secolo avanti Cristo, per trasformare gli ambienti.

Intanto un pozzo, che originariamente fu allestito in una delle sale, venne ostruito con materiali di risulta e resti di animali, forse sacrificali, mentre in diversi punti l’antico impiantito di travertino o terra battuta fu coperto da uno strato in cocciopesto.Una particolare attenzione ha poi suscitato il forno scoperto al centro di uno degli ambienti. Questo elemento fa emergere nuovi enigmi perché gli archeologi si sono resi conto che la stratigrafia originarie è stata sconvolta da maldestri interventi degli anni Cinquanta del secolo scorso, tra l’altro mai documentati.

«Purtroppo questo ha fatto saltare la relazione stratigrafica tra il ‘forno’ e l’edificio – dichiara l’archeologo Francesco Scelza – tuttavia la presenza di un punto di fuoco non desterebbe stupore in un santuario antico, considerando che il sacrifico prevedeva il consumo di gran parte degli animali immolati presso l’altare».

I fondi per condurre gli scavi, effettuati in un cantiere visibile al pubblico, sono giunti grazie all’evento enogastronomico Le Strade della Mozzarella, che raccoglie ogni anno a Paestum chef di fama internazionale. Ma non bastano per continuare il lavoro. «Servono ulteriori fondi – conclude il direttore – perché come spesso accade, lo scavo ha posto più domande di quante ne abbia risolte».



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