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Siracusa. Un disastro la gestione dei nostri beni culturali nelle mani del Comune
Salvatore Maiorca
Libertà Sicilia 13/4/2019

Arriva per una mostra una copia di un Caravaggio doltre confine spacciata per opera autentica. E intanto rischia il degrado il nostro, autentico, Caravaggio, in abbandono nella chiesa di Santa Lucia la Badia. Il nostro Antonello è stato in parcheggio a Palermo, ed è appena tornato: non sappiamo ancora, e forse non sapremo mai, se con o senza danni. E ora la Madonna del Laurana di Palazzolo va a Matera. Fra le proteste dei palazzolesi. Un bel pasticciaccio brutto davvero. In una città, Siracusa, in cui i beni culturali sono ormai privatizzati: alla chetichella, ma totalmente. Teatro Comunale, Latomia dei Cappuccini, Ipogei di piazza Duomo, Arthemision, tutto ciò che è nelle mani del Comune è ormai privatizzato. In silenzio. Senza alcun bando a evidenza pubblica. Senza garanzia alcuna. Il potere fa quel che vuole. Assolutamente incontrastato. Scoppia il caso Siracusa, denunciato da Gianni Bonina con la sua testata Eccellente e da noi rilanciato con lintervista del 2 febbraio scorso allo stesso Bonina.

Ora ecco un altro capitolo, anzi altri capitoli, di questa incontrastata gestione del potere in questa città. Il nostro Caravaggio, il famoso Seppellimento di Santa Lucia, rischia grosso davvero. Sottratto, da anni ormai, alla sua originaria sede della chiesa di Santa Lucia fuori le mura (alla Borgata, che a Santa Lucia è intitolata), rimane in abbandono, in semibuio, in fondo allaltar maggiore della chiesa di Santa Lucia alla Badia, in piazza Duomo. E ora comincia ad esser minacciato dallumidità.

Riportiamo quanto denuncia, senza alcuna smentita, Gianni Bonina con la sua testata Eccellente: Ristagna scrive Bonina unopera autentica di Caravaggio, Il Seppellimento di Santa Lucia, la cui presenza nella chiesa della Badia, già da quattro anni, il Centro regionale del restauro di Palermo, dopo unanalisi durata due anni, ha dichiarato incompatibile con lo stato di umidità del luogo che supera del 100% i limiti massimi tollerabili. Lopera si sta lentamente ammalorando e il retro ha già rivelato chiazze di umidità che minacciano di estendersi sul dipinto. La Soprintendenza e il Comune, mentre ringalluzziscono predisponendo mostre caravaggesche (unaltra in programma a maggio negli Ipogei di Piazza Duomo si intitolerà Caravaggio immersive) stanno lasciando nel silenzio generale che uno dei grandi capolavori del Merisi, gioiello del patrimonio artistico siracusano, si deteriori sempre più. Evviva. Da tempo denunciavamo, da queste colonne, labbandono del Seppellimento in una sede innaturale e a rischio di deterioramento. Ora ci siamo. Lo ha scritto Bonina. E nessuno ha smentito. E basta constatare.

Ma ora ecco unaltra bufala. Ammannita come grande opera. Per la cultura e il turismo. Ovviamente. Ancora Bonina, con Eccellente: Comune di Siracusa, Soprintendenza e assessorato regionale ai Beni culturali hanno fatto credere che La crocifissione di SantAndrea dal 13 aprile in esposizione al Palazzo della Soprintendenza sia quella custodita al Museo di Cleveland, attribuita ufficialmente a Caravaggio solo nel 1974, due anni prima che fosse acquistata dallo Stato dellOhio. La notizia aveva ricoperto di allori gli artefici di questa memorabile impresa, giacché non si era mai vista unopera di tale inestimabile valore attraversare loceano ed essere data in prestito addirittura per nove mesi. E infatti continua a non vedersi, perché la tela che verrà a Siracusa sarà una copia delle tre in circolazione nel mondo: quella conservata a Londra presso una collezione privata e tuttavia prima del riconoscimento ufficiale dellunica originale, lamericana quella considerata autentica, ma che autentica non è essendo opera di un copista fiammingo, Louis Finson, contemporaneo del Merisi e autore di altri remake dello stesso genio lombardo. Una volta scoperta loriginale, la tela londinese (più piccola peraltro di quattro centimetri sia in lunghezza che in altezza) ha smesso di fare andirivieni da una dichiarazione di autenticità caravaggesca a unattribuzione al copista di Burges.

