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Girolamini, eroi in pensione: quante amarezze
Roberto Russo
Corriere del Mezzogiorno - Campania 16/4/2019

Sono finalmente in pensione i fratelli Berardi e Bruno Caracciolo, i bibliotecari dei Girolamini premiati per aver salvato molti libri dalla spoliazione. Il loro caso ha richiesto un appello a Mattarella. Ma ora siamo tristi dicono.

NAPOLI. Da ieri sono finalmente in pensione dopo quasi mezzo secolo di fedele servizio nella biblioteca dei Girolamini. I fratelli Mariarosaria e Piergianni Berardi, insieme con Bruno Caracciolo, hanno vinto la loro battaglia contro la burocrazia per il riconoscimento dei lunghi anni di lavoro prestato. I Berardi, in particolare, sono balzati negli anni scorsi agli onori delle cronache perché con le loro denunce limitarono i danni della spoliazione degli antichi e preziosi testi della biblioteca, ad opera dellex direttore Marino Massimo Decaro e dei suoi complici. Lallora presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, li definì eroi e i due fratelli furono insigniti del titolo di Cavaliere.

Nel gennaio del 2017 però attuarono una clamorosa protesta, raccontata in esclusiva dal Corriere del Mezzogiorno: minacciarono di restituire il cavalierato al Quirinale perché, per una complicatissima situazione contrattuale, rischiavano di non poter andare in pensione: una parte dei loro contributi non si trovava più. Il caso finì su tutti i giornali e si mossero finalmente le autorità. Altri due anni di battaglie legali e ora finalmente lagognata notizia. Venerdì scorso lultimo giorno di lavoro: nessuna festa particolare, spiega Mariarosaria: Non cera proprio lo spirito. Abbiamo salutato i colleghi e il direttore e siamo tornati a casa.

La dottoressa Berardi che è unespertissima bibliotecaria (ha attivamente collaborato con i carabinieri nel riconoscimento dei libri trafugati) non ha troppa voglia di parlare. Dopo anni di battaglie per ottenere i nostri diritti spiega in questo momento sono amareggiata. Ormai quella non la sento più come la mia biblioteca, lì con mio fratello e laltro collega siamo praticamente cresciuti. Ora è cambiato tutto. Non credo che ci metterò più piede, non riesco nemmeno a passarci allesterno per raggiungere casa.

Troppo profonda la ferita inferta da una burocrazia che, nel caso dei fratelli Berardi, è sembrata cinica e ottusa. Per lo Stato siamo due Cavalieri, due eroi, eppure abbiamo rischiato di dover chiedere aiuto alla Caritas. Ancor oggi non so quando davvero avremo il primo assegno pensionistico, spero non ci sia da aspettare molto. Attraverso il Corriere del Mezzogiorno i bibliotecari rivolsero un accorato appello al presidente Sergio Mattarella; fu proprio lintervento del Capo dello Stato a far riaprire il caso del loro pensionamento. È stato poi lavvocato Stefano Serao, legale della Congregazione dei Girolamini, a prendere in carico la complessa vicenda e a ricostruire nel dettaglio la storia professionale dei tre impiegati.

Ci sono stati errori spiega il legale da parte delle autorità, che risalgono almeno a una ventina di anni fa. In particolare, nel passaggio delle posizioni previdenziali dallInps allInpdap, un certo numero di contributi non si trovavano più. Abbiamo poi scoperto che invece erano stati regolarmente versati dalla Tesoreria dello Stato. Un altro incredibile intoppo, che rischiava di far saltare tutto, riguardava lente che aveva contrattualizzato i tre impiegati. LInps non riusciva a ricostruire con precisione chi tra la biblioteca e la Congregazione fosse il reale datore di lavoro dei tre.

Abbiamo dovuto lavorare molto tra le carte continua lavvocato Serao e non è stato facile perché si sono creati in passato equivoci e tensioni con il Mibac. Per fortuna Paola Passarelli, attuale direttrice generale delle biblioteche nazionali, si è dimostrata assai collaborativa. Solo così siamo riusciti a venire a capo di un vero e proprio puzzle burocratico.

Serao è ottimista anche sui tempi di erogazione della prima rata pensionistica: al più trenta giorni. A quel punto Mariarosaria e suo fratello Piergianni (entrambi single che vivono sotto lo stesso tetto) potranno ottenere la sudatissima pensione, così come il loro collega Caracciolo. Ma come ripete Mariarosaria in questa storia cè poco da festeggiare.



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