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Vendita patrimonio immobiliare pubblico. Ma i conti tornano?
Gian Antonio Stella
Corriere della Sera 24/4/2019

Tesoro: immobili; no svendopoli, cambio duso per valorizzare. Quanti insistono sullidea, peraltro vecchiotta, di fare cassa vendendo parte del patrimonio immobiliare pubblico farebbero bene a rileggere quellAnsa del 2001 e confrontare i sogni, gli impegni e le aspettative di allora con quanto è accaduto davvero. Un esempio? La caserma Miale di Foggia. Un auto-bidone economicamente catastrofico. Sono andate avanti per anni, le polemiche, le risse, le inchieste della magistratura su vari esempi sballati di quelloperazione di valorizzazione di beni immobili che il governo di Silvio Berlusconi e il ministro Giulio Tremonti avevano battezzato Società Cartolarizzazione Immobili Pubblici. Sigla assai infelice: Scip. Destinata a diventare tra laltro il titolo di un libro di Mario Milone: Scippopoli. E ad essere chiusa come un carrozzone nel 2009 dal successivo esecutivo berlusconiano, dopo la parentesi prodiana, tra commenti salaci. Come quello di ItaliaOggi: Cala il sipario sullesperimento Scip. Muore la società che doveva far cassa cedendo immobili pubblici. Incipit: Era un fulgido esempio di finanza creativa. Una di quelle soluzioni esoteriche escogitate per permettere allo Stato di fare cassa cedendo immobili pubblici.

Per capirci: La prima conseguenza è che tutti i circa 13 mila immobili invenduti, soprattutto in conseguenza del progetto Scip 2, torneranno nella pancia delle amministrazioni da cui provenivano, fondamentalmente gli enti previdenziali (Enpals, Inail, Inps, Inpdap, Ipost e Ipsema) i quali, in sostanza, saranno chiamati a versare i circa 1,7 miliardi, insisteva il quotidiano economico, che serviranno a rientrare in possesso degli immobili e a rimborsare i possessori dei bond emessi nel corso del tempo dalla società.

Una storia nebulosa in cui a un certo punto erano spuntate allo stesso indirizzo della società (via Eleonora Duse 53 a Roma) una quarantina di società immobiliari e finanziarie, tutte rigorosamente controllate da altrettante fondazioni olandesi. Un florilegio di srl, dai nomi a dir poco pittoreschi tutte contraddistinte da un medesimo oggetto sociale.

La caserma Miale di Foggia lo trovò, un acquirente. Ovvio. Costruita nel 1870 a due passi da quello che sarebbe diventato il pieno centro, enorme al punto di essere ledificio più grande della città, si sviluppa su 16mila metri quadri coperti più un cortile interno di altri 6500 per un totale (gli spazi interni si calcolano al 25%) di 17.625 metri quadri. Valore? Altissimo.

Altissimo per tutti, si capisce, tranne che per chi mise i soldi e comprò davvero, nel 2005, il complesso militare. Cioè il Fondo comune di investimento immobiliare di tipo chiuso Patrimonio Uno gestito da Bnp-Paribas Rei Sgr. Prezzo concordato con il demanio: 11 milioni di euro. Per capirci: 624 euro al metro quadro. Pochi perfino con i nuvoloni di oggi. Ma un vero e proprio affarone allora, mentre i prezzi del mercato immobiliare crescevano (+ 32,6 dal 2000 al 2007 quello residenziale, secondo il Sole 24 ore ) e assai prima del crollo del 2007-2008.