Lassessore alla Cultura di Siracusa Granata e Pierluigi Carofano, uno dei due curatori della mostra siracusana, in programma fino al 10 gennaio, hanno precisato che è stata indicata come proveniente da Cleveland perché la tela a Cleveland è stata esposta insieme con quella originale: Si è trattato di un equivoco ha pensato di ammettere Carofano, mentre Granata ha voluto dire che del quadro esistono tre esemplari (cioè tre copie) e che quello in arrivo a Siracusa è stato il primo ad essere dichiarato originale: è vero, ma fino a quando il vero originale non è stato trovato e dichiarato tale.

Il bluff è caduto grazie al curatore che ha voluto mettere le cose in chiaro, ridimensionando e non di poco lesposizione presentata al solito come un grande evento. Chi andrà a vedere a pagamento (e si spera a questo punto che il biglietto dingresso sarà anchesso ridimensionato) La crocifissione di SantAndrea ammirerà un quadro non di Caravaggio ma di Finson. Fin qui Gianni Bonina. Ripeto: senza smentita alcuna.

Signori, queste cose non si fanno. O, se proprio si vuol farle, è meglio dire la verità. Chè tanto, cinsegnavano fin dalle elementari, le bugie hanno le gambe corte. Ora che figura ci fanno Comune e Soprintendenza di fronte a chiunque venga a sapere di questo pasticciaccio brutto? Gli addetti ai lavori lo sano già. Il pubblico lo saprà da oggi.

Passiamo a Palazzolo. La preziosa Madonna del Laurana, patrimonio della chiesa della Immacolata, in cima al Corso, è partita per Matera. Lì farà parte di una mostra, nellambito delle manifestazioni per Matera capitale della cultura. Solo che i palazzolesi, gente di montagna, tenace e gelosa del proprio patrimonio, si sono schierati contro. Gli amministratori comunali si sono ufficialmente opposti a questo viaggio della Madonna del Laurana a Matera. Il sindaco Salvatore Gallo ha manifestato la ferma opposizione della sua amministrazione alla soprintendente di Siracusa, larchitetto Irene Donatella Aprile (naturalmente catanese, come il presidente della Regione, Nello Musumeci, che lha nominata). E si è sentito rispondere (udite, udite!) che lei non ne sapeva nulla e che ha fatto tutto una funzionaria della Soprintendenza. Ma come! Ai tempi del mai abbastanza rimpianto Peppe Voza non si muoveva foglia in Soprintendenza che Voza non volesse e sapesse. Giustamente. E ora questa non sa nulla di una operazione del genere? Tuttavia, tantè.

Poi una telefonata del prefetto di Roma allassessore comunale ai Beni culturali e al Turismo di Palazzolo, Maurizio Aiello, ha sbloccato la vicenda fornendo garanzie di evidenza del sito di Palazzolo, come provenienza dellopera in mostra, nonchè di sicuro ritorno dellopera alla sua sede originaria. E la preziosa statua è partita.

Rimane una domanda: non sarebbe ora di finirla con questo turismo delle opere darte e di lasciarle visitare ciascuna nella propria sede naturale?

Rimane lombra della mancanza di smentite sulle vicissitudini del Caravaggio in questa città che la presidente di Italia Nostra Siracusa, Lucia Acerra, definisce ingrata e smemorata.

https://www.libertasicilia.it/siracusa-un-disastro-la-gestione-dei-nostri-beni-culturali-nelle-mani-del-comune/


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