Affarone reso tanto più spettacolare dalla scelta parallela del Viminale di non sgomberare affatto la caserma appena venduta dal governo dove avevano sede la Scuola Allievi Agenti di Polizia di Stato, la mensa e altri uffici occupati dal ministero degli interni ma, al contrario, di prendere in affitto gli spazi fino ad allora di proprietà del demanio. Direte: visto il prezzo della vendita, avranno fissato un canone non esoso. Tanto più che ledificio polifunzionale di tre piani fuori terra ed uno interrato per accogliere la scuola era semi-nuovo perché costruito con ampia palestra, sala attrezzi, aula magna da 150 posti e relativi servizi, oltre centrale termica nel 1987. Poco più di tre lustri prima della cessione. Macché canone basso! Un milione e 160mila euro lanno. Con laffitto lungo. In scadenza nel lontano 2023. E un incasso teorico, in diciottanni daffitto, di oltre 20 milioni. Praticamente il doppio del prezzo dacquisto. Un harahiri. Che il dimezzamento successivo del canone a 540.000 euro lanno, la cifra pagata oggi, non rende meno pesante per le casse dello Stato. Quello sconto, infatti, è dipeso solo dalla retromarcia del Viminale che a un certo punto ha deciso di spostare altrove la scuola di polizia. Fatto è che oggi, 13 anni dopo laffare, lo Stato paga appunto 45.000 euro al mese per la mensa della Questura, una foresteria di poche stanze, un po di spazi vari e le esercitazioni del poligono di tiro. Mah

Qualche anno fa, nel 2011, pareva che la via duscita potesse essere il trasferimento nellex caserma, dedicata a Miale da Troia (cioè Ettore de Pazzis, uno dei tredici cavalieri italiani che nel 1503 parteciparono alla Disfida di Barletta contro tredici francesi), dellUniversità di Foggia. Cera un progetto, presentato dallallora rettore Giuliano Volpe, per portare nel complesso militare, tutelato dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici, la nuova sede del Rettorato, della Direzione Generale e degli uffici dellAmministrazione Centrale, con Aula Magna e sala polifunzionale per attività convegnistica, eventi culturali, proiezioni cinematografiche e rappresentazioni teatrali e concertistiche più la sede del Dipartimento Interateneo in Ingegneria più la biblioteca e altro ancora Prezzo ipotizzato perché lUniversità dello Stato ricomprasse ciò che lo Stato aveva venduto: 14.087.179,78 euro. Più Iva. Una botta di soldi in più rispetto a quelli pagati da Paribas sei anni prima. A dispetto del crollo, dallinizio della grande crisi, dei prezzi immobiliari. Lo Stato (sempre con la destra forzista e leghista al governo) attraverso il Cipe disse sì, stanziando per lacquisto, la ristrutturazione e la riqualificazione funzionale della Miale 25 milioni. Era il 30 settembre 2011. Mancava un mese allimpennata devastante dello spread che avrebbe presto prodotto la caduta del governo e lausterity di Mario Monti.

Tutto a monte, ovvio. Difficoltà sui soldi, sugli aiuti della regione Puglia, sui percorsi burocratici Finché il nuovo Cda e il nuovo rettore Maurizio Ricci, il 25 marzo deliberarono che non essendoci stata una formale assegnazione delle somme relative allintervento in questione quel progetto non era possibile ed era meglio lasciar perdere, destinando i 25.000.000 di euro stanziati, ad altri interventi edilizi alternativi.

Lultima voce adesso, dopo anni di silenzi, è che il complesso potrebbe essere preso in affitto dallAsl di Foggia che vorrebbe trasferirci gli uffici amministrativi e altre funzioni, per il tempo necessario a ristrutturare gli spazi che occupa oggi. Vero? Falso? Boh Certo è che mai come oggi, un mese dopo lannuncio del direttore dellAgenzia del Demanio Riccardo Caprino, che ha parlato di un piano vendite di 1500 beni dei quali 400 di valore assoluto, vale la pena di rileggere quanto disse il 25 giugno 2009 lallora procuratore generale della Corte dei Conti Furio Pasqualucci. Il quale ricordò che una nuova alienazione deve essere attentamente dosata nel tempo e studiata in modo da conseguire risultati migliori di quelli derivanti dalle recenti cartolarizzazioni, che a fronte di un portafoglio di 129 miliardi, ha fruttato ricavi per 57,8 miliardi, con un rapporto ricavi/cessioni pari al 44,7%. Uffa, dirà qualcuno, le solite prediche



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